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Politica

Calabria, "la Voce di Fiore" propone un movimento politico dal basso, capace di costruire un progetto comune per il cambiamento

Accade a ridosso del ballottaggio per il governo della Provincia di Cosenza. Annotare, ricordare, scegliere
giovedì 25 giugno 2009 di Emiliano Morrone
Al di lÓ di provocazioni e insulti ricevuti, emerge, da vari commenti in queste pagine, una grande voglia di cambiamento.
La esprimono giovani calabresi, ragazzi di San Giovanni in Fiore (Cosenza), metafora di un’Italia furba e opportunista.
La manifestano, coi loro nomi, universitari stanchi di subire e lavoratori costretti a emigrare.
Le parole, le speranze e il disincanto degli autori, che evidentemente ci seguono da tempo, provano che una purezza c’Ŕ ancora in Calabria, e non si (...)

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> Calabria, "la Voce di Fiore" propone un movimento politico dal basso, capace di costruire un progetto comune per il cambiamento

lunedì 22 giugno 2009

Ciao Emiliano, non ci conosciamo di persona ma forse telematicamente.

Credo che la prima cosa da fare sia adottare una base filosofica di riferimento che non pu˛ essere altro che di rottura. Rottura in tutti i sensi, incluso "ca ni ruppimma i cujjuni" e scrivere un Manifesto. Data la realtÓ calabrese e meridionale tenuta sotto controllo da un sistema di potere massonico-mafioso, armato fino ai denti in modo tangibile e un sistema clericale armato in modo intangibile, siamo nelle condizioni ideali per una base Strutturalista. Meglio ancora post-Strutturalista portata alle estreme conseguenze in una realtÓ estrema.

Giusto per riassumere:

Si definisce strutturalismo una tendenza metodologica che, nata originariamente in ambito linguistico (con De Saussure), si Ŕ estesa ben presto ad altri settori (dall’antropologia alla critica letteraria) dando luogo, negli anni Sessanta e Settanta, a una specifica "atmosfera culturale", che aveva come centro di irradiazione la Francia. Tale atmosfera non si Ŕ storicamente espressa in un movimento omogeneo e compatto, ma ha dato luogo a un certo numero di dottrine diverse tra loro. Ci˛ non toglie che tra queste ultime esista un orientamente comune di pensiero che pu˛ essere ricostruito mettendo in luce le posizioni contro le quali gli strutturalisti, al di lÓ delle differenze reciproche, si sono unanimemente battuti:

a) l’atomismo e il sostanzialismo b) l’umanismo e il coscienzialismo c) lo storicismo d) l’empirismo e il soggettivismo

Contro ogni forma di atomismo logico e di sostanzialismo, lo strutturalismo afferma che la realtÓ Ŕ un sistema di relazioni i cui termini costituenti non esistono di per se stessi, ma solo in connessione tra loro.

Contro l’umanismo e il coscienzialismo gli strutturalisti difendono il primato della struttura sull’uomo, sostenendo che l’individuo non Ŕ libero e attore autentico delle proprie scelte e azioni, ma il risultato di strutture che agiscono per lo pi¨ a livello inconscio.

Contro lo storicismo, ossia contro la visione ottocentesca di un divenire omogeneo ed unilaterale, immancabilmente diretto verso il trionfo dell’uomo e dei suoi valori (libertÓ, giustizia...), lo strutturalismo vede la storia come un insieme discontinuo di processi eterogenei retti da un sistema impersonale di strutture psico-antropologiche, culturali, economiche, ecc. Parallelamente, contro una considerazione longitudinale delle cose (ovvero contro l’interpretazione della realtÓ in termini di divenire e progresso) lo strutturalismo difende il primato di una considerazione trasversale delle cose stesse (ossia volta a studiare la realtÓ come un insieme relativamente costante e uniforme di relazioni). Da ci˛ il tendenziale privilegiamento, nello studio dei sistemi, del punto di vista sincronico rispetto a quello diacronico.

Contro l’empirismo e il soggettivismo, lo strutturalismo sostiene che fare scienza significa procedere al di lÓ dell’empirico e del vissuto, per porsi da un punto di vista assolutamente oggettivo.

http://www.ildiogene.it/EncyPages/Ency=strutturalismo.html

— -

Tipici dell’approccio post-strutturalista sono: la ripresa di motivi nietzscheani come la critica della coscienza e del negativo (Deleuze) o il progetto genealogico (Foucault), la radicalizzazione e il superamento della valutazione ontologica del linguaggio heideggeriana e una prospettiva anti-dogmatica e anti-positivista.

..per dirla con Wikipedia.

A me viene da sorridere pensando a un eventuale Manifesto in 10 punti con base strutturalista ("fondata" da uno svizzero, de Saussure) presentato sull’Aspromonte, nel santuario di Polsi. Un Vaffanculo ideale al Vaticano, alla Mafia e a cu si futtiu i sordi :)

P.S. Le mie conoscenze filosofiche sono limitate ma spero di essere riuscito a spiegare la mia proposta, "Filosofia da combattimento" mi verrebbe da dire.


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