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ITALIA : IL NOME E L’IDENTITA’ ("TAUTOTES", in greco) DEL NOSTRO PAESE, NELLE MANI DI UN "UOMO PRIVATO" ("IDIOTES", in greco) E DEL SUO PARTITO ... CHE HA GIA’ PREPARATO UN BEL "TAłTO" (BARA, in greco-napoletano) ALL’ITALIA !!!

PER L’UNIVERSITA’, BENE COMUNE, UN "CAPPOTTO DI LEGNO" !!! Pronto il Disegno di Legge di un Paese-faina che disprezza l’Universitą. Una nota di Antonio Scurati - a cura di Federico La Sala

L’alternativa č tra un futuro da sudditi di un reame di solitudini e uno da cittadini di una casa comune.
dimanche 23 mai 2010 par Federico La Sala
[...] Un Paese che disprezzi il sapere č un Paese che manca le proprie occasioni di scoperta, depaupera i propri capitali di conoscenza, svilisce il potenziale umano dei propri giovani. Si tratta di valori inestimabili. La difesa dell’universitą pubblica significa, perciņ, difesa di un’idea del bene comune, della prosperitą futura, delle risorse non divisibili ma condivisibili. Un Paese che disprezzi il sapere č un Paese prostrato, inerte, incattivito, un Paese-lucertola, immobile, (...)

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> PER L’UNIVERSITA’, BENE COMUNE, UN "CAPPOTTO DI LEGNO" !!! --- EMILIA ROMAGNA. Bavaglio a presidi e professori.Vietato parlare con la stampa. Circolare riservata dell’Ufficio scolastico regionale (di Chiara Affronte).

samedi 22 mai 2010


-  Vietato parlare con la stampa
-  Bavaglio a presidi e professori

-  Emilia Romagna. L’Ufficio scolastico regionale impone il divieto di parola al personale scolastico
-  Gelmini applaude. « Non si usa l’istruzione per fare propaganda. Chi vuol fare politica, si candidi »
-  Il coordinamento docenti modenese rende pubblica una circolare in cui l’Usr impone ai lavoratori della scuola di non avere contatti con la stampa. La Cgil chiede le dimissioni del dirigente. La Gelmini lo difende.

di Chiara Affronte (l’Unitą, 22.05.2010)

Bavaglio agli insegnanti che parlano con la stampa o dissentono dalle linee del governo. Se non si “ubbidisce” via alle sanzioni disciplinari. È quello che accade in questi giorni in Emilia-Romagna, dove il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Marcello Limina invia ai presidi una circolare « riservata » (si legge in alto nel documento, ndr) in cui manifesta la volontà di porre uno stop a « dichiarazioni rese da personale della scuola con le quali si esprimono posizioni critiche con toni talvolta esasperati e denigratori dell’immagine dell’amministrazione di cui lo stesso personale fa parte ». Toni che prosegue la nota vengono inviati sotto forma di documenti ad autorità politiche, fatti circolare a scuola o distribuiti alle famiglie. Nella circolare Limina “invita” quindi ad « astenersi da dichiarazioni o enunciazioni che in qualche modo possano ledere l’immagine dell’Amministrazione pubblica ».

Si scatena il putiferio quando il coordinamento degli insegnanti modenesi Politeia viene a conoscenza dell’esistenza di questa circolare, non ancora resa pubblica da nessun preside, ma datata 27 aprile. La Cgil insorge : « Ritiro immediato della nota e dimissioni del direttore dell’Usr », la richiesta del segretario generale Flc-Cgil Mimmo Pantaleo. Immediata la difesa del ministro Mariastella Gelmini : « Condivido e sostengo pienamente l’operato del direttore Limina che ha invitato tutto il personale della scuola a osservare un comportamento istituzionale afferma il ministro È lecito avere qualsiasi opinione ed esprimerla nei luoghi deputati al confronto e al dibattito. Quello che non è consentito è usare il mondo dell’istruzione per fini di propaganda politica : chi desidera fare politica si candidi alle elezioni e non strumentalizzi le istituzioni ».

PRESIDI SCERIFFI

Tutto parte da Modena, dove alcuni insegnanti vengono a conoscenza dell’esistenza della circolare. « Qualche dirigente troppo zelante l’ha messa tra quelle visibili a tutti », riferisce un insegnante. Presa la palla al balzo di una manifestazione contro i tagli della riforma Gelmini che si è svolta a Modena giovedì, i docenti hanno reso pubblica la notizia e firmato una mozione per denunciare il « carattere intimidatorio e lo spirito antidemocratico della circolare che cerca di reprimere le legittime proteste del mondo della scuola ». Fatto altrettanto grave, per i “prof” modenesi, quello di « far passare l’idea che i dirigenti, destinatari del documento, siano soggetti superiori di grado, quando in realtà, nel collegio docente, sono figure inter pares. Poi, vuoi per l’avidità di qualcuno, vuoi per il clima autoritario generale, passa l’idea di un ruolo diverso ».

La scuola, insomma, non è quella che dipingono Limina e il governo anche per Bruno Moretto della cellula bolognese del comitato Scuola e Costituzione : « Gli insegnanti sono autonomi : lo spirito dell’articolo 33 della Costituzione è quello di creare nella scuola un clima di confronto di posizioni ». Meglio per il comitato che « Limina si occupi di ciò che gli compete e risponda ad esempio ai 600 bambini che a Bologna e provincia non avranno posto alla scuola materna l’anno prossimo ».


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