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SUDAFRICA, 1995. RAZZISMO, APARTHEID, E UN RAGGIO DI SOLE : UN PASSO AL DI LA’ DEL DIRITTO DEL SANGUE E DELLA TERRA. UBUNTU : "Le persone diventano persone grazie ad altre persone".

A NELSON MANDELA, UN OMAGGIO SOLARE : "INVICTUS". Il film di Clint Eastwood, con Morgan Freeman. Una nota di Francesco Merlo e il testo della poesia ("Invictus") di William Henley - a cura di Federico La Sala

INVICTUS. Il nuovo film del regista americano racconta la storia del mitico incontro di rugby del 1995. Si affrontarono gli All Blacks e gli Springbocks del Sudafrica multirazziale voluto dal Presidente Nelson Mandela.
samedi 16 janvier 2010 par Federico La Sala
[...] un’ora e mezza di epica dello sport coniugata con la democrazia e con l’antirazzismo, non sembrava più di essere al cinema ma a teatro o meglio ancora allo stadio Ellis Park di Johannesburg dove appunto i ragazzi verde oro, gli Springbocks, battevano gli avversari, i leggendari All Blacks della Nuova Zelanda, ma soprattutto battevano i pronostici e se stessi, l’apartheid, l’odio razziale, i pregiudizi che sino ad allora, sotto la commedia del tifo civile ed elegante, avevano (...)

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> A NELSON MANDELA, UN OMAGGIO SOLARE : "INVICTUS". --- 16 GIUGNO 1976. LA RIVOLTA DI SOWETO.

jeudi 16 juin 2016

La rivolta di Soweto *

Soweto è una township alla periferia di Johannesburg, in Sudafrica. Costruita dopo la fine della seconda guerra mondiale, negli anni settanta ci vivevano segregati i neri e gli indiani, arrivati in città per lavorare nelle miniere d’oro. Il 16 giugno 1976 cominciò qui una protesta che divenne fondamentale nella lotta contro l’apartheid.

Un decreto governativo entrato in vigore nel 1975 obbligava tutte le scuole nere sudafricane a utilizzare come lingue per l’insegnamento l’inglese e afrikaans, una lingua germanica derivata principalmente dall’olandese. Per i neri, però, l’afrikaans era “la lingua degli oppressori”. In protesta per questa decisione governativa organizzarono una serie di scioperi e, il 16 giugno 1976, 20mila studenti provenienti da tutte le scuole nere di Johannesburg marciarono verso lo stadio. Durante la manifestazione intervenne la polizia e cominciarono le violenze.

Hector Pieterson, un bambino di 12 anni, morì durante gli scontri. La foto dello studente che lo porta in braccio fece il giro del mondo. Le violenze continuarono fino all’aprile del 1977. Una commissione d’inchiesta anni dopo accertò che morirono 575 persone, di cui 451 uccise dalla polizia. Altre fonti sostengono invece che il numero delle vittime sia stato molto più alto.

In seguito alle proteste del 16 giugno, il governo sudafricano decise che le scuole potevano usare la lingua di insegnamento che preferivano.

* INTERNAZIONALE, 16 GIU 2016


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