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PRO PALESTINA. CONTRO IL BLOCCO E L’ASSEDIO DI GAZA....

ISRAELE ATTACCA LA FLOTTA UMANITARIA, "FREEDOM FLOTTILLA". Almeno quindici persone della flotta internazionale formata da sei imbarcazioni di attivisti pro-palestinesi che si dirigeva verso Gaza sono rimasti uccisi durante l’assalto di un commando.

La ’flottiglia’ organizzata da diverse Ong internazionali per portare aiuti umanitari nella striscia di Gaza, sfidando l’embargo imposto da Israele, era partita ieri pomeriggio da Cipro.
martedì 1 giugno 2010 di Federico La Sala
[...] ISRAELE E PALESTINA. "Lo stato ebraico" (Theodor Herzl, 1896). "Il nuovo ghetto": "Fuori dal ghetto"(Theodor Herzl, 1894)!!!
Freedom Flotilla: Israele, assalto alla nave dei pacifisti. Morti 19 attivisti. Una nota di Umberto De Giovannangeli
La psicosi dell’accerchiamento, il sentirsi perennemente in trincea, sta portando Israele ad un passo dal baratro, trasformandolo in un ghetto atomico in guerra contro tutto e tutti. Alla fine, anche contro se stesso. [...] (...)

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> ISRAELE ATTACCA LA FLOTTA UMANITARIA. --- La comunità internazionale condanna l’assalto di Israelealla flotta pacifista, finito in un bagno di sangue, con almeno 19 morti.

lunedì 31 maggio 2010


-  ISRAELE ATTACCA NAVI UMANITARIE - LE REAZIONI

-  La comunità internazionale condanna
-  l’assalto di Israele alla flotta pacifista
*

TEL AVIV. È finito in un bagno di sangue, con almeno 19 morti, l’assalto condotto stanotte dalle forze israeliane contro la flottiglia multinazionale di attivisti filo-palestinesi in navigazione verso la Striscia di Gaza con un carico di aiuti umanitari.

Dura e immediata la protesta del governo turco che ha richiamato il proprio ambasciatore in Israele, mentre dalle capitali europee è stato espresso lo choc dei governi per la strage. Gli attivisti, guidati dalla ong Free Gaza, volevano forzare il blocco imposto attorno alla Striscia dall’avvento al potere degli islamici di Hamas, nel 2007. Lo scontro è avvenuto sulla nave di una ong turca che guidava la spedizione di sei imbarcazioni, in acque internazionali, a qualche decina di miglia dalla costa. I commando israeliani saliti a bordo da imbarcazioni ed elicotteri, hanno aperto a un certo punto il fuoco, uccidendo 19 persone, secondo l’ultimo bilancio della tv di Israele Canale 10. Per un portavoce militare dello Stato ebraico, a innescare il caos sarebbe stato il tentativo di alcuni attivisti di resistere all’abbordaggio con bastoni, coltelli e almeno un’arma da fuoco, sottratta - pare - a un soldato. Ventisei attivisti sono rimasti feriti (uno è in fin di vita). Fra questi, anche un leader radicale degli arabi di Israele, lo sceicco Raed Sallah. Feriti anche dieci soldati israeliani, due in modo grave. Il portavoce ha accusato i promotori della flottiglia di aver organizzato una «provocazione violenta». La prima delle navi è gia giunta al porto di Ashdod (sud di Israele), chiuso ai media. Nessuna conseguenza è segnalata per i cinque attivisti italiani chi si trovavano a bordo, fra i quali la giornalista torinese Angela Lano, 47 anni, direttrice dell’agenzia di stampa Infopal, che si occupa di Palestina. Israele ha elevato il livello di allerta sul fronte nord (con il Libano) e su quello sud (con la Striscia di Gaza).

Il presidente palestinese, Abu Mazen (Mahmud Abbas), ha denunciato l’accaduto come «un massacro», dichiarando tre giorni di lutto nazionale. Da Gaza i dirigenti di Hamas hanno parlato di «crimine» commesso da Israele. Un esponente islamico, Ahmed Yusef, ha invocato «un’intifada» di popolo dinanzi alle ambasciate d’Israele nel mondo. Gli arabi israeliani hanno indetto per domani uno sciopero generale.

L’alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani, Navi Pillay, si è detta «scioccata» per l’assalto. La Lega araba ha convocato per domani al Cairo una riunione urgente dei suoi ministri degli Esteri. Turchia, Grecia, Spagna, Svezia, Danimarca e Irlanda hanno convocato i rispettivi ambasciatori di Israele, l’Unione europea ha chiesto allo stato ebraico di aprire un’inchiesta. Pesanti critiche sono venute dai governi di Francia e Germania e il ministro degli esteri italiano Franco Frattini parlando di un «fatto assolutamente grave», ha «deplorato» l’uccisione di civili.

Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, in visita in Canada, è stato sollecitato a rientrare in patria. La tensione è salita alle stelle con la Turchia, già alleato strategico di Gerusalemme, ultimamente molto critico con lo stato ebraico. Ankara ha richiamato l’ambasciatore a Gerusalemme, ha parlato di un rischio di «conseguenze irreparabili» nelle relazioni bilaterali e ha chiesto la convocazione del consiglio di sicurezza dell’Onu. Centinaia di persone hanno manifestato a Istanbul e nella capitale. Israele ha invitato i suoi cittadini a non andare in Turchia.

* La Stampa, 31/5/2010 (12:48)


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