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ESPERIMENTO ITALIA : DUE PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA(1994-2009). L’ANNO DELLA VERGOGNA (1994) : NASCE IL PARTITO DEL "NUOVO" PRESIDENTE DELLA "REPUBBLICA" ... E C’E’ ANCORA !!!

IL CARISMA DELLO SPIRITO SANTO, IL DONO DI STATO DEL COPYRIGHT SU "FORZA ITALIA", E LA POLITICA DELL’ODIO ISTITUZIONALIZZATO. Una nota di Alexander Stille - a cura di Federico La Sala

(...) Berlusconi ha trasformato un intero Paese in un grande reality : "Casa Berlusconi". Chi non lo gradisce ha il diritto di protestare. Non è la politica dell’odio. È, semplicemente, la democrazia.
dimanche 20 décembre 2009 par Federico La Sala
L’ITALIA E LA FORZA DI UN MARCHIO REGISTRATO !!! NEL 1994 UN CITTADINO REGISTRA IL NOME DEL SUO PARTITO E COMINCIA A FARE IL "PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA" DEL "POPOLO DELLA LIBERTA’" : "FORZA ITALIA" (2009) !!!
SOCCORRETE L’ITALIA : AL GOVERNO DELLA CHIESA UN PAPA CHE PREDICA CHE GESU’ E’ IL FIGLIO DEL DIO "MAMMONA" ("Deus caritas est") E AL GOVERNO DELL’ **ITALIA** UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (camuffato da "Presidente della Repubblica") CHE CANTA "Forza Italia" (1994-2009). Lentamente (...)

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> IL CARISMA ---- Tutti ad Arcore, da Cicchitto a Letta, da Scajola a Miccichè. Una convalescenza di gran lavoro quella del Cavaliere. Per stasera è prevista una cena con Bossi e Tremonti. Possibile, prima di Natale, una nuova visita di Fini (di Ninni Andriolo - Le condizioni per la pace del premier : leggi ad personam e stop all’Idv).

samedi 19 décembre 2009

Le condizioni per la pace del premier : leggi ad personam e stop all’Idv

di Ninni Andriolo *

Tutti ad Arcore, da Cicchitto a Letta, da Scajola a Miccichè. Una convalescenza di gran lavoro quella del Cavaliere. Per stasera è prevista una cena con Bossi e Tremonti. Possibile, prima di Natale, una nuova visita di Fini. Il Presidente della Camera si sta spendendo molto per dare gambe agli appelli berlusconiani a « rasserenare il clima ». Come Gianni Letta, d’altra parte, che Berlusconi vorrebbe nominare vice premier.

Strada spianata verso il « patto democratico », quindi ? Passati i giorni dello scoramento e dei buoni propositi, in realtà, il Cavaliere « vuole la pace », ma pone condizioni. La prima è che Pd e Udc rompano con Di Pietro, isolando l’ex pm di Mani pulite. Una richiesta che, riportata come una sorta di diktat da interlocutori non annoverabili tra le « colombe », giunge in realtà direttamente all’opposizione - e per altri percorsi - con toni più sfumati. Pace condizionata, quindi ? « Prendo atto dell’apertura alle riforme del Pd - spiega Paolo Bonaiuti - Se sono rose fioriranno, vedremo. Il dialogo, il confronto, qualunque forma di apertura civile con l’opposizione può riprendere quando cesserà la spirale di violenza contro il presidente del Consiglio ». E il senatore Pdl, Giorgio Stracquadanio, ultras pro Cavaliere, sottolinea che « è più che opportuna la distinzione tra opposizione democratica, con la quale cercare con tenacia un’intesa per le riforme istituzionali, e opposizione giustizialista ». Gaetano Quagliariello, infine, auspica che « le forze responsabili dell’opposizione » compiano « un passo ulteriore per disinnescare il conflitto che da 15 anni impedisce all’Italia di diventare una democrazia compiuta ».

È chiaro che Berlusconi non ha messo da parte l’assoluta priorità che assilla i suoi pensieri : la via d’uscita parlamentare ai processi che lo riguardano. E se è vero che oltre all’« isolamento di Di Pietro » il premier spera, in particolare dal Pd, un atteggiamento « soft » sulle leggi « ad personam », è anche vero che - con realismo - non mette nel conto né voti favorevoli, né aiuti nell’iter parlamentare. Tenta, però, di evitare « la demonizzazione ». « La posizione di D’Alema, Bersani e di tutti noi - spiega il Pd Enrico Letta - È che non c’è un atteggiamento persecutorio o berlusconicentrico, ma solo il rispetto delle regole, della Costituzione e che le riforme devono essere di sistema ».

Legittimo impedimento e Lodo Alfano bis : sembrano questi i provvedimenti intorno ai quali il Cavaliere occuperà il Parlamento tra gennaio e febbraio, pronto - in ogni caso - ad andare « avanti come un treno » forte, anche, delle rassicurazioni di Fini. Una modifica radicale del « processo breve » per dare un segnale a chi - nel Pdl, ma anche in Pd e Udc - chiede di non terremotare la giustizia ? Possibile. Quanto alle altre riforme, tutto lascia pensare che se ne riparlerà dopo le regionali e che le urne decideranno molto anche del futuribile dialogo tra maggioranza e opposizione »

* l’Unità, 19 dicembre 2009


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