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CRISI COSTITUZIONALE E VERGOGNA PLANETARIA (1994-2010). IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GRIDA: FORZA ITALIA!!! IL PRESIDENTE DI UN PARTITO GRIDA: FORZA ITALIA!!! LA DOMANDA E’: CHI E’ IL MENTITORE ISTITUZIONALE?!!

CAPISALDI?! LA BUSSOLA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI UN PAESE, SENZA "NOME" E SENZA "PAROLA"!!! Una nota di Mario Monti - a cura di Federico La Sala

NEL 1994 UN CITTADINO REGISTRA IL NOME DEL SUO PARTITO E COMINCIA A FARE IL "PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA" DEL "POPOLO DELLA LIBERTA’": "FORZA ITALIA" (2010)!!!
sabato 2 gennaio 2010 di Federico La Sala
[...]
Il Presidente della Repubblica non guida la politica del Paese. Ma può, restando nei suoi poteri, esercitare una leadership. Con essa, può offrire orientamento ai cittadini e al mondo politico.
Ascoltando il messaggio di Giorgio Napolitano, sapevo di non potermi attendere l’annuncio di decisioni. Cercavo una cosa più rara e importante, in un momento così confuso: l’orientamento, una visione nella quale riconoscersi, sull’Italia, la crisi, la politica. La visione mi è parsa nitida e (...)

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> CAPISALDI?! ---- Monti ha trovato casa nel centrodestra. Proverà a guida un polo ispirato al Ppe (di Stefano Feltri)

venerdì 14 dicembre 2012


-  Monti ha trovato casa nel centrodestra
-  Archiviata l’ipotesi terzista Casini-Montezemolo
-  Proverà a guida un polo ispirato al Ppe

-  di Stefano Feltri (il Fatto, 14.12.2012)

Mario Monti ancora non ha deciso se e come candidarsi, ma abbandona il suo ruolo super partes e si colloca nel centrodestra. La scelta di partecipare a Bruxelles alla riunione del Partito popolare europeo, la stessa a cui c’erano Silvio Berlusconi e Angela Merkel, segna la fine del profilo “tecnico” del Professore. Qualche mese fa la destra europea si spese, senza grande fortuna, per la rielezione di Nicolas Sarkozy, con Angela Merkel molto criticata per essere andata a Parigi all’inizio della campagna elettorale. Nel documento approvato ieri, prima firmataria la Merkel, auspica che “i leader di centro e di centrodestra trovino il modo di proseguire sulla traccia” del governo tecnico. Tradotto: Mario Monti a palazzo Chigi con una coalizione di centrodestra nel 2013.

Il Professore ha molto più chiaro dei suoi interlocutori europei che non è così semplice riuscirci. Visti i sondaggi su Udc e movimento di Luca Cordero di Montezemolo, Monti sta valutando le alternative: la base elettorale strettamente di centro non è sufficiente a dargli certezze. Difficilmente potrebbe superare il 15 per cento.

E ALLORA c’è un’altra possibilità. Diventare il perno su cui costruire una dialettica democratica normale. Era uno dei punti programmatici del discorso di insediamento del Professore, il 17 novembre 2011: “Noi vorremmo aiutarvi tutti a superare una fase di dibattito, che fa parte naturalmente della vita democratica, molto, molto, accesa”. E il modo sarebbe costruire una “destra europea”, espressione cara a Gianfranco Fini che due giorni fa ha avuto un lungo colloquio con Monti e ieri ha chiamato Wilfried Martens, presidente del Ppe, per ringraziarlo dell’appoggio al Professore. Rinunciare al Quirinale e a quella che i politologi chiamano non partisanship per diventare l’alfiere del duplex Casini-Montezemolo poteva sembrare poco sensato. Ma creare un centrodestra nuovo, europeista e rassicurante, è una sfida all’altezza della percezione che Monti ha della propria missione.

Ma costruire una destra alternativa al Pdl richiede tempi lunghi. Mentre il Professore ha a disposizione una settimana per decidere e un mese per definire l’eventuale lista. E poi c’è Berlusconi. “Ho ricordato al Ppe di aver chiesto a Mario Monti di essere il riferimento per il Pdl nonostante questo crei qualche problema con la Lega”, ha detto il Cavaliere da Bruxelles. Ma questo è l’unico scenario inverosimile: Monti candidato premier di una coalizione da Casini al Pdl, da Montezemolo al Carroccio. Roberto Maroni, segretario leghista, scrive subito su Twitter: “Grande ammucchiata guidata da Monti, quello del record mondiale di tasse? No, grazie”. Anche gli altri sarebbero contrari.

L’ipotesi più percorribile è quella di un pezzo del Pdl che si stacca, l’ala dei montiani ispirata dall’ex ministro Franco Frattini (indicato come il regista dell’abbraccio del Ppe a Monti). Questi ex-pidiellini aggregherebbero intorno a Casini e Montezemolo, più altre liste, e tutti indicherebbero Monti come candidato premier (consenziente). Il Professore sta ragionando sulle incognite: chi decide i candidati nelle liste (dentro solo chi ha votato la fiducia)? Che possibilità ci sono di insidiare Pier Luigi Bersani? E se Berlusconi vuole appoggiare davvero la candidatura di Monti? Ieri Monti ha chiarito al Ppe che la ragione delle sue dimissioni è stata proprio la sfiducia del Pdl, decisa da Berlusconi in persona. Per il premier sarebbe difficile, anche se forse necessario, contribuire a portare in Parlamento chi lo ha sfiduciato.

La linea ufficiale di Palazzo Chigi è quella della cautela: “Niente è deciso, non bisogna dare troppi significati alla visita di ieri”. Che, nell’accezione minimalista, è solo il seguito dell’incontro a Fiesole di settembre, quando il premier andò a spiegare agli europarlamentari del Ppe la situazione dell’Italia. Il silenzioso nervosismo del centrosinistra dimostra che l’ingresso di Monti nel centrodestra non è da sottovalutare. “Non è niente di drammatico”, commenta il presidente (socialista) dell’Europarlamento Martin Schulz.

Il segretario del Pd Bersani ribadisce che anche il suo partito è europeista e che “c’è, in qualsiasi situazione numerica, la disponibilità e l’intenzione dei progressisti ad aprire un dialogo e un confronto con un centro europeista”. Come dire: anche io vi posso dare garanzie. Dopo la benedizione della Chiesa, con il cardinal Angelo Bagnasco in un’intervista, e perfino (pare) del Papa, anche quasi tutta Europa più il Fondo monetario internazionale sostengono Monti. “Se non se la sente, dovrebbe fermarsi ora, ma se tiene al suo Paese, è il momento di uscire a combattere”, scrive l’Economist, che titola: “Corri, Monti, corri”. Ma Monti è indeciso. Come quel 26 per cento di elettori che secondo Swg non hanno idea di chi votare. Sarebbero più che sufficienti a confermare Monti a Palazzo Chigi. Sommati al centrodestra.


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