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BUONA-NOVELLA: DIO E’ AMORE. "IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO" NON E’ L’EVANGELO!!! DALL’AFRICA, UNA SOLLECITAZIONE A BENEDETTO XVI ("DEUS CARITAS EST", 2006) A RETTIFICARE IL NOME ...

SANT’AGOSTINO, DOTTORE DELLA GRAZIA ("CHARIS"): "ECCO DA DOVE COMINCIA L’AMORE" ("ECCE UNDE INCIPIT CHARITAS"). UN FILM E UN’EDIZIONE ONLINE DELLE OPERE. Note di Armando Torno e Roberta De Monticelli - a cura di Federico La Sala

(...) dal X al XIII libro delle Confessioni si gettano insieme le fondamenta e gli archi portanti della nostra mente, o se preferite della civiltà e della cultura europea. E cristiana, certo.
lunedì 1 febbraio 2010
[...] Chi legge le
Confessioni ci troverà tutto l’essenziale della vita umana: l’infanzia e l’adolescenza, il livore e
l’amore, il lutto, l’amicizia, l’ambizione, l’ebbrezza dell’intelligenza e i tormenti dell’anima, i viaggi,
le strade e le città dell’Impero, le élite e il popolo, il conflitto interiore, la scelta radicale, il tempo, la
memoria e Dio. Eppure dal punto di vista degli eventi e dell’azione in realtà non succede molto
neppure nei libri della ricerca, prima della grande svolta (...)

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> SANT’AGOSTINO, DOTTORE DELLA GRAZIA ("CHARIS"): "ECCO DA DOVE COMINCIA L’AMORE" ("ECCE UNDE INCIPIT CHARITAS"). --- E Agostino traghettò la cultura classica nel mondo cristiano (di Sossio Giametta)

mercoledì 16 febbraio 2011

E Agostino traghettò la cultura classica nel mondo cristiano

di Sossio Giametta (Corriere della Sera, 16 febbraio 2011)

Tutto il cristianesimo può considerarsi un’interiorizzazione dell’uomo. Ma lo divenne in modo specifico e sistematico solo con sant’Agostino. Nella vita noi sperimentiamo l’essenza (felicità, bellezza, illuminazione, potenza) e le condizioni dell’esistenza (dolore, frustrazione, angoscia, morte). Ma gli esseri vivono verso l’esterno e nessuna di queste due esperienze può mai mancare loro; né la città terrena né la città celeste ha l’esclusiva. Al tempo di Gesù le civiltà antiche e in particolare quella greco-romana avevano dato tutto quello che avevano da dare ed erano estenuate. Serpeggiava l’esigenza di un’integrazione, di un rinnovamento. Si addensavano le nubi.

Con Gesù le nubi si squarciarono e un lampo illuminò il mondo. Fu proclamata la religione della carità, ossia della massimalizzazione dell’umanità. L’amore universale è infatti l’anima dell’uomo al suo massimo, come l’armonia della statua di Fidia è il corpo umano al suo massimo. Sorto dunque in contrasto dialettico con la civiltà greco-romana, il cristianesimo ne ha rovesciato i valori. Quella era retta da valori aristocratici, cioè dei pochi: il coraggio, l’orgoglio, il valore, l’astuzia, il primato, l’avventura, la lotta, la vendetta, la gara, la guerra, la conquista, la gerarchia, la patria, la stirpe e la razza.

Il cristianesimo instaurò valori democratici: il culto dell’anima, l’uguaglianza e la dignità di tutti, la bontà, l’umiltà, l’amore, il perdono, l’amore della pace, la carità anche per i nemici, l’abbraccio degli ultimi, il superamento delle barriere nazionali, di sesso, razza, stato sociale. Questi sono ancora i nostri valori, diventati anche ideali politici. Nella sua assolutezza la religione di Cristo superò tacitamente la civiltà pagana con la semplice affermazione dei nuovi valori. Ma la civiltà vecchia resisteva, soprattutto nelle anime.

Il contrasto delle due culture e anime giunse a maturazione solo con Agostino. Nato nell’Africa romana (Tagaste 354) e nutrito della migliore cultura pagana, con la problematicità e le inquietudini che ormai la caratterizzavano, egli venne a Roma e poi a Milano. Qui, predispostovi dalla lettura dei neoplatonici, specie di Plotino, fu convertito al cristianesimo e battezzato dal vescovo Ambrogio (387). Fu poi ordinato prete (391) e più tardi divenne vescovo di Ippona (395).

Da allora in poi la sua vita è tutta una guerra per affermare, contro la dispersione mondana e la carnalità del paganesimo e contro le eresie del suo tempo (manicheismo, donatismo, pelagianesimo), l’interiorità dell’uomo e il magistero della Chiesa cattolica. Per lui questa interiorità si chiamava anima e Dio, e soltanto anima e Dio egli aveva del resto cercato fin dall’inizio. Fu dunque un centauro, con un corpo mezzo pagano e mezzo cristiano, e come tale il traghettatore dell’antica civiltà nella nuova.

Delle tantissime sue opere, quelle principali sono considerate le Confessioni e La città di Dio. Nella prima si accentua il suo atteggiamento di base, la ricerca della verità come confessione delle vicissitudini personali, che sono però sviluppi di contrasti superpersonali e scoperte dei tesori di verità, forza, libertà che si trovano solo nell’interiorità e coincidono con Dio. La seconda, scritta soprattutto contro la taccia dei pagani che il cristianesimo aveva indebolito l’impero romano (nel 410 ci fu il sacco di Roma dei goti di Alarico), è un’appassionata difesa dei princìpi del cristianesimo.

Prima di Agostino i principali concetti teologici erano già stati acquisiti dalla Chiesa, ed egli non li mutò; ma con lui diventarono da oggettivi soggettivi, diventarono cioè il problema personalissimo e imprescindibile dell’uomo Agostino. Ma solo ciò che si fa per sé ha importanza per gli altri, non ciò che si fa direttamente per gli altri, dice Schopenhauer.

Per l’ardore e la profondità della sua ricerca, Agostino, così come rimane un pilastro della Chiesa cattolica, è un filosofo la cui forza e suggestione durano tuttora, perché è la grandezza dei problemi affrontati e non la soluzione loro data che fa il grande filosofo.


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