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PSICOANALISI. A TAORMINA, LA SPI A CONGRESSO

L’INCONSCIO, OGGI: FREUD, LA ’SFIDA’ DI POPPER-LYNKEUS, E L’INDICAZIONE DI ELVIO FACHINELLI. Note - a cura di Federico a Sala

Il XV Congresso della Società psicoanalitica Italiana (Spi) si apre oggi a Taormina sul caposaldo della psicoanalisi: l’Inconscio.
lunedì 3 maggio 2010 di Federico La Sala
(...) [Freud] nel 1932, ritorna ancora sull’opera dell’ingegnere, filantropo, e scrittore Josef Popper-Lynkeus (1838-1921), in particolare sulle “Fantasie di un realista”, libro pubblicato a Vienna nel 1899, contemporaneamente a L’interpretazione dei sogni! Freud vi aveva già riflettuto nel 1909 e nel 1923, ma ora - nel decimo anniversario della sua morte e in coincidenza con la riflessione sul “Perché la guerra?” - vi torna di nuovo su e scrive il breve testo, (...)

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> L’INCONSCIO, OGGI : FREUD ---- Addio a André Green. Il celebre psicoanalista è morto a Parigi all’età di 84 anni (di Luciana Sica)

martedì 24 gennaio 2012

Il celebre psicoanalista è morto a Parigi all’età di 84 anni

Addio a André Green, l’anti-Lacan francese

di Luciana Sica (la Repubblica, 24.01.2012)

Ultimo personaggio della stagione psicoanalitica francese, venerato ma anche detestato per quel suo stile più incline al sarcasmo che all’ironia, André Green è morto domenica a Parigi, all’età di 84 anni. Se in molti ambienti era considerato il più grande analista del pianeta, Green disprezzava buona parte dei colleghi come burocrati della psiche privi di ogni passione: "fanno" gli analisti, ne hanno l’aria, ma non lo "sono" - «per lo più - disse una volta in un’intervista - si tratta di aggiungere una piuma al cappello...».

Madre portoghese e padre spagnolo, Green era nato al Cairo nel marzo del ’27 crescendo in una comunità ebraica di segno cosmopolita che lascerà nel ’46 alla volta di Parigi. Dall’esperienza tra i circoli dell’ospedale Saint-Anne all’incontro con Winnicott, dal rapporto conflittuale con Lacan alla frequentazione di Derrida e Deleuze, Green ha attraversato in pieno l’epoca post-freudiana diventando l’incarnazione di una certa psicoanalisi attenta al dibattito filosofico, alla letteratura, al teatro. Non a caso - tra i suoi scritti - quelli sull’Amleto, su Proust e anche su Dostoevskij non sono marginali. Altri suoi titoli sono ormai dei "classici" come Narcisismo di vita narcisismo di morte, Il lavoro del negativo, La psicosi bianca (usciti da Borla), Il discorso vivente (Astrolabio), i saggi sulla "follia privata" e sulle Idee per una psicoanalisi contemporanea pubblicati da Raffaello Cortina: editore anche dell’ultimo libro di André Green. Di quel suo "testamento" bellissimo e spregiudicato sui fallimenti terapeutici che è Illusioni e disillusioni del lavoro psicoanalitico.


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