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NATURA E CULTURA. Al di là degli stereotipi dell’identità di genere (sessuale), verso l’identità di genere e di essere umano ...

IDENTITA’, SESSUALITA’, E BI-CURIOSITA’ DEGLI ADOLESCENTI: MUTAMENTI ANTROPOLOGICI E INTERROGATIVI. Sulle ricerche in corso di psicologi, sociologi, e medici, un resoconto di Maria Novella De Luca e il parere di un endocrinologo, raccolto da Arnaldo D’Amico - a cura di Federico La Sala

"La bisessualità nell’adolescenza è sempre esistita, solo che ora non è più un tabù" (Federico Batini, ricercatore di Pedagogia).
lunedì 8 marzo 2010
[...] Un fenomeno così vasto e dichiarato, un outing così collettivo, che ormai da diversi mesi psicologi, sociologi, medici (ma anche cacciatori di tendenze) hanno messo il fenomeno dei teenager bisex sotto la lente di ingrandimento. Per capire se qualcosa è davvero cambiato nella sessualità dei giovani. O se invece gli adolescenti non abbiano semplicemente smesso di nascondere la loro indefinitezza sessuale. In una recente ricerca dell’Istituto di ortofonologia di Roma, è stato calcolato (...)

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> IDENTITA’, SESSUALITA’, E BI-CURIOSITA’ DEGLI ADOLESCENTI ---- Il mea culpa di Robert Spitzer. «Un errore la ricerca sui gay da curare»(di Alessandra Farkas - Le scuse dello psichiatra).

sabato 19 maggio 2012


-  Le scuse dello psichiatra
-  «Un errore la ricerca sui gay da curare»

di Alessandra Farkas (Corriere della sera, 19.05.2012)

NEW YORK - «L’omosessualità di gay e lesbiche può essere curata». Era il 2001 quando, a un convegno della American psychiatric association (Apa) il dottor Robert Spitzer illustrò la sua controversa tesi secondo cui è possibile, per alcuni individui estremamente motivati, cambiare il proprio orientamento sessuale da gay a eterosessuale. Il fatto che a pronunciare quelle parole fosse il celeberrimo docente della Columbia University, considerato dai manuali il padre della psichiatria moderna e lo psichiatra più influente del 20° secolo, contribuì solo ad accreditare la legittimità di tale provocatoria argomentazione. Nessuno poteva accusarlo di pregiudizio anti-gay.

Nel 1973 era stata proprio la crociata personale dell’allora 41enne Spitzer a indurre l’Apa a rimuovere l’omosessualità dalla lista dei «disturbi mentali». Poi, nel 2001, quello studio bollato come «un tradimento» dai gay di tutto il mondo. Undici anni più tardi, lo psichiatra ha chiesto loro scusa per l’errore commesso. Cercando persino, senza riuscirvi, di pubblicare una ritrattazione sulla stessa rivista scientifica che nel 2001 aveva ospitato il saggio originale, denunciato come «pericoloso» dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Il mea culpa di Spitzer, oggi 80enne e gravemente malato di Parkinson, è avvenuto in un’intervista al New York Times. «Giacevo sveglio nel letto alle 4 del mattino, quando ho deciso che era giunto il momento di farlo», afferma Spitzer, «mi alzai annaspando nel buio e con enorme difficoltà, data la mia condizione, raggiunsi la scrivania dove presi carta e penna». Quando il direttore della rivista Archives of Sexual Behavior si rifiutò di pubblicare la sua ritrattazione, Spitzer ha chiamato il Times. «Dovevo chiedere scusa alla comunità gay per i miei studi che sostengono tesi fasulle sull’efficacia delle terapie riparatorie», incalza, «e voglio anche chiedere scusa a tutte le persone gay che hanno perso tempo ed energia sottoponendosi per colpa mia a tali inutili terapie».


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