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IL RITORNO DEL RIMOSSO E LA LEZIONE (’DIMENTICATA’) DI SIGMUND FREUD. LA "SACRA FAMIGLIA" DELLA GERARCHIA CATTOLICO-ROMANA E’ ZOPPA E CIECA: IL FIGLIO HA PRESO IL POSTO DEL PADRE DI GESU’ E DEL "PADRE NOSTRO" E FA IL SANTO "PADRINO".... CON "MAMMASANTISSIMA"!!!

CHIESA: LA PENITENZA, IL PECCATO, E LA SPERANZA. Una nota di Aldo Schiavone - a cura di Federico La Sala

È importante che il Papa abbia parlato, nella sua ultima omelia, del valore e del significato della penitenza (...) ma penitenza deve voler dire anche cercar di capire, per arrivare al fondo delle cose.
domenica 18 aprile 2010 di Federico La Sala
[...] Penitenza vuol dire oggi per la Chiesa sapersi rivoluzionare, nel nome di un Dio di speranza,
d’amore, di libertà e di eguaglianza. Nel nome di una fuga epocale dalla politica: si abbandoni a
Cesare quel che gli spetta. Nel nome di una riconciliazione con la modernità e con la scienza; nel
nome di un nuovo, integrale umanesimo [...]
LA CHIESA DEL SILENZIO E DEL "LATINORUM". Il teologo Ratzinger scrive da papa l’enciclica "Deus caritas est" (2006) e, ancora oggi, nessuno ne sollecita (...)

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> CHIESA: LA PENITENZA, IL PECCATO, E LA SPERANZA. ---- LE PAROLE MUTE --- Carteggio con una delle vittime dei preti pedofili (di don Aldo Antonelli).

sabato 17 aprile 2010

Carteggio con una delle vittime dei preti pedofili

di don Aldo Antonelli

-  Su Tafanus è stato pubblicato il mio messaggio di ieri "Parole mute".
-  Una signora che si firma "io" ha scritto una sua confessione che ritengo utile farvi conoscere, allegandovi anche la mia risposta.
-  Naturalmente ho chiesto prima a lei il permesso di poter pubblicare il tutto.
-  Buona domenica a tutte e tutti.

-  Aldo

Caro don Aldo,

chi Le scrive è una delle migliaia di vittime della pedofilia "sacerdotale". Una vittima che è stata scelta, avvicinata, circuita, plagiata, usata e abusata, per anni, dall’età di undici anni, da un sacerdote, molto apprezzato e stimato dai suoi parrocchiani. Anche dai miei genitori. La storia che ho vissuto è durata fino a quando, da sola, sono riuscita a capire cosa mi era successo. Un giorno in cui mi sentivo particolarmente infelice e a disagio, perché non sopportavo più che "tutto" avvenisse in silenzio, in fretta, di nascosto, senza un vero gesto d’affetto, chiesi al "mostro", che allora chiamavo Jon come mi aveva detto di fare lui, se era male ciò che facevamo...La risposta che ricevetti è stata per me una pugnalata, al cuore, ma, soprattutto, alla mia anima: "Si, è male, se vuoi smettiamo subito". Pochi giorni prima, forse intuendo che mi stavo rendendo conto della situazione, aveva voluto che gli portassi tutti i miei diari. Per leggerli, mi aveva detto. Quei diari li ha invece trattenuti e forse eliminati per sempre. L’ultimo diario però non glielo avevo consegnato, perché avevo scritto male e mi vergognavo di farglielo vedere. In quel diario avevo "sfogato" tutta la mia disperazione, emersa dopo il mio risveglio...Quel diario ce l’ho ancora. Non voglio distruggerlo.
-  Ma, forse, non lo leggerò mai più...

-  Dopo quella "spiegazione" precipitai in una solitudine interiore senza fondo. Per due anni vissi quasi in clausura. Le giornate le passavo nella mia stanza, o camminando da sola, a testa china, per ore, senza meta. Inconsciamente e per difendermi dalla immensa sofferenza che provavo, rimossi tutto, o quasi tutto. Ho vissuto per anni in compagnia di un assurdo senso di colpa, che si manifestava agli altri con una mia incapacità a proferire più di due parole insieme. Mi esprimevo a monosillabi; evitavo le occasioni che mi avrebbero costretto a parlare in pubblico. Diventavo rossa appena uno sguardo si posava su di me; mascheravo in tutti i modi la mia femminilità. Mi appiattivo il seno in vari modi; le mestruazioni sparirono per un paio d’anni. Volevo passare, ad ogni costo, inosservata.

-  Tutto questo durò fino a quando due occhi attenti e sensibili, mi stanò, costringendomi a parlare, a ricostruirmi dentro. Prima però dovette far riemergere nella mia mente gli anni della mia infanzia e della adolescenza di cui si era impadronito il mostro, incontrato nel posto che avrebbe dovuto essere il posto più sicuro al mondo: "La chiesa!".
-  Fu dura pe me, ma anche per lui. Doveva riuscire a farmi riguadagnare la fiducia negli adulti, nel mondo. Non è stato facile, ma alla fine ci riuscì.

-  Del mostro non ho più voluto sapere niente. Chi mi ha "salvato" mi ha assicurato che è stato fatto tutto quello che doveva essere fatto. A me basta questo! NESSUNO PERO’ MI POTRA’ MAI DARE INDIETRO LA MIA INFANZIA E LA MIA ADOLESCENZA VIOLATE!

-  Ora sono una donna guarita, realizzata, ma la grave ferita inferta alla mia anima, in questi ultimi tempi, è tornata a sanguinare, grazie al comportamento del papa e di certa chiesa sul dramma mondiale della pedofilia "sacerdotale", scoppiato in tutta la sua gravità e mostruisità nel mondo intero. Gli incubi, che non facevo più da anni, sono tornati a turbare le mie notti. La rabbia nei confronti della chiesa è riesplosa in un modo che ha stupito prima di tutto me stessa.

-  Eppure, malgrado tutto, io continuo a credere nel Cristo del Vangelo, di cui, per fortuna, sacerdoti come Lei, don Aldo, riescono a dare una vera testimonianza. Grazie di esserci don Aldo!

-  Ecco la mia risposta.

Cara "io",

ti ho letta con attenzione e nel leggerti cercavo di ricostruire nella mia fantasia i lineamenti disfatti del tuo volto violato (volto in tutti i sensi: corpo, anima, sogni e realtà....) ma anche i percorsi enigmatici e assassini di colui che invece di aiutari a crescere ti ha pietrificata nella tomba della vergogna e dei sogni strozzati.

Che dirti? Personalmene in tutta la mia lunga esistenza (ho 68 anni)all’interno della "struttura-chiesa", non ho avuto mai sentore di un qualcosa del genere, grazie a Dio. Ciononostante sono stato sempre dell’avviso che non ci sono, nemmeno all’interno della chiesa, zone privilegiate che siano immuni dalla corruzione del denaro o del sesso o del potere in genere. Gesù, parlando dello Spirito, dice: "Il vento soffia dove vuole, senti il suo sibilo ma non sai donde viene né dove va. Così è chiunque è nato dallo Spirito"(Giovanni 3,8).

In questo senso, noi credenti (mi dici che continui a credere nel Cristo del Vangelo....) siamo apolidi, senza fissa dimora: figli di quello Spirito che ci fa stare con e contro la chiesa, dentro e fuori, fedeli e disobbedienti, capaci sì di morire ma anche di risorgere.

Aldo [don Antonelli]


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