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MESSAGGIO CRISTIANO E TRADIMENTO STRUTTURALE. La chiesa non ha più il diritto di definirsi “cristiana”.

ABUSO DEL NOME DI "CRISTIANI". I vescovi cattolici tedeschi citati in giudizio. Non dovranno più definirsi cristiani. L’azione è portata avanti dai Cristiani liberi - a cura di Federico La Sala

domenica 27 settembre 2009 di Federico La Sala
[...] La domanda giudiziale era stata preceduta da una “diffida” rivolta a tutti i vescovi diocesani tedeschi, nella quale un teologo, un medico, due giornalisti e due giuristi avevano spiegato in modo dettagliato i motivi per i quali, dal loro punto di vista, la chiesa avrebbe perso il diritto di definirsi “cristiana”. In palese contraddizione con l’insegnamento di Gesù di Nazareth, essa accumulerebbe infatti potere e ricchezza (”mentre milioni di persone del (...)

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> ABUSO DEL NOME DI "CRISTIANI". ---- BELGIO: LO SCANDALO DEI RELIGIOSI SOTTO ACCUSA. Perquisita la cripta della Cattedrale. Alla base dell’operazione richiesta dalla procura, potrebbero esserci le denunce fatte da un sacerdote ora in pensione, Rik Devillè.

venerdì 25 giugno 2010


-  LO SCANDALO DEI RELIGIOSI SOTTO ACCUSA

-  Perquisita la cripta della Cattedrale
-  La Santa sede esprime "sdegno"

-  Perquisizione nella tomba di un arcivescovo
-  Il Vaticano convoca l’ambasciatore e protesta
-  Il Papa intanto nomina il nuovo vescovo di Bruges
*

CITTA’ DEL VATICANO Le perquisizioni di ieri in Belgio, in seguito a nuove denunce sui preti pedofili, hanno riguardato, oltre all’arcivescovado, anche la cripta della cattedrale Saint Rombout a Mechelen. Lo riferiscono oggi diversi quotidiani belgi, secondo i quali i poliziotti sono scesi fino nella cripta alla ricerca di dossier sulla pedofilia che sarebbero stati nascosti nella tomba di un arcivescovo.

Gli agenti avrebbero utilizzato anche martelli pneumatici, ma non sarebbe stato trovato alcun nascondiglio segreto. La «violazione delle tombe» avvenuta in Belgio durante le perquisizioni a Bruxelles ha suscitato «sdegno» nella Segreteria di Stato vaticana, che, in una nota ufficiale, torna a condannare l’abuso di minori da parte di religiosi, esprimendo però «vivo stupore» per le modalità in cui sono avvenute le perquisizioni. A Roma, il comportamento della polizia è parsa insomma una profanazione. Il segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, mons. Dominique Mamberti, ha espresso «personalmente» all’ambasciatore del Belgio presso la Santa Sede, Charles Ghislain, convocato per la questione, il suo «sdegno» e lo «sgomento» per la violazione delle tombe di alcuni alti ecclesiastici durante le perquisizioni in Belgio.

Tornando all’inchiesta, secondo il quotidiano De Morgen, le perquisizioni sono state fatte nell’ambito dell’inchiesta denominata «Operazione Chiesa». «Se dai dossier sequestrati dovesse emergere che alcuni ordini religiosi hanno impedito sistematicamente, per decenni, che i pedofili potessero essere giudicati, allora per la legge formerebbero un’organizzazione criminale. È complice anche chi aiuta a garantire l’impunità», ha indicato la fonte del De Morgen.

La priorità del giudice Wim De Troy, che conduce l’inchiesta, scrive anche il quotidiano La Derniere Heure, è di stabilire se il comportamento della chiesa, «da più di venti anni», può costituire «complicità in senso penale». Il ministro della giustizia dimissionario Stefaan De Clarck (il Belgio non ha un nuovo governo dopo le elezioni del 13 giugno scorso), in un’intervista, si è detto sorpreso delle perquisizioni, ma ha precisato che la magistratura è indipendente e che spetta a quest’ultima decidere se sono necessarie perquisizioni.

