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Politica

Calabria, "la Voce di Fiore" propone un movimento politico dal basso, capace di costruire un progetto comune per il cambiamento

Accade a ridosso del ballottaggio per il governo della Provincia di Cosenza. Annotare, ricordare, scegliere
giovedì 25 giugno 2009 di Emiliano Morrone
Al di lÓ di provocazioni e insulti ricevuti, emerge, da vari commenti in queste pagine, una grande voglia di cambiamento.
La esprimono giovani calabresi, ragazzi di San Giovanni in Fiore (Cosenza), metafora di un’Italia furba e opportunista.
La manifestano, coi loro nomi, universitari stanchi di subire e lavoratori costretti a emigrare.
Le parole, le speranze e il disincanto degli autori, che evidentemente ci seguono da tempo, provano che una purezza c’Ŕ ancora in Calabria, e non si (...)

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> Calabria, "la Voce di Fiore" propone un movimento politico dal basso, capace di costruire un progetto comune per il cambiamento

mercoledì 24 giugno 2009

Proposte concrete, che provengano dal basso, da chi ha dentro il sacro fuoco della passione per la propria terra, per il suo progresso ed emancipazione. Si, Ŕ con le proposte concrete che sarÓ possibile raggiungere questi risultati, e naturalmente tanti sacrifici e forse tante delusioni.

Sono d’accordo con voi!

Ma sarÓ altrettanto necessario coinvolgere il pi¨ alto numero di persone, coinvolgerle attorno ad un nucleo concreto e possibile di proposte, che rilancino prima di tutto la volontÓ di cambiare, trasmettere loro l’entusiasmo che tutto Ŕ possibile, anche crescere con onestÓ, se si usa la testa insieme alla passione.

Credo invece che creare una linea di separazione tra chi con coraggio resta e chi “scappa” per paura, “snobbismo”, per arrivismo, sia il solito errore che gli intellettuali italiani compiono da sempre, il cui unico risultato Ŕ stato e continua ad essere quello di allontanare le persone dalla battaglia civile!

E’ vero che c’Ŕ chi scappa per paura o per snobbismo, ma chi parte, o meglio emigra, non lo fa senza sofferenze, senza sacrifici facendo gavetta e subendo soprusi.

Chi parte non Ŕ colpevole, il pi¨ delle volte Ŕ vittima! Non confondiamo le cose!

Io ammiro chi Ŕ rimasto a lottare, o comunque ha deciso di vivere dov’Ŕ nato, ma sinceramente non condanno chi Ŕ partito!

Le proposte che leggo, potranno ridare speranza e nuova forza a chi vuole tornare Ŕ lottare insieme a voi, e le loro esperienze potranno ricambiare, conferendo maggiore forza alle vostre idee.


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