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MEMORIA DELLA LEGGE DEI NOSTRI PADRI E DELLE NOSTRE MADRI COSTITUENTI: COSTITUZIONE ED EVANGELO ...

AMORE E ONORE IN EREDITA’, NON INDECENZA. Intervento di Mons. Gianfranco Bottoni a nome dell’arcivescovado della Diocesi di Milano - a cura di Federico La Sala

Milano, Campo della Gloria del cimitero monumentale, 1 novembre 2009
mercoledì 11 novembre 2009 di Federico La Sala
[...] La memoria dei morti qui, al Campo della Gloria, esige che ci interroghiamo sempre su come abbiamo raccolto l’eredità spirituale che Caduti e Combattenti per la Liberazione ci hanno lasciato. Rispetto a questo interrogativo mai, finora, ci siamo ritrovati con animo così turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro paese, ad una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica. Non è per me facile prendere la parola e dare voce al sentimento di chi nella propria (...)

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> AMORE E ONORE IN EREDITA’, NON INDECENZA. --- «A Milano nuove forme di strategia della tensione» (di Paolo Foschini).

sabato 12 dicembre 2009

«A Milano nuove forme di strategia della tensione»

di Paolo Foschini (Corriere della Sera, 12 dicembre 2009)

«A quarant’anni di distanza da Piazza Fontana la sfida deve essere di nuovo raccolta», perché «volgere lo sguardo al passato» è necessario ma non basta: occorrono «risposte vere alle ’strategie della tensione’ non solo di ieri ma anche di oggi». La Curia di Milano sceglie il giorno esatto dell’anniversario della prima strage di Stato italiana per rilanciare un monito più preoccupato che mai.

«Se la carica distruttrice del terrorismo di quarant’anni fa può dirsi sconfitta - si legge infatti in un editoriale pubblicato ieri sera sul sito della Diocesi ambrosiana - occorre vigilare su altre forme certo più sottili ma non meno pervicaci di violenza: da quella verbale e intimidatoria sino al dilagare dell’indifferenza che opprime ed esclude, del giudizio privo di qualsiasi senso della misura, dell’utilizzo strumentale del pensiero e dell’agire altrui per far sì che non si tenda invece alla reciproca comprensione, alla collaborazione, all’edificazione di una città a misura di uomo e della sua dignità irrinunciabile».

L’articolo cade a una settimana precisa «dal discorso alla città» pronunciato dal cardinale Dionigi Tettamanzi (foto sopra) alla vigilia di Sant’Ambrogio e che aveva innescato - stante il suo contenuto all’insegna dell’«apertura», della necessità di «maggiore attenzione al sociale» e di un forte rilancio della «questione morale» anche in politica - non solo una reazione a dir poco gelida dell’amministrazione Moratti ma soprattutto quella almeno verbalmente violentissima della Lega.

L’editoriale della Curia - firmato dal vicario episcopale Eros Monti - non richiama espressamente quelle reazioni ma il discorso del cardinale lo riprende più volte. E formulando un parallelismo tra due epoche pur distanti quasi mezzo secolo parla tuttavia di «segni» molto simili. Occorre che «Milano - così si legge - come seppe reagire allora alla logica del terrorismo con la compostezza del suo tessuto sociale», sappia «guardare anche il nostro tempo con occhi rinnovati» per «cogliere la vera volontà di dialogo, di gratuità, disinteresse» che pure esistono: e questo «nonostante la creazione di sempre nuove barricate prosegua di gran carriera» mentre «individualismo e ricerca del proprio tornaconto personale non cessino di stringere tra loro alleanze inedite».


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