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RIFORMA BRUNETTA : PENSIONE "COATTA". Non valgono più i riscatti di altri lavori, militare e laurea.

PENSIONI : CHE "BELLA" SORPRESA !!! A SCUOLA, PER FORZA : IN PENSIONE, SOLO DOPO 40 ANNI DI SERVIZIO EFFETTIVO. Scomparsi "due commi" nel decreto salva-crisi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1° luglio.

dimanche 5 juillet 2009 par Federico La Sala
[...] Nella Gazzetta Ufficiale, pubblicata il 1° luglio, sono infatti inaspettatamente scomparsi i due commi, il 25 e il 26, dell’articolo 17, che nella versione iniziale del decreto introducevano una sorta di soglia massima - i 40 anni appunto - composta dall’anzianità contributiva e non di servizio. La modifica del testo al fotofinish comporta quindi il mantenimento in “vita” della riforma Brunetta, in base alla quale la pensione diventa obbligatoria con 40 anni di (...)

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> PENSIONI : CHE "BELLA" SORPRESA !!! ---- LA NUOVA IDEA DI RENATO BRUNETTA. Agire sulle pensioni di anzianità per reperire risorse. "Meno ai genitori e più ai figli".

dimanche 24 janvier 2010

Il ministro della Funzione Pubblica chiede un intervento per favorire l’uscita di casa dei ragazzi : "Diamogli 500 euro"

-  "Meno soldi alle pensioni di anzianità"
-  Brunetta lancia "bonus anti-bamboccioni"
*

ROMA - Agire sulle pensioni di anzianità per reperire risorse. Tali da dare 500 euro al mese ai giovani per aiutarli ad uscire di casa. E’ la nuova idea di Rentao Brunetta, che solo pochi gioorni fa aveva proposto una legge che obbligasse i ragazzi ad uscire di casa a 18 anni.

Il ministro della Funzione Pubblica ha lanciato la sua proposta durante la puntata odierna di "Domenica In - L’Arena", su Raiuno.

"La verità", ha detto Brunetta, "è che la coperta è piccola e quindi non ci sono risorse per tutti. Secondo me si deve agire sulle pensioni di anzianità, quelle che partono dai 55 anni di età. Facendo in questo modo si potrebbero trovare risorse che consentirebbero di dare ai giovani non 200 ma 500 euro al mese. Solo che una proposta del genere scatenerebbe le proteste dei sindacati, che sono quelli che difendono i genitori. Meno ai genitori e più ai figli".

Ma, secondo il ministro, "l’Italia è piena di giovani perbene, che rischiano e che vogliono la libertà. La colpa, se hanno la libertà tarpata, è nostra, dei loro genitori".

* la Repubblica, 24 gennaio 2010


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