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Ultimissime

La Corte Costituzionale ha bocciato il Lodo Alfano

mercredi 7 octobre 2009 par Emiliano Morrone
Bocciato. È stato per lungo tempo al centro di polemiche che hanno coinvolto il mondo politico e quello della magistratura. Oggi è arrivata la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il lodo Alfano per violazione dell’articolo 138 della Costituzione. La Consulta era chiamata a decidere sulla legittimità costituzionale del provvedimento varato dal Parlamento nel luglio del 2008 e nei confronti del quale erano stati presentati tre ricorsI : due dai giudici di Milano, (...)

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> La Corte Costituzionale ha bocciato il Lodo Alfano ---- LE REAZIONI DELLA POLITICA ALLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE. Berlusconi : avanti con maggior forza.

mercredi 7 octobre 2009

La Stampa, 7/10/2009 (18:16)

-  LE REAZIONI DELLA POLITICA ALLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

-  No al lodo Alfano, esplode la polemica
-  Berlusconi : avanti con maggior forza

-  Bossi : « Siamo pronti a combattere »
-  Bersani : « Il premier è un cittadino
-  come gli altri, si faccia giudicare ».
-  Di Pietro : « Dimissioni immediate »

ROMA Vado avanti, ancora con maggior forza. Non mi fermeranno, continuerò a governare. Secondo quanto si apprende, Silvio Berlusconi ai vertici della Lega ricevuti a Palazzo Grazioli non avrebbe minimamente manifestato l’idea di fare un passo indietro. In realtà la decisione della Corte costituzionale è arrivata ufficialmente soltanto al termine dell’incontro a Palazzo Grazioli, ma il Cavaliere spiega chi ha partecipato alla riunione - non pensa affatto di cambiare linea.

Nella riunione - riferisce la stessa fonte - non si è nemmeno parlato di elezioni, si va avanti. Sereno anche il deputato del Pdl Gaetano Pecorella che ha sostenuto le ragioni del Lodo Alfano di fronte alla Corte Costituzionale : « il risultato non cambia il quadro politico, ma riapre soltanto i processi. Quindi il ricorso alle urne non avrebbe senso, anche perchè abbiamo già ora una forte maggioranza e la legislatura deve andare avanti ». Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti « è una sentenza politica ma il presidente Berlusconi, il Governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall’aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto ».

« Andiamo avanti, non ci piegano ». Così Umberto Bossi, prima di entrare in una riunione del gruppo della Lega, commenta così la decisione della Consulta e parla del suo incontro, appena concluso, con Silvio Berlusconi. « Nemmeno lui vuole le elezioni anticipate - dice - L’ho trovato forte e questo mi ha fatto molto piacere, l’ho trovato deciso a combattere ».Già in mattinata il leader della Lega aveva lanciato un appello al popolo : « Se la Consulta bocciasse il lodo Alfano - aveva infatti avvertito il ministro leghista prima del pranzo con il presidente della Camera Gianfranco Fini - noi entreremmo in funzione trascinando il popolo. E il popolo ce lo abbiamo, sono i vecchi Galli ».

Bersani : « Mi pare che la decisione metta un punto fermo : Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza. Mi auguro che tutti usino adesso toni adeguati e rispettosi perchè stiamo parlando di un presidio della democrazia ». Bersani si stupirebbe di reazioni forti perchè « si è deciso semplicemente che Berlusconi è un cittadino che come tutti deve sottoporsi a sentenza ».

Sulla stessa linea Franceschini : « Il supremo organismo del nostro ordinamento, la Corte Costituzionale, ha semplicemente ristabilito il principio che era stato violato, quello dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Oggi - ha aggiunto il segretario del Pd - il principio dell’uguaglianza è ristabilito, il principio che non ci possono essere eccezioni. Tutti sono uguali davanti alla legge, anche i potenti ».

Durissima la reazione di Di Pietro (Idv) : « Spero che da oggi, alla luce della decisione della Consulta - conclude - il presidente del Consiglio la smetta di fare leggi a proprio uso e consumo, si dimetta dall’incarico e vada a fare quello che da 15 anni si ostina a non voler fare : l’imputato. E spero che il presidente della Repubblica, d’ora in poi, non sia così frettoloso nel firmare provvedimenti incostituzionali e immorali ».


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