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CALABRIA: CHIESA, STATO E ’NDRANGHETA. UNA SVOLTA NECESSARIA E URGENTE ...

SUI FATTI DI ROSARNO, ALLA DIOCESI DI OPPIDO-PALMI, LETTERA DEL VESCOVO LUCIANO BUX: "NON SI PUO’ SERVIRE DUE PADRONI". Domenica, il messaggio del ve­scovo verrà letto in tutte le chiese - a cura di Federico La Sala

A quei fedeli che sono stati solo a guardare dico: ogni volta che vedete un essere umano che è nel bisogno, non state solo a guardare e a parlare, ma rimboccatevi le maniche e datevi da fare (...)
lunedì 18 gennaio 2010 di Federico La Sala
[...] Alle persone che vivono con la mente e il cuore lontano da Dio, anche se si mostrano religiosi credenti, ricordate loro che Gesù dice: « Nessuno può servire due padroni, perché ... si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza » ( Mt. 6, 24) [...]
ALLA CALABRIA, AL SUO CORAGGIO E ALLE SUE LACRIME: LA "MEMORIA" DEL VESCOVO BREGANTINI. Documento del 17 ottobre 2005
EVANGELO E COSTITUZIONE. "Per amore del mio popolo non tacerò" (Profeta ISAIA).
PER (...)

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> SUI FATTI DI ROSARNO --- IN EUROPA... ( "LE MONDE"- EDITORIALE)

martedì 19 gennaio 2010


-  Editoriale di Le Monde, Parigi

-   In Europa...

-  Le Monde. 12 gennaio 2010 (traduzione dal francese di José F. Padova) *

Di ritorno ai suoi impegni dopo un mese d’assenza il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non ha pensato bene, lunedì 11 gennaio, di prendere la parola per esprimere la sua opinione sugli scontri di Rosarno - quelle violenze da parte della polizia e degli abitanti di questa cittadina di Calabria, Italia meridionale, delle quali sono stati vittime gli immigrati, per la maggior parte clandestini e africani, il 9 e 10 gennaio.

Eppure questi avvenimenti mettono in luce uno dei problemi più grandi che l’Italia condivide con i suoi vicini europei: l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati. Per il ministro dell’Interno, le violenze di Rosario non sono altro che una questione di ordine pubblico e di poliziotti di rinforzo.

Passata in vent’anni da Paese d’emigrazione a Paese d’immigrazione, l’Italia non ha saputo, o non ha voluto, affrontare il problema se non sotto l’aspetto della repressione, cercando con un arsenale di provvedimenti di scoraggiare i candidati al viaggio verso la Penisola. In parte ci è riuscita. Il flusso migratorio attraverso il Mediterraneo è stato praticamente arrestato dopo la firma di un accordo con la Libia. Questo accordo ha permesso all’Italia di ricacciare i clandestini ancor prima che mettessero piede sulle coste italiane per fare valere un eventuale diritto d’asilo.

Resta il fatto che 4 milioni di stranieri, e quasi 600.000 clandestini, vivono ormai in Italia senza che alcuna riflessione seria e pacata abbia ancora visto la luce riguardo alla loro integrazione. L’idea di accorciare da dieci a cinque anni il termine per ottenere la cittadinanza italiana è stata spazzata via dalla destra, che ha preferito mettere in piedi un limite massimo del 30% di allievi stranieri nelle classi dal prossimo anno scolastico.

Principale alleato di Silvio Berlusconi, il partito anti-immigrati della Lega Nord moltiplica le provocazioni nei confronti dei nuovi entranti in Italia - è più in particolare contro gli africani - senza che alcuno, o quasi, se ne inquieti. Sulla stampa di destra i Neri sono definiti “negri” oppure “bingo-bongo”. Questo razzismo tranquillo e accettato ha finito per fare andare in cancrena la società italiana, dal nord al sud. L’assenza di una reale condanna da parte del potere ha fatto il resto.

Oggi le ruspe hanno raso al suolo i baraccamenti nei quali gli immigrati di Calabria avevano trovato indegno rifugio, facendo sparire con questo la traccia stessa dei loro abitanti. E con questa l’occasione di una riflessione su una società plurietnica e pluriculturale all’italiana.

* http://www.lemonde.fr/opinions/article/2010/01/12/en-europe_1290568_3232.html


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