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A BENO FIGNON (SCRITTORE, POETA, AMICO FRIULANO SPENTOSI NELLA NOTTE SCORSA), IN RICORDO ....

L’ITALIA, LA LINGUA, I DIALETTI, ED ESSERI UMANI «CAPACI DI INTENDERSI E VOLARE»(BENO FIGNON). L’identità è una matrioska: somma di incontri e storie. Una riflessione di Claudio Magris, con una nota di Federico La Sala

Le dispute agosta­ne sui dialetti e gli inni nazionali o locali possono essere tutte sfatate da una lapidaria riflessione di Raf­faele La Capria sulla diffe­renza tra essere napoletani e fare i napole­tani. (...) Chi fa il napoletano è il peggior nemico dei napoletani.
lunedì 7 settembre 2009
[...] L’identità autentica assomiglia alle Ma­trioske, ognuna delle quali contiene un’al­tra e s’inserisce a sua volta in un’altra più grande. Essere emiliani ha senso solo se im­plica essere e sentirsi italiani, il che vuol di­re essere e sentirsi pure europei. La nostra identità è contemporaneamente regionale, nazionale - senza contare tutte le vitali mescolanze che sparigliano ogni rigido gio­co - ed europea; del nostro Dna culturale fanno parte Manzoni come Cervantes, Shakespeare o (...)

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> ESSERI UMANI «CAPACI DI INTENDERSI E VOLARE» --- «Elogio degli asinelli ovvero la riscossa degli ultimi» (Frate Indovino 2012): Un anno a lezione dall’asinello (di Claudio Magris)

sabato 28 gennaio 2012

Un anno a lezione dall’asinello

di Claudio Magris (Corriere della Sera, 28 gennaio 2012)

Un libro che sarebbe piaciuto a Brecht, tutt’altro che pio, questo Frate Indovino 2012, il calendario almanacco dei francescani. Non è azzardato definirlo un libro, come lo è uno zibaldone di racconti, apologhi, cronache, poco importa se cartaceo oppure online, volume ben rilegato o taccuino di fogli volanti, purché pervaso da un senso unitario della bislacca e amabile varietà del mondo e capace di narrarla.

Le Storie da calendario sono un vero genere letterario, che in Germania ha avuto dei veri capolavori nelle opere di Hebel, nel Settecento, o di Brecht. Il calendario scandisce il tempo, questa inafferrabile, forse inesistente ma essenziale tessitura della nostra vita, della nostra morte e della nostra sopravvivenza nel racconto che si tuffa nel passato e lo rifà presente. Il tempo è una grande sfida per la fede; la costringe a pensare e a sentire in modo concreto, carnale ciò che essa vive e sente come eterno. Non è dunque strano che frati francescani si occupino di calendari.

Frate Indovino 2012 riprende, in chiave attuale, gli almanacchi paesani di una volta, che parlavano della vita dell’uomo e del suo scorrere nel tempo. Davano notizie sul raccolto e sui rimedi contro i pericoli che lo minacciano; su piante, animali, costellazioni, venti, tempeste; su consuetudini, sulle feste, sulle devastazioni delle guerre e sui destini degli individui e dei popoli in quelle feste e in quelle devastazioni; distribuivano saggezza, conoscenze concrete e soprattutto raccontavano vicende ed esistenze umane, inserendole nel grande fluire del mondo e del cosmo.

Anche Frate Indovino 2012 è ricco di insegnamenti e di bizzarrie, semplici e precise informazioni sulle stelle e le posizioni planetarie, consigli per la salute e per i mutui, ricette, aneddoti comici, brevi racconti, detti proverbiali. È pervaso da quello spirito illuminista di informazione popolare che animava i calendari di un tempo, unito a gaia pietas religiosa e amore per la riottosa intemperanza della vita. Nozioni astronomiche o botaniche vengono espresse con semplicità, ma con chiarezza e precisione, una divulgazione scientifica più valida di tante pretenziose e brillanti elucubrazioni sofisticate; illustrando la posizione planetaria, insegna ad amare la geometria e il poetico incanto delle costellazioni e del cielo.

L’almanacco include molta sapienza popolare del passato, ma con uno spirito giocoso aperto al presente e al futuro; dovrebbe accogliere - e certamente accoglierà presto - nel suo senso totale e armonioso della vita e del cosmo pure le avventurose scoperte e le insensatezze del nostro mondo astratto e digitale, che fanno parte del creato come l’orto di casa. Ciò che accomuna le grandi religioni alle grandi filosofie materialiste è il sentimento dell’unità del mondo nelle sue incessanti metamorfosi, gli atomi di Democrito o i fiori cui San Francesco rivolgeva la sua preghiera. Le storie da calendario dicono che tutto racconta, nell’universo; ogni tronco corroso, ogni pietra, ogni traccia di Dna in un mollusco pietrificato è una storia che preme per essere narrata.

Ma soprattutto l’edizione di Frate Indovino di quest’anno è dedicata all’«Elogio degli asinelli ovvero la riscossa degli ultimi». L’asino, animale ingiustamente maltrattato nella realtà e nella rappresentazione, personifica tutte le creature che, dice una famosa ballata di Brecht, «sono al buio». In questo almanacco l’asino accompagna lo scorrere del tempo, in una gustosa serie di storielle, espressioni idiomatiche, immagini. La sua pazienza sotto le batoste è resistenza, premessa di riscossa degli ultimi, cui è promesso il Regno. Sulle sue strade di campagna, a portare il peso dell’ingiustizia, l’asino è più reale e più forte dei destrieri delle corse di Ascot, buoni per una fasulla vita in technicolor. Morro, l’asino di mio cugino Ruben in Friuli, era più veloce dei cavalli del paese.

La poesia ha risarcito l’asino delle percosse e degli insulti: Omero lo paragona ad Aiace che difende da solo le navi, col suo scudo simile alla groppa sotto tanti colpi; Jiménez ne ha fatto un personaggio immortale nel suo Platero.

I frati sanno bene che è stato un asino - non un purosangue e nemmeno l’onagro, il nobile asino selvatico - a scaldare Gesù nella stalla e a portarlo festosamente a Gerusalemme la domenica dellePalme; il Signore, nella Bibbia, fa parlare una volta un’asina presa a randellate. La pazienza dell’asino è stata celebrata quale pacata e sicura potenza sessuale, che nel romanzo di Apuleio soddisfa la molto esigente signora di Corinto e che Canetti, a Marrakech, ammira, con rispetto, nell’improvvisa erezione di un asino sotto i colpi di bastone.

Non è male, sfogliando il calendario, attraversare l’anno anche in compagnia dell’asino.


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