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Chiesa ed Eucharistia. Il comandamento dell’amore e la norma personalistica ....

Amore e responsabilità (Karol J. Wojtyla) - e "caritas" (J. Ratzinger) !!! Fonti cattoliche a confronto, in chiave dialettico-polemica. Ripreso Giovanni Paolo II, l’ennesimo affondo per il dibattito - di Federico La Sala

Il magistero del "Deus caritas est" ("Dio caro-prezzo è") o il magistero del "Deus charitas est" ("Dio è Amore")?!
lunedì 6 marzo 2006 di Emiliano Morrone
"ECCLESIA DE EUCHARISTIA" (Giovanni Paolo II, 2003)

AMORE E RESPONSABILITA’
di Karol Wojtyla - Giovanni Paolo II *
L’INDICE DEL LIBRO
I. La persona e la tendenza sessuale
Analisi della parola “godere”
1. La persona soggetto e oggetto dell’azione
2. Primo significato della parola “godere”
3. “Amare” contrapposto a “usare”
4. Secondo significato della parola “godere”
5. (...)

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> Amore e responsabilità (Karol J. Wojtyla) - Il sesso non è un «mostro» da cui fuggire. Svolta del Papa: “Serve un’educazione oggettiva, senza ideologie”.

mercoledì 30 gennaio 2019

“Il sesso è un dono. Bisogna parlarne anche nelle scuole”

Svolta del Papa di ritorno dal viaggio a Panama

“Serve un’educazione oggettiva, senza ideologie”

di Domenico Agasso Jr (La Stampa 29.01.2019)

Il sesso non è un «mostro» da cui fuggire. Non deve essere un tabù. Anzi, è «un dono di Dio». E servirebbe «un’educazione sessuale» nelle scuole. Di più: possibilmente non troppo rigida e chiusa. Così se ne capirebbe il vero valore. Queste non sarebbero parole inconsuete, se a pronunciarle non fosse un Papa. Francesco lo afferma sull’aereo che lo ha riportato a Roma da Panama, dove è stato nei giorni scorsi per la Giornata mondiale della Gioventù.

E di giovani e sesso il Pontefice ragiona durante la tradizionale conferenza stampa sul volo papale, rispondendo a una giornalista americana che lo informa di un «problema comune in tutto il Centroamerica, incluso Panama e buona parte dell’America Latina: le gravidanze precoci». Solo a Panama sono state «diecimila lo scorso anno». La domanda è: «I detrattori della Chiesa cattolica incolpano la stessa Chiesa perché si oppone all’educazione sessuale nelle scuole. Qual è l’opinione del Papa?».

Francesco non si scompone, e con tono serio e concentrato inizia a riflettere. Mai nelle sue parole ci sarà una presa di posizione in difesa del proprio «fortino». Né prevedibili formulazioni prudenti per un tema così delicato. Quello di papa Francesco è un discorso cristiano e concreto. E umano. E innovativo, senza voler intaccare tradizione e insegnamento cattolici. Come da suo stile, insomma.

Dice: «Nelle scuole bisogna dare l’educazione sessuale». Precisando e sottolineando che innanzitutto «il sesso è un dono di Dio». E «non è un mostro». È il dono di Dio «per amare». Poi - ne è consapevole - può degenerare, ma «se qualcuno lo usa per guadagnare denaro o sfruttare l’altro, è un problema diverso», non intacca la purezza innata del dono. Bergoglio sostanzia la sua tesi per molti inaspettata: bisogna offrire «un’educazione sessuale» a scuola che sia «oggettiva, senza colonizzazioni ideologiche».
-  Intende probabilmente le teorie del gender, spesso denunciate da Francesco come dinamiche e movimenti invasivi che possono «distruggere, fare tutto uguale», senza la capacità di «tollerare le differenze». Poi aggiunge e spiega: «Perché se nelle scuole si dà un’educazione sessuale imbevuta di colonizzazioni ideologiche, distruggi la persona». Allo stesso tempo il sesso inteso «come dono di Dio deve» essere «educato» non con «rigidezza», con chiusura mentale e ideologica. Creando tabù, appunto.
-  Il Papa precisa che va «educato, da “educere” (condurre, trarre fuori, ndr), per far emergere il meglio della persona e accompagnarla nel cammino». Il Vescovo di Roma si immerge totalmente nella questione e avverte: «Il problema è il sistema». E mette in guardia dai rischi che possono incontrare i «responsabili dell’educazione, sia a livello nazionale che locale come pure di ciascuna unità scolastica»: in particolare, il tipo di «maestri che si trovano» per questo compito, e i «libri di testo» che si adottano per bambini e ragazzi.

«Io - confida il Papa - ne ho visti di ogni tipo», compresi alcuni inopportuni,«sporchi», li definisce. Perché anche e soprattutto in questo ambito «ci sono cose che fanno maturare e altre che fanno danno». Ciò che conta per il Papa è che le scuole spalanchino le porte a una vera e propria educazione sessuale, da trasmettere innanzitutto ai più piccoli. Anzi, l’ideale sarebbe che si «cominciasse a casa, con i genitori». Ma «non sempre è possibile per le tante situazioni della famiglia che possono essere complicate». O perché spesso papà e mamme «non sanno come affrontare il tema». Perciò la scuola può e deve «supplire» a questo, assumersi la responsabilità. «Sennò - teme il Papa - resta un vuoto che verrà riempito da qualsiasi ideologia» potenzialmente pericolosa.


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