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"LEGITTIMO IMPEDIMENTO" E COSTITUZIONE. UNA "INTERPRETAZIONE AUTENTICA" DELLA LEGGE AD PERSONAM .....

IN ITALIA, PER "GARANTIRE IL SERENO SVOLGIMENTO DELLE FUNZIONI" AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, CAMUFFATO DA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CON IL SUO "FORZA ITALIA" E CON IL SUO "POPOLO DELLA LIBERTA’", APPROVATA LA LEGGE DEL "LEGITTIMO IMPEDIMENTO". Due articoli sul provvedimento, e sulle conseguenze (di Emilio Randacio) - a cura di Federico La Sala

Che cosa cambia per Berlusconi imputato dopo il via libera definitivo al legittimo impedimento (...)
mercredi 10 mars 2010 par Federico La Sala
[...] E’ legge lo "scudo" che permette al presidente del Consiglio e ai ministri di sottrarsi alle convocazioni in sede giudiziaria, privilegiando gli impegni governativi "autocertificati". Dopo due voti di fiducia, l’Aula del Senato ha dato il via libera definitivo al ddl sul legittimo impedimento. I voto favorevoli sono stati 169, i contrari 126, gli astenuti tre. Il ddl era stato approvato alla Camera lo scorso 3 febbraio. Principio cardine : per il presidente del Consiglio, chiamato a (...)

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> IN ITALIA .... UNA MONARCHIA CARISMATICA AZIENDALE. Tra politica e show-business, un regime privatizzato (di Filippo Ceccarelli).

jeudi 11 mars 2010


-  Monarchia carismatica

-  Tra politica e show-business. Un regime privatizzato

-  Per sua natura e vocazione la monarchia carismatica, aziendale, populista e spettacolare
-  appare poco compatibile con la complessità degli assetti giuridici e istituzionali

di Filippo Ceccarelli (la Repubblica, 11.03.2010)

Residenze private fatte pubbliche, da villa La Certosa a Palazzo Grazioli, con tanto di tricolore al balcone e seratine « simpatiche »come dice il premier. Picchetto d’onore a Palazzo Chigi per accogliere il socio d’affari, principe Al Walid. Istituzionalizzazione di casa Letta, del salotto Angiolillo e dello studio di Bruno Vespa per la firma del Contratto con gli italiani e la sua verifica annuale, sulla medesima scrivania in ciliegio.

Cosa è più, ormai, la distinzione tra forma e sostanza in tarda epoca berlusconiana ? I miscugli di cui sopra si riferiscono al quinquennio 2001-2006, due legislature orsono. Per dirne l’evoluzione o regressione che sia, per far capire quanto poco al Cavaliere stia a cuore di salvare la forma, appunto, oltre che la sostanza, basterà qui far presente che dopo aver presentato il suo quarto governo alle Camere, nel maggio del 2008, non è più intervenuto né a Montecitorio né a Palazzo Madama.

Del resto lì ha messo gente anch’essa molto poco portata a soffermarsi sulle antiche distinzioni, tanto formali quanto sostanziali, che regolano i rapporti fra le istituzioni. Uno di questi testimonial del berlusconismo trans-istituzionale, anche lui segnalatosi per un’impegnativa e temeraria valutazione su forma e sostanza, è il presidente del Senato Schifani, a suo tempo (2002) innalzato dal suo ex compagno di partito Filippo Mancuso a « Principe del foro del recupero crediti ».

Mancuso era quell’ex alto magistrato piccoletto, già Guardasigilli ribellatosi al governo Dini, che parlava una strana lingua aulica e assai espressiva, ma il senso giuridico della separazione senza dubbio lo possedeva. La sua turbinosa uscita da Forza Italia, dove era stato accolto come una sorta di coscienza della continuità, segna un punto di non ritorno nel processo di alterazione della norma e delle regole e quindi dei comportamenti. Con il che lo stesso giorno in cui Schifani ascese alla terza carica dello Stato pensò bene di andare a ringraziare a Palazzo Grazioli.

Fossero solo le liste elettorali, infatti, i decreti legge interpretativi o le pantomime in Consiglio dei Ministri quando c’è da legiferare sulla televisione e allora Berlusconi e Letta si alzano e fanno finta di astenersi. Tutto questo non dipende da innata cattiveria o conveniente ipocrisia. Solo quel tanto che attiene alla natura umana. È che per sua natura e vocazione, la monarchia carismatica, aziendale, populista e spettacolare appare del tutto incompatibile con la complessità degli assetti giuridici ; né mai riuscirà a comprendere i vincoli posti da tradizioni lontanissime dalle logiche del potere personale, del mercato e dello show-business.

A proposito del suo governo ha detto il presidente Berlusconi nell’autunno del 2008 : « Per la prima volta ne ho uno che fila come un orologio, sembra un consiglio d’amministrazione ». Che l’ingranaggio si sia con il tempo un po’ rallentato non toglie nulla a un paradigma, a un modello, a una condizione del tutto inedita secondo cui il Cavaliere tiene moltissimo sia alla forma che alla sostanza : ma a patto che sia lui non solo a ridefinirne i confini, ma a stabilire cosa siano l’una e l’altra.

E poiché tale processo, che poi coincide con la definitiva presa del potere, non si è ancora compiuto, ecco che tra commistioni, contaminazioni, superamenti, scavalcamenti e altre poco simpatiche forzature, dal continuo miscuglione di forma & sostanza ha finito per generarsi una specie di "formanza". Mostruosa ibridazione, enigmatico incrocio che in fondo ha già cominciato a mettere a dura prova politici, giuristi, filosofi, sociologi e addirittura giornalisti rotti a qualsiasi invecchiatissima


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