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"DE PRINCIPATIBUS". COME SPEZZARE LE RENI A UN POPOLO ADDORMENTATO, STRACCIARE LA COSTITUZIONE, E ...

RIFARE UNO STATO?! BASTA UN NOTAIO, UN FUNZIONIARIO DEL MINISTERO DELL’INTERNO E LA REGISTRAZIONE DI UN SIMBOLO DI PARTITO CON IL NOME DEL POPOLO!!! A futura memoria, note e appunti sul caso - a cura di Federico La Sala

PER LE EUROPEE, 93 SIMBOLI DI PARTITI. Per tutelare il ’copyright’ ed evitare atti di pirateria, anche il contrassegno di "Forza Italia" (già registrato nel ’94). ANCORA?!! Il sonno della ragione a quanto pare è proprio lungo
mercoledì 12 febbraio 2014
Materiali per ricordare.
Ogni articolo rimanda a molteplici approfondimenti.
Buona esplorazione *
"PUBBLICITA’ PROGRESSO": L’ITALIA E LA FORZA DI UN MARCHIO REGISTRATO!!!
L’ITALIA (1994-2011), TRE PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA, E I FURBASTRI CHE SANNO (COSA SIGNIFICA) GRIDARE "FORZA ITALIA".
SILVIO BERLUSCONI (Wikipedia): Nel gennaio del 1994 ha fondato il movimento politico Forza Italia. Nel 2009 il partito è confluito nel Popolo della Libertà.
Da uomo politico siede alla Camera dei (...)

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> RIFARE UNO STATO?! BASTA UN NOTAIO .... A 20 ANNI DALLA STRAGE CHE CAMBIO’ LA STORIA D’ITALIA. A Palermo, L’allarme del presidente Napolitano "Non si escluda il pericolo stragista" (di Alessandra Ziniti).

mercoledì 23 maggio 2012


-  L’allarme del presidente Napolitano
-  "Non si escluda il pericolo stragista"

-  "Non possiamo escludere un ritorno alla strategia stragista", afferma il Capo dello Stato.
-  All’incontro nell’aula bunker dell’Ucciardone risuona più volte il nome di Melissa la ragazza uccisa sabato nell’attentato di Brindisi

di ALESSANDRA ZINITI

Nel giorno della memoria, a 20 anni dalla strage che cambiò per sempre la storia della Sicilia, Palermo, l’Italia tutta grida il suo grazie a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, afferma la sua voglia di portare avanti le idee e l’esempio di morale e coraggio dei due giudici uccisi, ma chiede anche a gran voce verità e giustizia per quelle stragi che fino ad ora hanno visto punito solo il livello dell’esecuzione materiale.

LEGGI La cronaca della giornata

"Non lasciatevi intimorire, scendete in campo presto", dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, commosso e con le lacrime agli occhi alle centinaia di ragazzi che affollano l’aula bunker del carcere dell’Ucciardone. "Né Palermo né la Sicilia sono sempre uguali a loro stesse - continua il capo dello Stato - e ce lo dicono i fatti". Davanti a lui ci sono anche le compagne di Melissa, la ragazza uccisa a Brindisi sabato davanti alla scuola in un ancora misterioso attentato. "Non possiamo escludere un ritorno alla strategia stragista - dice un preoccupato Napolitano - ma ogni cosa avrà la risposta che si merita. Vedendo oggi quest’aula è evidente che chi ha ucciso Falcone e Borsellino ha fallito. E se hanno ucciso Melissa per offendere la memoria di una donna coraggiosa come Francesca Morvillo la pagheranno".

LEGGI Monito di Monti sugli apparati dello Stato

Nell’aula bunker dell’Ucciardone stipata come mai da migliaia di ragazzi delle scuole, da colleghi dei due magistrati uccisi, da delegazioni di investigatori arrivate da mezzo mondo, da esponenti delle istituzioni, i volti di Giovani Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Eddy Cusina, scorrono sul grande schermo mentre, alla presenza del capo dello Stato con la moglie Clio e del presidente del Consiglio Monti insieme ai ministri dell’Interno Cancellieri e della Giustizia Severino, risuonano le note dell’inno di Mameli e sventolano il tricolore.

FOTO Monti al Giardino della memoria

Ed è il premier Monti che, esortando i magistrati di Caltanissetta a cercare "i pezzi mancanti" garantisce che "non esistono ragioni di Stato che possano giustificare ritardi nella ricerca della verità. L’unica ragione di Stato - dice - è la verità". Affermazioni importanti anche perché il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, annunciando che "ci saranno presto novità nelle indagini sulle stragi che individueranno altre responsabilità" aggiunge che "ci furono talpe nelle istituzioni che suggerirono i movimenti di Giovanni Falcone". Non a caso certo dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, giunto a Palermo con gli studenti a bordo di una delle navi della legalità, si sente lanciare un nuovo appello alla collaborazione . "Qualcuno non ha detto tutto, chiunque conosce qualcosa parli, da qualsiasi parte sta".

FOTO L’arrivo delle navi della legalità

Ma nell’aula bunker risuona continuamente il nome di Melissa, la ragazza rimasta uccisa a Brindisi nell’ancora misterioso attentato davanti alla scuola intestata a Francesca Morvillo. Prima di fare il suo ingresso in aula il presidente Napolitano incontra i familiari delle vittime delle stragi ma anche le cinque compagne di Melissa arrivate a Palermo con le navi della legalità.

FOTO Napolitano e la maglietta antimafia

Nell’aula bunker c’è anche Leoluca Orlando, al suo primo giorno da sindaco. Nell’aria continua ad aleggiare la polemica con Maria Falcone per quella clamorosa denuncia che vent’anni fa, rompendo una grande amicizia, Orlando fece accusando Falcone di tenere nei cassetti le carte che avrebbero potuto fare giustizia per i delitti politici. "Orlando chieda scusa" ha ribadito la Falcone. Parole a cui Orlando ha risposto esprimendo il suo "rammarico umano e il suo dolore" ma rivendicando il suo diritto a denunciare le collusioni tra mafia e politica. "Come 20 anni fa denuncio che dentro lo Stato ci sono pezzi di mafia, lo so ma non ho le prove", ha detto Orlando.

Nel pomeriggio, in ventimila sotto l’albero Falcone in via Notarbartolo a conclusione del corteo che, partendo dall’aula bunker e da via D’Amelio, si riunisce per salutare con un grande applauso alle 17.58 il momento della strage di Capaci. In via D’Amelio e poi alla caserma Lungaro, insieme al capo della polizia Antonio Manganelli, ancora il presidente Napolitano per un omaggio a Paolo Borsellino e agli agenti della scorta.

* la Repubblica, 23 maggio 2012 (ripresa parziale)


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