Papa Benedetto XVI ha intanto nominato il nuovo vescovo di Bruges, sempre in Belgio: è mons.Jozef De Kesel, finora vescovo di Bulna e ausiliare di Malines-Bruxelles, la diocesi da ieri oggetto di perquisizioni da parte della polizia belga nell’ambito di un’inchiesta su casi di pedofilia. De Kesel è stato chiamato a sostituire l’ex vescovo di Bruges Roger Vangheluwe, reo confesso di abusi le cui dimissioni sono state già accolte dal Papa.

Proprio il Belgio è riesploso in questi giorni il caso dei preti pedofili: una raffica di perquisizioni è stata effettuata ieri dalla polizia dopo nuove denunce di abusi sessuali commessi nell’ambito della chiesa. Una trentina tra poliziotti e investigatori, su richiesta della procura di Bruxelles, per ore ha passato al setaccio l’arcivescovado di Mechelen, a circa 25 chilometri dalla capitale, sede dell’arcidiocesi di Malines-Bruxelles, il quartier generale della chiesa in Belgio, proprio mentre vi era in corso la riunione della Conferenza episcopale.

Gli agenti hanno poi perquisito la sede della commissione creata per esaminare i casi di abuso sessuale all’interno della Chiesa, così come l’abitazione del cardinale Godfried Danneels, ex primate del Belgio. «Si tratta di perquisizioni richieste in merito ad un dossier aperto di recente dalla procura di Bruxelles, dopo alcune denunce di presunti abusi sessuali su minori da parte del clero.

L’obiettivo è quello di ottenere una serie di elementi di prova», si è limitato a dire il portavoce del tribunale Jean-Marc Meilleur. Ma la procura sembrerebbe interessata anche ai casi meno recenti, visto che nelle perquisizioni, oltre a sequestrare il computer del cardinale Danneels, ha anche confiscato 475 dossier della commissione indipendente, guidata dal professor Peter Andraessens, che da mesi raccoglie testimonianze e confidenze su casi di pedofilia in Belgio.

«Siamo scioccati», ha affermato il professore nel corso di una conferenza stampa, dicendosi soprattutto preoccupato per la privacy delle persone citate nei dossier. Si tratta di vittime che, spesso, ha spiegato, hanno chiesto di non trasferire le loro confidenze alla giustizia. Lunedì prossimo, ha aggiunto il professore, «decideremo se vale la pena di proseguire il lavoro svolto finora».

Monsignor Andrè-Joseph Leonard, arcivescovo di Mechelen-Bruxelles ed attuale primate del Belgio, «è stato sempre chiaro dicendo che si doveva praticare una politica di ’tolleranza zerò per gli abusi sessuali», ha ricordato la Conferenza episcopale che, in una breve nota sul suo sito internet, ha anche difeso l’operato della commissione indipendente guidata dal professor Andraessens.

Alla base dell’operazione richiesta dalla procura, potrebbero esserci le denunce fatte da un sacerdote ora in pensione, Rik Devillè. È stato l’anziano prete a riferire di aver trasmesso diversi dossier alla procura una quindicina di giorni fa, pur non dicendosi certo che poi abbiano dato esito a indagini. Secondo lui, centinaia di abusi sessuali da parte dei preti pedofili sono stati commessi durante gli anni ’90, ma solo una parte hanno ricevuto l’attenzione che meritava da parte della Chiesa belga, quando era guidata dal cardinale Danneels. Il portavoce del prelato ha riferito che monsignor Danneels non si è opposto né alla perquisizione né al sequestro del suo pc «ritenendo che la giustizia debba fare il suo corso». Dopo quella olandese, tedesca e irlandese, anche la chiesa belga nei mesi scorsi era finita nel ciclone degli scandali dei preti pedofili, in seguito alle dimissioni del vescovo di Bruges, reo confesso di aver abusato di un minore per diversi anni.

* La Stampa, 25/6/2010 (15:3)


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