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L’Appia meno faticosa a chi la prende comoda ...

DA ROMA A BRINDISI. CHE VIAGGIO!!! ’Parola’ di Orazio - a cura di Federico La Sala

"Chi bene incomincia gi a met dell’opera; risolviti a diventare saggio: incomincia (dimidium facti, qui coepit, habet: spere aude, incipe)" (Orazio, Epistole, I, 2, v. 40)
mercoledì 30 dicembre 2009 di Federico La Sala
DA ROMA A BRINDISI.
IL VIAGGIO DI ORAZIO (Satire, I, V) *
Uscito dalla grande Roma,
m’accolse ad Aricia una modesta locanda;
m’era compagno il retore Eliodoro,
senza confronti il pi dotto dei greci:
di l a Foro d’Appio,
brulicante di barcaioli
e di osti malandrini.
Noi, sfaticati,
dividemmo in due questa tappa,
che per gente pi svelta una sola;
ma l’Appia meno faticosa
a chi la prende comoda.
Qui, per via dell’acqua, ch’era pestifera,
mi metto a dieta e attendo di cattivo umore
i (...)

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> DA ROMA A BRINDISI. CHE VIAGGIO!!! ---- DA ROMA A SALERNO E DA SALERNO A POTENZA E A METAPONTO. SUI LUOGHI DELLA METAFISICA. IN COMPAGMA DI DON GIUSEPPE DE LUCA.

sabato 14 maggio 2011

DA ROMA A METAPONTO, UN VIAGGIO:

SUI LUOGHI DELLA METAFISICA. IN COMPAGNIA DI DON GIUSEPPE DE LUCA **

Tutte le volte, e non furono tante, che io son tornato nella casa dove nacqui ( in un paese montano, sul margine di faggete eterne che mai nessuno ha traversato, nel cuore pi nascosto della Basilicata; e s che vi si a distanza pari, lass, tra l’Adriatico, lo Ionlo, ll Tirreno, e io fanciullo coi pastori spiavo se, di tra una radura e l’altra della sommit pi alta, si vedessero in lontananza scintillare insieme le tre marine); tutte le volte che sono tornato a casa, dicevo, giungendovi da Salerno per il Vallo di Diano, non appena oltrepassato il crinale che il Vallo separa dalla vallata del Pergola, d’n subito scoprivo, l sulla costa di fronte, il mio paese nel sole, e poco pi gi sulla destra il camposanto, dove dorme colei che, dando in cambio la vita sua per la mia, mi fece uomo; e accanto ad essa, dorme il prete che fece me prete.

Voi direte: il Pergola, peuh! gran fiume che ! e poi anche la valle di cotanto fiume, e poi... Adagio, lettore. Da quei monti dietro il mio paese, da quelle faggte, scende il Melandro; il Melandro per na matassa lenta di andirivieni va a riversarsi nel Pergola, il Pergola nel Tanagro; e cos, dolce dolce, una valle appresso all’altra ora costeggiando l’uno ora.l’altro paese, antiquos subterlabentia muros, quei magri fiumi si gettano alla fine nel Sele

      • [nei pressi della stazione ferroviaria del Comune di CONTURSI, fls],

e il Sele entra nel mare a Pesto, dove I’acqua del mare serba ancora una sua certa luce: poco pi su insomma dell’antica Elea, dove nacque un giorno la metafisica, come sullo Ionio a Metaponto, ora coltivata ma sempre solitaria, nacque un giorno la filosofia religiosa.

Lettor mio, vuoi proprio levarti la voglia e il gusto di darci di “area depressa”? Padrone. Io pure, rintronato sin da fanciullo tra nomi come Melandro, Tanagro, Sele, Palinuro, Elea, Metaponto, anche io mi sento quando perplesso e quando depresso. Non forse in quel senso che dici tu, ma un fatto, sento che mi opprime, quasi un peso troppo grande, il peso di tre millenni continuati nella luce della civilt; e se non ti dispiace, mi sento turbare tutte le volte da quelle terre, quei cieli,.quei boschi, quelle acque, quei luoghi senza gloria, cos poveri e antichi. Tutte le volte. Te ne accorgerai tu pure, un giorno non lontano *.

*

Questo il paesaggio in cui si trova Contursi Terme, e questo il sorprendente avvio dell’articolo, intitolato Ballata alla Madonna di Czestochova (“Osservatore Romano”, 25.2.1962), scritto da don Giuseppe De Luca (su invito di Giovanni XXIII, in occasione della visita a Roma del primate polacco, il cardinale Wyschinski), a meno di un mese dalla sua repentina morte avvenuta il 19.3.1962 (cfr. “Bailamme”, nn. 5-6, 1999, pp. 11 e sgg.). Egli era nato a Sasso di Castalda, in provincia di Potenza, il 15.09.1898, da una famiglia contadina.

Della sua instancabile e preziosa attivit culturale, degna di nota (per i problemi qui trattati) la cura e la risrampa, accresciua con ricchi dati bibliografici, della dissertazione del 1907 di Angelo Roncalli su Il Cardinale Cesare Baronio. Per il terzo centenario della morte, cfr. Angelo Roncalli, Il Cardinale Cesare Baronio, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1961.

** Cfr. Federico La Sala, Della Terra, il brillante colore. Note sul “poema” rinascimentale di un ignoto Parmenide carmelitano (ritrovato a Contursi Terme nel 1989), Prefazione di Fulvio Papi, Edizioni Ripostes, Salerno-Roma 1996, pp. 14-15.


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