Inviare un messaggio

In risposta a:
ECONOMIA E POLITICA. DATI ISTAT E RAPPORTO DEL CNEL ...

L’ECONOMIA MONDIALE (NON VA IN FERIE) E LA SITUAZIONE ITALIANA. Attenti ai numeri che ingannano. Una nota di Mario Deaglio - a cura di Federico La Sala

(... ) lasciata sola dalla politica, l’economia sta cercando di adattarsi da sola alla nuova situazione e la sua struttura sta cambiando rapidamente
mercoledì 21 luglio 2010 di Federico La Sala
[...] se l’industria italiana vorrà restare competitiva a livello internazionale senza riduzione nel numero dei dipendenti,è molto probabile che i suoi lavoratori dovranno sopportare una perdita di potere d’acquisto dei salari pari all’incirca al 6-8 per cento. In altre parole, far ritornare l’economia italiana dov’era e com’era in un mondo che cambia vorticosamente non è una soluzione. Si esce dalla crisi creando un’economia nuova, non rappezzando alla bell’e meglio le gravissime crepe di (...)

In risposta a:

> L’ECONOMIA MONDIALE (NON VA IN FERIE) E LA SITUAZIONE ITALIANA. ---- Orizzonte grigio scuro (di Mario Deaglio)

venerdì 13 agosto 2010

Orizzonte grigio scuro

di MARIO DEAGLIO (La Stampa, 13/8/2010)

I banchieri centrali sono indubbiamente molto bravi nel loro difficile mestiere di governo di un’economia globale inquieta e turbolenta; sono però forse ancora più bravi nell’usare espressioni arzigogolate per sdrammatizzare o rendere meno spigolose le loro analisi. Così, quando, lo scorso 21 luglio, il capo della banca centrale americana, Ben Bernanke, dichiarò che l’andamento dell’economia era «insolitamente incerto» voleva dire che le cose non andavano affatto bene e gli addetti ai lavori non capivano perché. Il Bollettino Mensile della Banca Centrale Europea (Bce), pubblicato ieri, sostiene che il ritmo dell’espansione sarà «moderato» il che significa che si collocherà intorno all’uno per cento, una cifra economicamente insoddisfacente e socialmente poco sostenibile per le pressioni negative che esercita sull’occupazione. L’espansione, secondo la Bce, sarà anche «discontinua», un modo molto diplomatico per dire che in alcuni trimestri ci potrebbe essere una riduzione della produzione.

In marcato contrasto con qualche mese fa, quando le previsioni ufficiali inclinavano al rosa pallido, ora l’indicazione generale è al grigio scuro. E tutto questo perché si è constatato che, come dicevano gli economisti di una volta, «il cavallo non beve» ossia i consumatori comprano poco e le imprese investono ancora meno. I governi hanno cercato di mettere dello zucchero nell’acqua, hanno cioè introdotto incentivi fiscali e il cavallo è sembrato apprezzare; ma appena gli incentivi sono finiti, la voglia di bere del cavallo è svanita. Siamo tornati al punto di prima, in molti Paesi con un aumento del buco nei conti pubblici per i minori incassi derivanti dagli incentivi.

Ecco allora il pericolo di una crescita «discontinua» indicato dalla Bce e l’aumento imprevisto nel numero degli americani che chiedono il sussidio di disoccupazione, reso noto ieri. L’aumento, relativamente elevato, dei prezzi registrato a luglio in Italia e altrove dipende dall’impennata del prezzo del greggio sui mercati internazionali; non è certo un bel segnale anche se non ne va esagerato il carattere negativo. Le pressioni inflazionistiche dovrebbero però essere prese in seria considerazione nei prossimi mesi solo se i danni degli incendi russi al raccolto dei cereali provocassero un aumento sostenuto e duraturo nei prezzi del grano che influenzerebbe rapidamente molti settori dell’alimentazione.

A rendere ancora meno attraente il quadro, il rallentamento dell’espansione cinese riduce le speranze che l’aumento delle importazioni del gigante asiatico possa da solo rivitalizzare l’economia mondiale, anche perché il potenziale produttivo dell’economia cinese è ormai tale da poter rifornire senza problemi il mercato interno di una massa di prodotti che fino a qualche anno fa venivano dall’estero e particolarmente dall’Europa.

Qualcuno penserà che non si tratta di una bella prospettiva, certo poco adatta a un periodo di vacanze, alla quiete sotto l’ombrellone. Ma abbiamo già perso troppo tempo con false speranze, illusioni e autoillusioni, o messaggi criptici di chi governa l’economia che erano nei fatti confessioni di insuccessi, il che ha fatto sì che sotto gli ombrelloni dell’estate ci sia molta meno gente di uno-due anni fa. La strada della ripresa deve cominciare dalla chiarezza; e dalla consapevolezza che occorre qualcosa di nuovo, magari senza aspettare la fine delle vacanze, per evitare quell’avvitamento autunnale che la Bce chiama diplomaticamente «discontinuità».

Per questo è probabilmente necessario dotare le autorità centrali di maggiori poteri di intervento nell’economia, invertendo la tendenza al disinteresse per il controllo dei mercati che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni. Occorre anche agire sulla distribuzione dei redditi, in primo luogo recuperando l’evasione fiscale, particolarmente rilevante in Italia ma di certo non assente negli altri Paesi. In secondo luogo, ove necessario, bisognerà prendere in considerazione il ridisegno del carico fiscale con lo spostamento di potere d’acquisto verso le fasce di popolazione dai redditi più bassi, il che porterà all’aumento dell’imposizione fiscale sugli altri contribuenti.

L’Italia non si trova particolarmente svantaggiata nel clima generale di difficoltà che stiamo vivendo. I suoi prodotti di alta qualità trovano mercato anche in questo periodo di crisi e le imprese hanno una lunga tradizione di adattamento al nuovo in periodi difficili che fa sì che le esportazioni siano complessivamente abbastanza vivaci. Le debolezze italiane derivano, come sempre, dalle carenze di infrastrutture e dalle complicazioni normative; e più ancora dalla lontananza di una classe politica molto attenta alle «rese dei conti» al proprio interno e apparentemente incapace di comprendere le difficoltà dei bilanci famigliari e dei bilanci aziendali.


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: