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INFORMAZIONE E NON SOLO : 3 OTTOBRE 2009. SE BERLUSCONI SI FINGE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (1994) E TUTTI E TUTTE STANNO ANCORA AL SUO SPORCO "GIOCO" (2009) ,... LA GUERRA MENTALE DI "FORZA ITALIA" CONTRO L’ITALIA NON E’ FINITA !!!

LA MANIFESTAZIONE PER LA LIBERTA’ DI STAMPA. Contro il Presidente della "Repubblica" del "Popolo della "Liberta’", al grido di "Forza Italia" !?? Un’intervista a Davide Sassoli e a Marco Pannella - a cura di Federico La Sala

BUIO TOTALE E RESA FINALE !!! L’ITALIA E’ IN LUTTO. Per i caduti in Afganistan, la Fnsi (d’intesa con le altre organizzazioni aderenti) RINVIA al 3 ottobre la manifestazione di sabato.
samedi 3 octobre 2009
Intervista a Davide Sassoli
« In Rai situazione gravissima.
Il 19 in piazza possiamo fermare l’assalto finale » [...]
[...] Marco Pannella. « I paladini della stampa sono gli stessi che hanno creato questo sistema »
Perché non vado in piazza con Rep. [...]
L’ITALIA E IL PARTITO TRASVERSALE DEL "CAVALLO DI TROIA". A Franco Cordero, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Umberto Eco, Gianni Vattimo, Emanuele Severino, Massimo Cacciari .... Una domanda
A SILVIO BERLUSCONI UN "NOBEL" E UN (...)

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> LA MANIFESTAZIONE ... dalle 15,30 di oggi, avrà il suo centro in Piazza del Popolo --- protesta contro il governo del Presidente della "Repubblica" del "Popolo della Liberta’" : "Forza Italia" !!!

samedi 3 octobre 2009


-  Libertà di stampa
-  Tutti in piazza per la libertà d’informazione

Roma, ma anche Londra, Madrid, Parigi, Berlino, Barcellona e Monaco. Sarà la più grande manifestazione per la libertà di informazione nella storia dell’Occidente democratico quella che, dalle 15,30 di oggi, avrà il suo centro in Piazza del Popolo. Altre manifestazioni si svolgeranno contemporaneamente in tutt’Italia.

Una protesta, una festa. Sarà aperta dall’Orchestra di piazza Vittorio, la band multietnica nata a Roma e conosciuta ormai in tutto il mondo. In questo modo, l’avvio della manifestazione sarà un modo per sottolineare che quello alla libertà di informazione non è il solo diritto oggi in pericolo nel nostro paese. Sono in discussione i valori fondamentali della nostra Costituzione. A partire dal principio di eguaglianza, colpito dal lodo Alfano (che rende il presidente del Consiglio più uguale di tutti gli altri) e dal cosiddetto « pacchetto sicurezza » (che fa di alcuni uomini, gli immigrati irregolari, dei criminali per status).

Alla protesta - promossa dalla Federazione nazionale della stampa italiana - hanno aderito centinaia di organizzazioni territoriali e nazionali tra le quali l’Ordine dei giornalisti, la Cgil, l’Arci, le Acli, la Fim Cisl, la Federazione italiana associazioni partigiane. Ieri è giunta anche l’adesione del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Tra gli interventi previsti, oltre a quello del presidente della Fnsi Franco Siddi che illustrerà le ragioni dell’iniziativa, quelli di Dario Fo e Roberto Saviano, del presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida e dell’attore Neri Marcorè.

È anche previsto un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Tra gli artisti, oltre all’orchestra di piazza Vittorio saliranno sul palco di Piazza del Popolo Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano e Teresa De Sio.

Come è noto il presidente del Consiglio ha definito la protesta di oggi « una farsa » e ha sostenuto che l’Italia è il paese dell’Occidente dove la libertà di stampa è più garantita. Qualche giorno fa, d’altra parte, era arrivato a sostenere di aver portato « la moralità della politica ».

Di certo Silvio Berlusconi è stato il maggior sponsor - anche se involontario - della protesta odierna. I suoi attacchi sistematici ai quotidiani scomodi (accompagnati dall’invito agli imprenditori a punirli negando le inserzioni pubblicitarie), le intimidazioni individuali a giornalisti colpevoli solo di avergli rivolto domande non gradite e, infine, le richieste di risarcimento danni a l’Unità e a La Repubblica, hanno reso chiaro al mondo, e a una crescente parte del Paese, che la cosiddetta « anomalia italiana » rischia di colpire le basi della democrazia.

* l’Unità, 02 ottobre 2009


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