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Editoriale

Calabria, San Giovanni in Fiore (Cosenza). Tra locale e affermazione. Confidenze d’una voce nel deserto. Aveva ragione Saviano ?

mercredi 24 juin 2009 par Emiliano Morrone
Spesso mi è stato rimproverato di sciuparmi in "beghe locali", di occuparmi troppo di San Giovanni in Fiore (Cosenza), paesone del Sud di cui sono originario, logorato da emigrazione e sfiducia, tra gaudio e indifferenza collettivi.
Giornalisti e amici m’hanno spinto a seguire "questioni di più ampio respiro". Fra questi Roberto Saviano, che di recente ha pubblicato per Mondadori "La bellezza e l’inferno".
Mesi fa, incoraggiandomi dopo le querele ricevute, Roberto mi propose di realizzare (...)

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> Calabria, San Giovanni in Fiore (Cosenza). Tra locale e affermazione. Confidenze d’una voce nel deserto. Aveva ragione Saviano ?

lundi 22 juin 2009

Per un artista che voglia sopravvivere in sanità mentale, a San Giovanni in Fiore, è necessario non vivere più sentimenti di solitudine dovuti all’esclusione bensì sentimenti di solitudine derivati da un senso di non appartenenza culturale ; una sorta di nostalgia dell’emigrato, riprodotta in modo teatrale da essere umano cosciente di appartenere ad una cultura che è altra e che vive in un luogo straniero, che non gli appartiene. Una decostruzione e ricostituzione dell’evidenza intuitiva della realtà quotidiana in una forma di rappresentazione intima, ricomposta in una imprevista disposizione di frammenti poetici, sconosciuta all’altro, strategicamente riservata 3). Si tratta di un processo personale molto complesso e difficile poiché è necessario intraprendere la costruzione di una cultura individuale come se fosse quella di una società, cioè bisogna fornire a se stessi e dal profondo di se stessi sicurezza ontologica e nutrimento psicologico, compiti protettivi che dovrebbe assolvere la società. Bisogna avere una vasta capacità immaginativa sostanziata dall’impegno costante nelle attività mentali di studio e di ricerca, tendenze ascetiche, profonde motivazioni spirituali, inesauribili capacità di rinuncia ai beni materiali e ai contatti affettivi ed amorosi : un opera di megalomania auto-protettiva che comporta percorsi di umiltà profonda e di strenua rinuncia per poter essere strutturata efficacemente. Per individui più deboli o insicuri o timidi non c’è scampo : alcol, cocaina, eroina, vandalismo, spesso il Centro di Igiene Mentale, sottometterti al Tabù o se vuoi salvarti ed avere la possibilità di una vita sana EMIGRARE.

A San Giovanni in Fiore, oggi, attraverso le gabbie e le nebbie dei confini locali, si traguarda lontana, quasi irraggiungibile, la salvezza personale. All’orizzonte, invisibile !, quella collettiva. Impossibile quella escatologica.

Per un’Ermeneutica del Web. Un’Escatologia Florense contemporanea.


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