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Repubblica italiana

Il presidente Cossiga scrive a "la Voce di Fiore". Il laboratorio culturale antimafia risponde e gli pone 17 domande

Giustizia, società civile, Stato, informazione, culture politiche
mercoledì 29 luglio 2009 di Emiliano Morrone
Non me ne voglia lo stimato Paolo Flores D’Arcais. Su "la Voce di Fiore", ieri ho pubblicato un pezzo del caro Marco Travaglio, già sulle pagine web di Micromega.
L’ho fatto perché con Marco e Paolo condividiamo una battaglia per la democrazia e la legalità che ci ha visti insieme per diverse cause, non ultima la difesa popolare in piazza del procuratore Luigi Apicella. A Roma.
Ho partecipato da comunissimo cittadino alla manifestazione dello scorso 19 luglio, con cui la società civile, (...)

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> Il presidente Cossiga scrive a "la Voce di Fiore". Il laboratorio culturale antimafia risponde e gli pone 17 domande

sabato 25 luglio 2009

gentilissimo Sig. Morrone, prendo atto di una nuova circostanza nella quale Lei cita il mio nome ed il mio punto di vista sulla strage di via d’Amelio. Mi sento dunque investito, dato il protrarsi di interpretazioni altrui del mio pensiero, di inviarle un piccolo chiarimento del tutto - mi creda - privo di polemiche nonostante la sua lettera a Salvatore Borsellino del marzo scorso (ed il commentio di quest’ultimo) siano invece ricche di gratuite accuse infamanti nei miei confronti. Non ci conosciamo di persona ma, forse, se ci conoscessimo, si pentirebbe di aver utilizzato espressioni di tal fatta nei miei riguardi. Ho trascorso un anno ad occuparmi solo del procedimento per la strage. Quattordici giorni di mcamera di consiglio. Ho depositato la sentenza in 88 giorni (lo sa che è L’UNICA sentenza sulle stragi italiane di qualsiasi matrice depositata in termini?). Quella sentenza è stata confermata praticamente in toto dalla Cassazione. Ho passato il resto del mio tempo a leggere e studiare altri incartamenti (a titolo personale) su quei fatti, ad andare per scuole, università e circoli privati per portare il messaggio di Paolo Borsellino. Ho dedicato alla sua memoria tre congressi nazionali di diritto penale interamente da me organizzati ed altrettante pubblicazioni edite da Giuffrè. In uno di essi ho avuto il privilegio della presenza della signora Agnese.

Ma lasciamo i meriti (solo presunti) e veniamo al merito. Da giudice estensore della sentenza resa nel proc. a carico di Agate mariano + 27 (cd "via d’Amelio ter") credo di poter dire cosa penso sul punto - a sentenza ormai definitiva. Per quanto mi consta e soprattutto per quanto emerso in quel procedimento, le uniche certezze sull’attentato sono risalenti a Cosa Nostra. tanto affermo e ribadisco con forza. E’ del tutto evidente però, che tale affermazione non esclude altri fatti, altre circostanze e coinvolgimenti possibili ma ahime, fino ad oggi, non provati. Sarei il primo a rallegrarmi se qualche elemento di certezza o anche solo di mera probabilità portasse ulteriore luce su una vicenda tanto drammatica, grave e tormentata nel suo iter (basti pensare ai tre processi, dicasi tre, celebratisi sulla strage). Ritengo però assai pericoloso vivere nel perenne sospetto e, soprattutto, avallare mediaticamente dichiarazioni di personaggi a dir poco inquietanti come Riina, Ciancimino jr. e lo stesso Spatuzza. I miei validissimi Colleghi che indagano sapranno capire se nelle loro parole può esserci qualcosa di fondato e riscontrabile oppure no. lasciamoli lavorare. Questo è unicamente il mio pensiero. Non intendo assolutamente affermare che non vi possono essere fatti gravissimi dietro quella strage. Si rilegga la mia sentenza sul punto e capirà, credo, quanto invece abbia lasciato intendere io stesso con le mie parole su tali corresponsabilità!! Ho iniziato la mia relazione ad un convegno sui maxiprocessi del giugno scorso ricordando come palo Borsellino ebbe 52 voti alla elezione del presidente della Repubblica del giugno 1992. Lo ricordava? Vuole che non desse fastidio a tanti anche a livello istituzionale? Vuole che la sua morte non abbia rasserenato tanti? Non so fino a che punto lo Stato vuole davvero occuparsene: ho proposto la mia candidatura (mi pareva importante in questo momento per le mie conoscenze) come consulente della Commissione Antimafia. Non mi hanno neppure preso in considerazione. Ho saputo anzi che hanno nominato alcuni giudici civili....Vuole che sia contento di questo Stato? Vuole che sia lieto di essere considerato da molti Colleghi un guastafeste (anche qui a Firenze nella mia nuova sede) solo perchè mediamente scrivo circa 4/500 sentenze all’anno, tutte tempestivamente depositate? Forse, o senza forse, sono più incazzato di lei. Continuo però a lavorare ed a giudicare con le prove che ho. Solo con quelle. perchè la notte voglio essere tranquillo di aver condannato o assolto SOLO sulla base delle prove. E’ il mio unico tormento. impariamo tutti a ragionare per prove e non per dogmi e/o sospetti e la vita ci apparirà più trasparente. Mi creda. Sono a Sua disposizione per qualunque iniziativa, mi contatti pure. (michele.barillarogiustizia.it)


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