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EBRAISMO E DEMOCRAZIA. PER LA PACE E PER IL DIALOGO, QUELLO VERO, PER "NEGARE A HITLER LA VITTORIA POSTUMA" (Emil L. Fackenheim, "Tiqqun. Riparare il mondo")

ISRAELE E IL NODO ANCORA NON SCIOLTO DI ADOLF EICHMANN. FARE CHIAREZZA : RESTITUIRE L’ONORE A KANT E RICONCILIARSI CON FREUD. Alcune note - di Federico La Sala

A EMIL L. FACKENHEIM. (...) il merito di aver ri-proposto la domanda decisiva : “come fu possibile la hitlerizzazione dell’Imperativo Categorico di Kant ? E perché è ancora attuale oggi ?”
samedi 2 août 2014
[...] La prima volta che Eichmann mostrò di rendersi vagamente conto che il suo caso era un po’ diverso da quello del soldato che esegue ordini criminosi per natura e per intenti, fu durante l’istruttoria, quando improvvisamente dichiarò con gran foga di aver sempre vissuto secondo i principî dell’etica kantiana, e in particolare conformemente a una definizione kantiana del dovere.
L’affermazione era veramente enorme, e anche incomprensibile, poiché l’etica di Kant si fonda soprattutto (...)

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> ISRAELE E IL NODO ANCORA NON SCIOLTO DI ADOLF EICHMANN. FARE CHIAREZZA ---- Günter Grass : Quello che deve essere detto.

mercredi 4 avril 2012

Quello che deve essere detto

di Günter Grass (la Repubblica, 04.04.2012)

-  Perché taccio, passo sotto silenzio troppo a lungo
-  quanto è palese e si è praticato
-  in giochi di guerra alla fine dei quali, da sopravvissuti,
-  noi siamo tutt’al più le note a margine.

-  E’ l’affermato diritto al decisivo attacco preventivo
-  che potrebbe cancellare il popolo iraniano
-  soggiogato da un fanfarone e spinto al giubilo organizzato,
-  perché nella sfera di sua competenza si presume
-  la costruzione di un’atomica.

-  E allora perché mi proibisco
-  di chiamare per nome l’altro paese,
-  in cui da anni - anche se coperto da segreto -
-  si dispone di un crescente potenziale nucleare,
-  però fuori controllo, perché inaccessibile
-  a qualsiasi ispezione ?

-  Il silenzio di tutti su questo stato di cose,
-  a cui si è assoggettato il mio silenzio,
-  lo sento come opprimente menzogna
-  e inibizione che prospetta punizioni
-  appena non se ne tenga conto ;
-  il verdetto « antisemitismo » è d’uso corrente.

-  Ora però, poiché dal mio paese,
-  di volta in volta toccato da crimini esclusivi
-  che non hanno paragone e costretto a giustificarsi,
-  di nuovo e per puri scopi commerciali, anche se
-  con lingua svelta la si dichiara « riparazione »,
-  dovrebbe essere consegnato a Israele
-  un altro sommergibile, la cui specialità
-  consiste nel poter dirigere annientanti testate là dove
-  l’esistenza di un’unica bomba atomica non è provata
-  ma vuol essere di forza probatoria come spauracchio,
-  dico quello che deve essere detto.

-  Perché ho taciuto finora ?
-  Perché pensavo che la mia origine,
-  gravata da una macchia incancellabile,
-  impedisse di aspettarsi questo dato di fatto
-  come verità dichiarata dallo Stato d’Israele
-  al quale sono e voglio restare legato

-  Perché dico solo adesso,
-  da vecchio e con l’ultimo inchiostro :
-  La potenza nucleare di Israele minaccia
-  la così fragile pace mondiale ?
-  Perché deve essere detto
-  quello che già domani potrebbe essere troppo tardi ;
-  anche perché noi - come tedeschi con sufficienti colpe a carico -
-  potremmo diventare fornitori di un crimine
-  prevedibile, e nessuna delle solite scuse
-  cancellerebbe la nostra complicità.

-  E lo ammetto : non taccio più
-  perché dell’ipocrisia dell’Occidente
-  ne ho fin sopra i capelli ; perché è auspicabile
-  che molti vogliano affrancarsi dal silenzio,
-  esortino alla rinuncia il promotore
-  del pericolo riconoscibile e
-  altrettanto insistano perché
-  un controllo libero e permanente
-  del potenziale atomico israeliano
-  e delle installazioni nucleari iraniane
-  sia consentito dai governi di entrambi i paesi
-  tramite un’istanza internazionale.

-  Solo così per tutti, israeliani e palestinesi,
-  e più ancora, per tutti gli uomini che vivono
-  ostilmente fianco a fianco in quella
-  regione occupata dalla follia ci sarà una via d’uscita,
-  e in fin dei conti anche per noi.

(Traduzione di Claudio Groff)


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