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ALL’ACCADEMIA DEI LINCEI, IN MEMORIA DI LUCIO CAMURZIO PUNICO....

L’ITALIA E LA RINASCITA DEL LATINO: UNA VERSIONE NEL LICEO "V. VECCHI" DI TRANI. Alla prof.ssa Angela Di Nanni, tutta la solidarietà della redazione della Voce di Fiore.

"Mi rivolgerò ad un avvocato perché l’articolo e i commenti ad esso, su internet, mi offendono e mi diffamano. Io una militante? Sì, lo sono, della parrocchia di San Giuseppe, da 25 anni".
mercoledì 18 novembre 2009 di Federico La Sala
[...] "Mi rivolgerò ad un avvocato perché l’articolo e i commenti ad esso, su internet, mi offendono e mi diffamano. Io una militante? Sì, lo sono, della parrocchia di San Giuseppe, da 25 anni". Piange e respinge tutte le accuse che le sono state rivolte la professoressa di lettere Angela Di Nanni, di Trani, che è finita oggi sulla prima pagina de Il Giornale che l’accusa di avere redatto per i suoi studenti una versione in latino dedicata al lodo Alfano e alle vicende giudiziarie del (...)

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> L’ITALIA E LA RINASCITA DEL LATINO: UNA VERSIONE NEL LICEO ’V. VECCHI’ DI TRANI. --- Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? (Cicerone, 1 Catilinaria)

sabato 14 novembre 2009

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? *

Roma: Affresco di Cesare Maccari a Palazzo Madama che raffigura Cicerone contro CatilinaLa locuzione latina Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?, tradotta letteralmente, significa Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza? (Cicerone, 1 Catilinaria).

Queste violente parole costituiscono il celeberrimo incipit ex abrupto della prima delle orazioni Catilinarie, pronunciata da Marco Tullio Cicerone di fronte al Senato romano l’8 novembre del 63 a.C. per denunciare Catilina, il quale osò presentarsi in senato dopo aver complottato contro Roma e aver tentato di far uccidere lo stesso Cicerone, che proprio di Roma si riteneva il più ardente difensore.

L’espressione appartiene anche al linguaggio comune: viene usata con l’intenzione di accusare il suo destinatario di abusare della pazienza, dell’indulgenza o della buona educazione di chi la proferisce o del gruppo di cui si fa portavoce. Peraltro, il suo uso è per lo più scherzoso.

* Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.


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