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COSTITUZIONE E SCUOLA DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Al Liceo classico "A. Manzoni" e al Suo Preside, un piccolo omaggio e una piena totale solidarietà ...

SCUOLA : COMUNICAZIONE, INSEGNAMENTO, E COSTITUZIONE. Una risposta ad una mail di "Esposito Gennaro" - di Federico La Sala

IL SUONO E LA VOCE (E LA SCRITTURA) : CONSAPEVOLEZZA CULTURALE, EDUCAZIONE MUSICALE E FORMAZIONE. Pierre Boulez ha dichiarato di aver migliorato enormemente la propria capacità di direttore d’orchestra nel momento in cui ha imparato ad ascoltarsi mentre dirigeva.
dimanche 27 septembre 2009 par Federico La Sala
UNA QUESTIONE DI ECO. L’orecchio disturbato degli intellettuali italiani
GELMINI PREPARA IL NUOVO ANNO SCOLASTICO DEL REGIME E PROPONE ZERO IN CONDOTTA PER CHI NON PARTECIPA AL RITO MATTUTINO DELL’ALZABANDIERA E AL CANTO DELL’INNO DEL PARTITO UNICO "Forza Italia"


Da : Esposito Gennaro
Inviato : sabato 19 settembre 2009 19.06
A : federicolasala
Oggetto : mi scusi ma non capisco i suoi articoli
Gentile (...)

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> SCUOLA : COMUNICAZIONE, INSEGNAMENTO, E COSTITUZIONE. --- PRIVILEGI CLERICALI. In beffa all’articolo 3 della Costituzione, gli insegnanti di religione cattolica sono “più uguali” degli altri.

lundi 21 septembre 2009


-  Ronchi - Gelmini tentano di scippare gli scatti stipendiali ai precari

di Claudio Zaza

-  17 settembre 2009
-  Il Consiglio dei Ministri (seduta n. 61 del 09.09.09) sta tentando di scippare ai precari della scuola pubblica quello che, prima la legge e poi i Tribunali, hanno loro riconosciuto : gli scatti stipendiali biennali del 2,50% (che sono una sorta di scatti di anzianità per i precari). Ha infatti approvato la bozza di un decreto legge (decreto Ronchi, dal nome del Ministro delle Politiche Comunitarie) che porterà alla firma del Presidente della Repubblica e poi presenterà alle Camere, nel quale ha inserito una norma (art. 16) che testualmente prevede che « I contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze ... non possono in alcun caso ... consentire la maturazione di anzianità utile ai fini retributivi prima della immissione in ruolo ». leggi tutto »


In beffa all’articolo 3 della Costituzione, gli insegnanti di religione cattolica sono “più uguali” degli altri

PRIVILEGI CLERICALI

“Il riconoscimento degli scatti di anzianità e gli insegnanti di religione” *

Non crediamo di dire nulla di nuovo ricordando che la Chiesa cattolica gode attualmente in Italia di una serie di benefici che la collocano in una posizione di privilegio.

Richiamando il concetto di privilegio intendiamo riferirci al suo valore tecnico giuridico di ius singulare, norma speciale e più favorevole rispetto a quella generale, prezzo che l’ordinamento italiano paga agli articoli 7 ed 8 della Costituzione : la normativa in materia religiosa vive nel segno dello ius singulare, negazione del principio di eguaglianza, a tutto favore della Chiesa cattolica e dei suoi accoliti.

Fra queste norme singolari, ne abbiamo scovata una bella serie tutte a favore degli insegnati della religione cattolica, categoria sempre ampiamente favorita dalla legislazione italiana, anche in epoche molto recenti. Ma i lettori non si preoccupino, non vogliamo tediarli con una tirata polemica sulla legge n.186 del 2003, che ha riconosciuto a questi docenti l’immissione in ruolo dopo un concorso farsa, quanto soffermarci su un aspetto apparentemente minore. Semplificando al massimo il quadro normativo, si può dire che il trattamento economico del personale di ruolo della scuola dipenda - vero unicum nel pubblico impiego - dall’anzianità di servizio, che viene accertata mediante la cd. “ricostruzione di carriera”, ovverosia “sommando” i vari periodi di servizio di ruolo e di pre-ruolo prestato ed assegnando così il docente alla fascia retributiva corrispondente.

