Poster un message

En réponse à :
CRISI POLITICA E "SACRA FAMIGLIA [UNITA]" !!! NON SOLO LA TEOLOGIA (E LA FILOSOFIA), MA NEMMENO LA SOCIOLOGIA SA DISTINGUERE TRA FAMIGLIA DEMOCRATICA E FAMIGLIA DI "MAMMASANTISSIMA" E DI "MAMMONA"...

"FAMILISMO AMORALE" E SOCIETÀ. LA FAMIGLIA CHE UCCIDE : IL LATO OSCURO DELLA FAMIGLIA. Una nota di Chiara Saraceno - a cura di Federico La Sala

(...) l’enfasi un po’ asfissiante sulla famiglia come panacea universale rende più muti e ciechi quando le cose non vanno (...)
jeudi 12 août 2010
[...] questa cecità al lato oscuro della famiglia, alle piccole o grandi
violenze che si producono al suo interno non solo quando c’è trascuratezza o abbandono, ma quando
l’intimità diviene mancanza - o non riconoscimento - di confini tra le persone e il senso di
appartenenza diventa pretesa di possesso, lascia particolarmente indifese le vittime di violenze
famigliari. Per vergogna, indicibilità, speranza che le cose cambino, malinteso senso di pudore, esse
spesso faticano a denunciarle e (...)

En réponse à :

> "FAMILISMO AMORALE" E SOCIETA’. LA FAMIGLIA CHE UCCIDE ---- La famiglia italiana fa più vittime della mafia (di Luisa Betti)

mercredi 7 mars 2012

La famiglia italiana fa più vittime della mafia

di Luisa Betti (il manifesto, 7 marzo 2012)

Tante, troppe, le donne uccise « in quanto donne » in Italia. Una strage che si consuma per lo più dopo mesi di liti e violenze dentro le mura domestiche e che spesso vede protagonisti uomini che non accettano di essere lasciati. Le donne uccise da uomini sono sempre di più : 127 del 2010, 137 nel 2011 e sono già oltre 37 i femmicidi nei primi due mesi di quest’anno.

La Casa delle donne di Bologna, che ha coordinato la ricerca sul femmicidio nel « Rapporto ombra » sulla condizione delle donne italiane elaborato dalla piattaforma italiana « Lavori in Corsa : 30 anni CEDAW » presentato lo scorso luglio alle Nazioni Unite di New York, dimostra che il femmicidio è aumentato. Nello studio si mette in rilievo come « in Italia a partire dall’inizio degli anni ’90 il numero di omicidi in generale è fortemente diminuito mentre il numero di omicidi delle donne è raddoppiato ».

I dati della ricerca sono stati presi dai casi riportati solo sulla stampa, perché in Italia, a differenza di Francia e Spagna, non è stato ancora istituito un osservatorio speciale per il femmicidio e non esistono dati pubblici ufficiali « differenziati » forniti dal ministero degli Interni. I numeri comunque parlano chiaro : nel nostro paese, nel 1992, gli omicidi di donne rappresentavano il 15,3% degli omicidi totali, mentre nel 2006 rappresentavano il 26,6 %. Negli ultimi tre anni, dal 2006 al 2009, le vittime di femmicidio in Italia sono state 439.

Contrariamente al senso comune, solo una minima parte di casi (15%) è avvenuta per mano di sconosciuti. Più della metà delle vittime (il 54%) è stato ucciso nell’ambito di una relazione sentimentale : il 36% dal marito e il 18% dall’amante, dal partner o dal convivente, nel 20% dei casi da un parente e solo nel 4% da un semplice conoscente.

Quasi sempre la violenza si protrae nel tempo : su dieci uccisioni di donne, tre quarti sono precedute da maltrattamenti e abusi fisici o psicologici, il che dimostra un legame, nella violenza familiare, che può sfociare in un omicidio, tra il sentimento di « orgoglio ferito, di gelosia, di rabbia, di volontà di vendetta e punizione nei confronti della donna », e la trasgressione di un modello comportamentale, un concetto che coinvolge stereotipi culturali legati a una cultura patriarcale.

Quando Rashida Manjoo, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza di genere (che a gennaio di quest’anno ha visitato l’Italia), ha spiegato la nostra situazione, ha parlato esplicitamente della violenza domestica come della « forma di violenza più pervasiva che continua a colpire le donne italiane », cioè la più diffusa e la più capillare, presente tra il 70 e l’87% dei casi.

Barbara Spinelli, avvocata del gruppo delle Giuriste democratiche esperta di femmicidio, fa notare come « la famiglia italiana uccide più della mafia, più della criminalità organizzata straniera e di quella comune », che « il posto più insicuro per la donna è la propria casa ».

Ma il femmicidio, che cos’è, chi lo compie ? Quasi sempre si tratta di uomini insospettabili, uomini « per bene » che a un certo punto decidono di uccidere chi amano. Maria Monteleone, procuratrice aggiunta nel pool antiviolenza di Roma, dice chiaramente che nel « 90-95% dei casi è sempre l’uomo a commettere maltrattamenti, abusi e violenze » : « Io non credo che si uccida per gelosia - spiega Monteleone - per me la gelosia è un pretesto, un alibi di cui non si deve tenere conto. Una persona, che di natura non è violenta, difficilmente arriva a eliminare fisicamente l’ex coniuge o il partner ».

Una parte importante la fanno anche i mass media. Citando ancora il « Rapporto ombra » : « I media spesso presentano gli autori di femmicidio come vittime di raptus e follia omicida, ingenerando nell’opinione pubblica la falsa idea che i femmicidi vengano perlopiù commessi da persone portatrici di disagi psicologici o preda di attacchi di aggressività improvvisa. Al contrario, negli ultimi 5 anni meno del 10% di femmicidi è stato commesso a causa di patologie psichiatriche o altre forme di malattie riconosciute e meno del 10% dei femmicidi è stato commesso per liti legate a problemi economici o lavorativi ». Anna Cappilli, 81 anni, è stata trovata morta ieri - 6 marzo 2012 - nella sua abitazione a Torino, soffocata con un fazzoletto in bocca. Un uomo di 45 anni, vicino di casa della signora, è stato fermato dai carabinieri per l’omicidio. È l’ultima, in ordine cronologico, delle 37 donne uccise da uomini in Italia dall’inizio dell’anno, così come riportati dalla cronaca nera. In molti casi le indagini sono ancora aperte e non ci sono ancora state condanne definitive.


Ce forum est modéré à priori : votre contribution n'apparaîtra qu'après avoir été validée par un administrateur du site.

Titre :

Texte de votre message :
(Pour créer des paragraphes, laissez simplement des lignes vides.)

Lien hypertexte (optionnel)
(Si votre message se réfère à un article publié sur le Web, ou à une page fournissant plus d'informations, veuillez indiquer ci-après le titre de la page et son adresse URL.)
Titre :

URL :

Qui êtes-vous ? (optionnel)
Votre nom (ou pseudonyme) :

Votre adresse email :