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CALABRIA: CHIESA, STATO E ’NDRANGHETA. UNA SVOLTA NECESSARIA E URGENTE ...

SUI FATTI DI ROSARNO, ALLA DIOCESI DI OPPIDO-PALMI, LETTERA DEL VESCOVO LUCIANO BUX: "NON SI PUO’ SERVIRE DUE PADRONI". Domenica, il messaggio del ve­scovo verrà letto in tutte le chiese - a cura di Federico La Sala

A quei fedeli che sono stati solo a guardare dico: ogni volta che vedete un essere umano che è nel bisogno, non state solo a guardare e a parlare, ma rimboccatevi le maniche e datevi da fare (...)
lunedì 18 gennaio 2010 di Federico La Sala
[...] Alle persone che vivono con la mente e il cuore lontano da Dio, anche se si mostrano religiosi credenti, ricordate loro che Gesù dice: « Nessuno può servire due padroni, perché ... si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza » ( Mt. 6, 24) [...]
ALLA CALABRIA, AL SUO CORAGGIO E ALLE SUE LACRIME: LA "MEMORIA" DEL VESCOVO BREGANTINI. Documento del 17 ottobre 2005
EVANGELO E COSTITUZIONE. "Per amore del mio popolo non tacerò" (Profeta ISAIA).
PER (...)

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> SUI FATTI DI ROSARNO, ALLA DIOCESI DI OPPIDO-PALMI --- A LAMEZIA TERME, PRIMA DI NATALE, LETTERA DI MINACCE AL VESCOVO CANTAFORA (di Giovanni Lucà).

sabato 16 gennaio 2010

PINO MASCIARI. Intervento alla Conferenza Episcopale Calabrese (OTTOBRE 2009)


Lettera di minacce al vescovo di Lamezia

Cantafora: a chi dà fastidio il nostro cammino?

DA LAMEZIA TERME GIOVANNI LUCÀ (Avvenire, 16.01.2010)

La Chiesa di Lamezia è viva e vivace. Le minacce rivolte al vescovo non fer­meranno il cammino intrapreso. Mon­signor Luigi Antonio Cantafora non avreb­be voluto che si facesse chiasso intorno al­la lettera anonima ricevuta nei giorni pre­cedenti il Natale, nella quale vi era dise­gnata una cassa da morto con la scritta ’Amen’, co­me chiaro messaggio di morte. Non avrebbe volu­to che la notizia diventas­se di pubblico dominio, forse anche per evitare che attorno ad essa trovassero alimento speculazioni va­rie, soprattutto in questo periodo particolarmente incandescente a Lamezia Terme, dove è pratica­mente in atto la campagna elettorale, in vista delle e­lezioni di marzo per il rin­novo dell’amministrazio­ne comunale.

Il vescovo calabrese si era limitato a de­nunciare il fatto alle forze dell’ordine, con­tinuando a svolgere normalmente il suo ministero durante tutte le festività natali­zie.

«Non sappiamo da dove possa arrivare que­sta lettera - dice il vescovo allargando le braccia - ma non credo possa essere ri­condotta ad un fatto specifico». Il presule parla con serenità e fermezza, mentre cer­ca di tracciare una possibile spiegazione al­l’episodio di cui è rimasto vittima. «Sto an­dando alla Scuola di formazione socio-po­litica », aggiunge. «Quest’anno la nostra i­niziativa registra 300 partecipanti, è que­sta la grande novità, frutto delle tante ini­ziative avviate dalla diocesi; queste novità staranno sollecitando degli interrogativi in qualcuno. Noi comunque seguiamo il no­stro cammino, seguendo le indicazioni del Santo Padre e secondo la Dottrina sociale della Chiesa».

In effetti, all’interno del Progetto pastora­le diocesano, maturato sulla scia del Con­vegno ecclesiale di Verona e dopo il V Con­vegno delle Chiese di Calabria dello scorso mese di ottobre, la Scuola di formazione socio politica rappresenta una piacevole sorpresa, come conferma l’accoglienza re­gistrata tra i cittadini. Ma a chi può dare fastidio l’azione pasto­rale della chiesa lametina? Quest’anno, ol­tre a quella di Lamezia Terme, sono state a­perte altre sedi della scuola, in modo da consentire una più larga partecipazione an­che nei centri più distanti.

La vivacità del­la diocesi è rappresentata da tante altre i­niziative mirate a creare spazi formativi, e a rilanciare la testimonianza e la missione. Tra queste vanno ricordati il ’Progetto A­mos’ e il ’Progetto Tobia e Sara’ e tanti al­tri che, unitariamente, rappresentano un chiaro esempio dell’attenzione riservata al campo delle attività formative e caritative, a quello della promozione del vangelo, del­la famiglia e della vita. Un percorso larga­mente condiviso da clero e laici, che il ve­scovo Cantafora non manca di ringraziare per la collaborazione fattiva offerta da tut­ta la comunità diocesana.

La condivisione del progetto pastorale e­merge anche dalla nota diramata ieri dalla Curia di Lamezia Terme, a firma del vica­rio generale, monsignor Pasquale Luzzo. La nota precisa che le notizie riguardanti le minacce al vescovo di Lamezia Terme non sono state diffuse dalla Curia diocesana, Nel testo si sottolinea la fiducia nel «lavo­ro delle competenti autorità inquirenti» e si definisce la minaccia al vescovo un atto «inaccettabile e inaspettato». Oltre a ciò, viene espressa con la solidarietà anche l’in­tenzione di proseguire il cammino avviato: «In rinnovata e piena comunione con il suo Pastore - recita il testo - la Chiesa locale continua, con l’aiuto del Signore, nello svol­gimento della sua missione in questo no­stro tempo, portando la speranza del Van­gelo e proseguendo nell’attuazione del suo Progetto Pastorale, redatto con il coinvol­gimento di tutte le componenti ecclesiali». E conclude: «Sentiamo viva nel nostro cam­mino la vicinanza del presbiterio diocesa­no, delle comunità religiose e dei fedeli lai­ci, pronti a rispondere generosamente al­le sfide del nostro territorio, con la forza ri­generatrice del Vangelo’. Si va avanti, dun­que, con piena fiducia e speranza, rincuo­rati anche dalle tante testimonianze di so­lidarietà che stanno arrivando al vescovo da ogni settore della società.


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