Un docente ordinario attualmente ha diritto ad ottenere la ricostruzione di carriera solo dopo la conferma in ruolo, per cui se non é di ruolo, se é precario insomma, non gode dei benefici economici che ne derivano : continuerà a percepire lo stipendio base anche dopo dieci anni di precariato.

L’articolo 53, comma 4, della legge n.312/80 contempla un’unica eccezione, il docente di religione, che può chiedere la ricostruzione di carriera, nella scuola secondaria, dopo 4 anni di servizio prestato come incaricato.

In sostanza, dopo 4 anni un docente di religione viene comunque a godere dello stesso trattamento di un docente di ruolo, cioè si viene a trovare in una situazione che un ordinario precario non può ottenere neanche dopo 20 anni !

L’introduzione della legge n.186/03, che ha istituito i ruoli degli insegnanti di religione cattolica, ha poi aggravato una situazione già chiaramente paradossale. Attualmente, infatti, i docenti di religione possono chiedere la ricostruzione di carriera sia mentre sono precari, in base ad una norma di privilegio (art.53 u.c. legge n.312/80), sia al momento della conferma in ruolo, in base alla norma generale (combinato disposto dell’art.485 d.lgs.297/94 ed art.1 legge n.186/03).

Ma non finisce qui. L’articolo 53, comma 3 della medesima legge 312/80 riconosce a tutti i docenti non di ruolo, che abbiano ricevuto un incarico, “escluse le supplenze”, il diritto a scatti biennali del 2,5% sullo stipendio base. É un riconoscimento dell’anzianità di servizio meno rilevante rispetto a quella del comma 4, ma comunque significativo : dopo quattro anni di servizio la differenza stipendiale è del 10% ! Ed inoltre ha portata generale.

Ciònonostante il Ministero dell’Istruzione ha dato della norma un’interpretazione capziosa che l’ha resa applicabile ai soli docenti di religione, facendo leva sulla formula “escluse le supplenze”

Per “sistemare” i precari ordinari, Il Monistero interpreta letteralmente il dato normativo : l’articolo 15 della legge n.270/82 ha, infatti, trasformato in supplenze annuali gli incarichi annuali ai docenti non di ruolo, per cui da allora tutti i precari sono letteralmente supplenti e come tali espressamente esclusi dal beneficio, in base all’articolo 53, comma 3. Per “salvare” i precari di religione, invece, la circolare ministeriale n.71 del 1987 interpreta l’articolo 2.5 dell’Intesa sull’insegnamento della religione cattolica, recepita dal DPR n.721/85, nel senso che gli insegnanti di religione ricevano un incarico annuale, sicché non sono supplenti ! Insomma : stretta interpretazione letterale per colpire i precari ordinari, funambolismo interpretativo per i docenti di religione, che così godono di una posizione di privilegio anche allorché appartengano alla categoria più bistrattata del pubblico impiego, i precari della scuola.

Il dato interessante è che tale risultato palesemente ingiusto è stato determinato, più ancora che dagli interventi del legislatore italiano, dai sofismi interpretativi del Ministero dell’Istruzione, ancora una volta “più papista del Papa”. Legislativo ed Esecutivo hanno congiurato nel generare ingiustizia...ma per fortuna ancora “c’è un giudice a Berlino”...anzi, a Tivoli !

Il Tribunale di Tivoli, con sentenza dell’11.3.09, ha riconosciuto ad una docente non di ruolo il diritto ai benefici economici di cui all’articolo 53, comma 3. Il succo è di una chiarezza lampante : l’unica interpretazione della norma conforme ai principi della Costituzione e dell’ordinamento dell’Unione Europea é quella che non ne limita l’applicazione ai soli docenti di religione.

In un paese normale la sentenza sarebbe stata utilizzata dal sindacato per alimentare un contenzioso di massa ...Questo in un paese normale, ma siamo in Italia e l’iniziativa è stata assunta dall’associazione anticlericale.net e dal suo segretario, l’onorevole Maurizio Turco. Il sindacato lamenta a parole la situazione dei precari, ma è evidentemente anch’esso erede del voto togliattiano all’articolo 7 !

Consigliamo a tutti i precari di chiedere l’applicazione degli scatti del 2,5% per ogni biennio utilizzando i preziosi fac simile a disposizione sul sito dell’associazione anticlericale.net, che ha promosso la causa o quello dell’avv. Claudio Zaza ( http://www.claudiozaza.it/scatti-stipendiali.html), che ha seguito la vicenda.

* LIBERAZIONE, 20.09.2009


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