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COSTITUZIONE E SCUOLA DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Al Liceo classico "A. Manzoni" e al Suo Preside, un piccolo omaggio e una piena totale solidarietà ...

SCUOLA : COMUNICAZIONE, INSEGNAMENTO, E COSTITUZIONE. Una risposta ad una mail di "Esposito Gennaro" - di Federico La Sala

IL SUONO E LA VOCE (E LA SCRITTURA) : CONSAPEVOLEZZA CULTURALE, EDUCAZIONE MUSICALE E FORMAZIONE. Pierre Boulez ha dichiarato di aver migliorato enormemente la propria capacità di direttore d’orchestra nel momento in cui ha imparato ad ascoltarsi mentre dirigeva.
dimanche 27 septembre 2009 par Federico La Sala
UNA QUESTIONE DI ECO. L’orecchio disturbato degli intellettuali italiani
GELMINI PREPARA IL NUOVO ANNO SCOLASTICO DEL REGIME E PROPONE ZERO IN CONDOTTA PER CHI NON PARTECIPA AL RITO MATTUTINO DELL’ALZABANDIERA E AL CANTO DELL’INNO DEL PARTITO UNICO "Forza Italia"


Da : Esposito Gennaro
Inviato : sabato 19 settembre 2009 19.06
A : federicolasala
Oggetto : mi scusi ma non capisco i suoi articoli
Gentile (...)

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lundi 21 septembre 2009

La strage in cui hanno perso la vita i sei militari italiani nella missione di guerra in Afghanistan ha avuto ripercussioni evidenti anche sul mondo della scuola.

Siccome abbiamo la casta dei giornalisti servili al potere, peggio perfino del Botswana, l’annunciata manifestazione a favore e a difesa della libertà di stampa, è stata rinviata in segno di lutto.

L’Italia è l’unico paese che mette in secondo piano una libertà costituzionale rispetto al dolore e al lutto (legittimi umanamente, ma non sempre condivisibili sul piano etico) proclamati perché siamo gli occupanti armati di una nazione straniera.

Abbiamo una mente così contorta, che quelle libertà costituzionali in nome delle quali si dice che i sei militari uccisi a Kabul combattessero strenuamente, le mettiamo in secondo piano.

Dunque niente manifestazione per la libertà di stampa, si obbedisce al patto di non belligeranza proclamato a piene parole al Senato dalla Presidente Finocchiaro, capogruppo della sedicente opposizione, quando ha detto che in aula il PD non intendeva fare polemica e non voleva chiedere le dimissioni di nessuno (e ci mancherebbe anche altro, sono o non sono i principali alleati della maggioranza ?).

La FNSI ha spostato, dunque, il giorno della scesa in piazza, allo stesso giorno in cui i precari della scuola andranno a far sentire la loro voce davanti agli Uffici Scolastici provinciali, regionali, e al ministero.

Con il chiaro effetto di oscurarli e di far passare la scuola pubblica in secondo piano rispetto ai piagnistei di "Repubblica" che se vuole fare il giornale dell’opposizione dovrebbe tirar fuori una bella quintalata di controcoglioni, altro che "siamo tutti farabutti", logica perversa del "tutti colpevoli nessun colpevole" o, peggio, del "mal comune mezzo gaudio".

Così, cos’ha fatto l’esercito dei precari, la forza lavoro che vuole lavorare nella scuola pubblica, perché ha a cuore le sorti delle giovani generazioni del paese vessate e tartassate da una riforma Gelmini che è la vergogna di tutte le riforme educative e rispetto alla quale quella di Giovanni Gentile fu un colpo di genio che durò svariati decenni ? Hanno pensato di autogestirsi ? No. Hanno pensato di fare dei filmati della loro protesta, metterli su YouTube e farli circolare in rete ? Nemmeno. Hanno deciso di cambiare data ? Neanche a parlarne. Quali soluzioni di protesta, di lotta, di sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto alle loro problematiche avranno mai escogitato coloro che aspettano un posto di ruolo per l’educazione del futuro ? Vogliono farsi ospitare da Bruno Vespa a "Porta a porta".

Cioè, il palcoscenico amplificatore della lotta contro il governo da parte di chi lavora nella scuola, secondo i precari dovrebbe essere lo stesso teatrino massmediologico che ospita il Presidente del Consiglio. Stanno cedendo all’illusione che se non vai in TV non sei nessuno, stanno dando corpo alla visione di Bruno Vespa come demiurgo e sciamano dell’informazione, colui che, se ti ospita nel suo studio televisivo, fa sì che tu esista, che la gente si occupi di te, che ti ascolti.

E’ spaventoso. Bruno Vespa come unica soluzione. Dopodiché rimane solo il suicidio di massa su un’isola deserta.

C’è da essere scambiati per cinici, o, quanto meno, per cattivi se si pensa che probabilmente molti di questi precari che auspicano che Bruno Vespa venga a dar loro visibilità, non meritano di entrare nella scuola pubblica. E’ un peccato pensarlo, ma se a pensar male si fa peccato è anche vero che ci si azzecca quasi sempre.

Sono le stesse persone che un domani, una volta in ruolo, giusto per non perdere la poltroncina, sarebbero capaci di dire alla Noemi di turno "Brava, vuoi fare la velina ? Mi sembra proprio la tua strada, vai, vai, figurati, tu sei troppo bella per ridurti a studiare altri cinque anni all’Università, e poi a che ti serve la cultura, sei così graziosa... molto meglio Miss Italia, vada signora, vada, la incoraggi Sua figlia ! Anch’io una volta quando ero giovane e prima di ottenere la cattedra di ruolo sono stata da Bruno Vespa..."

Questo non è il precariato della scuola, è la precarietà della condizione dell’italiano medio. Per questo non se la fila nessuno.


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