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Riflessioni

Cosmo de La fuente su Pacs, affido, matrimoni, bigenitorialitÓ - il testo Ŕ di Cosmo de La Fuente

mercoledì 22 marzo 2006 di Emiliano Morrone
Nasce l’era dei Pacs, delle unioni omosessuali e della sottomissione ai “nuovi” diritti degli extracomunitari in Italia. Ma noi, che ancora crediamo nel diritto di famiglia e nel matrimonio tra uomo e donna, continuiamo a preoccuparci del fatto che i nostri figli possano effettivamente godere di entrambi i genitori anche dopo la separazione.
Dopo anni di atroci sofferenze e penalizzazioni per uno dei coniugi, Ŕ vero che la legge sull’affido condiviso Ŕ passata, Ŕ altrettanto (...)

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domenica 26 marzo 2006

SAPER AMARE IL PADRE E LA MADRE: RESTITUIRE LA PATERNITA’ A GIUSEPPE!!! Al di lÓ del fondamentalismo femminista e al di lÓ del fondamentalismo maschilista!

di Federico La Sala

Una risposta-lettera aperta all’ appello PER IL PADRE (di Claudio RisÚ, primo firmatario e autore del lavoro: IL PADRE - l’assenza inaccettabile, Edizioni San Paolo)

Comunicato stampa Un gruppo di docenti universitari, scienziati, giornalisti, professionisti, operatori dell’assistenza ai genitori separati e dei diversi gruppi del movimento degli uomini in Italia, chiede la modifica dell’atteggiamento verso il padre nella cultura corrente, e nelle norme di legge. A un primo appello programmatico, qui riportato, seguiranno adesioni e iniziative volte all’informazione, e al coinvolgimento della classe politica su questo tema. Fin da questo primo documento, inoltre, i firmatari pongono la necessitÓ di un maggior aiuto e riconoscimento al padre disposto ad assumersi ogni onere per il figlio concepito, che la madre sia intenzionata ad abortire.

Per il padre

La figura del padre Ŕ stata in Occidente separata dalle sue funzioni educative e sociali. I risultati, del tutto prevedibili secondo tutte le Scienze umane, sono evidenti: insicurezza e difficoltÓ di iniziativa nei figli; incapacitÓ di accettare il principio d’autoritÓ; solitudine e fatica nelle donne madri nel dover assolvere da sole il peso educativo; frustrazione nei maschi adulti, svalutati in quest’aspetto essenziale dell’identitÓ maschile. Una situazione fonte di danni gravissimi agli individui, alla vita di relazione e familiare, alla societÓ, alla nostra civiltÓ. Occorrono attenti interventi, che ridiano dignitÓ e responsabilitÓ alla figura paterna. Di grande significato affettivo, e simbolico, Ŕ la posizione del padre nei confronti del figlio procreato. La prassi oggi vigente, priva il padre di ogni responsabilitÓ nel processo riproduttivo. Una situazione paradossale, ingiusta dal punto di vista affettivo, infondata dal punto di vista biologico e antropologico, devastante sul piano simbolico. Per il bene dei figli, e della societÓ, Ú necessario che al padre sia consentito di assumere le responsabilitÓ che gli toccano in quanto coautore del processo riproduttivo. I casi di cronaca che presentano la disperazione dei padri, che vogliono, prendendosene ogni responsabilitÓ, il figlio che la madre ha deciso di abortire, sono solo la punta dell’iceberg del lutto dell’uomo-padre, espulso dal processo di riproduzione naturale di cui Ŕ promotore. E’ necessario avviare una riflessione collettiva che equipari realmente la dignitÓ della donna e dell’uomo nella procreazione, a garanzia della vita, della famiglia e della societÓ. L’interesse e la volontÓ della donna devono essere opportunamente tutelati, nel quadro della cura sociale di difesa della vita, e di promozione della famiglia, nucleo vitale della comunitÓ. I sottoscritti cittadini, e gruppi lanciano quindi un forte richiamo alle forze della politica, e della societÓ civile, perchÚ ripensino le norme, e rimuovano i pregiudizi che sottraggono, al di lÓ di ogni senso comune, il padre alla vita del figlio.

Claudio RisÚ, psicoanalista, UniversitÓ di Trieste Stefano Zecchi, UniversitÓ di Milano, Giuseppe Sermonti, professore Emerito di Genetica molecolare Claudio Bonvecchio, UniversitÓ dell’Insubria Giulio Maria Chiodi, UniversitÓ Federico II, Napoli Stefano Serafini, Pontificia UniversitÓ San Tommaso di Roma Giovanni Ventimiglia, FacoltÓ di Teologia di Lugano e UniversitÓ Cattolica di Milano Alberto Giovanni Biuso, UniversitÓ di Milano Cesare Galli, universitÓ di Parma Ivo Germano, UniversitÓ di Bologna Silvio Restelli, Ricercatore presso l’Istituto Regionale per la Ricerca Educativa, Lombardia Guido Milanese, FacoltÓ di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere, UniversitÓ Cattolica del Sacro Cuore Aldo Brandirali, Assessore Comune di Milano [..... seguono altre adesioni: cfr. http://www.claudio-rise.it/].


Caro dr. RisŔ.... condivido l’allarme e l’appello PER IL PADRE, ma - in tutta sinceritÓ - Le devo dire che la questione mi sembra appesantita da un’ottica non del tutto limpida (dal piano biologico al piano teologico). In breve: Freud o Jung? Sulla loro strada, meglio Elvio Fachinelli: .Al di lÓ della freccia ferma e della claustrofilia!!! Si tratta di andare avanti: questo Ŕ il tempo dell’aprire gli occhi e della mente estatica: si tratta di ristrutturare e riequilibrare tutto il campo e mettere, con tutti gli onori, GIUSEPPE accanto a MARIA! Siamo o non siamo CRISTIANI !!!!!!!????????? **************** SIAMO nel 2003 d. C.!!!: QUALE ’MODELLO’ DI RELAZIONE IN UNA MODERNA SOCIETA’ DEMOCRATICA? QUALE RAPPORTO TRA LE GENERAZIONI? CITTADINI SOVRANI E CITTADINE SOVRANE, FIGLI E FIGLIE DI ’MARIA’ E ’GIUSEPPE’, O DI ’GIOCASTA’ E ’LAIO’? O, PER CASO E ANCORA, FIGLI E FIGLIE DELLA LUPA (DI REA SILVIA E MARTE)? *********************** GIUSEPPE E’ TORNATO..... MA IN VATICANO NON LO SANNO. Vivono tutti ancora a Tebe, nella cittÓ del re Edipo! Con un’antropologia preistorica, la Chiesa Cattolica avanza sicura, verso il tremila prima di Cristo!: a GESU’ ha tolto e negato la paternitÓ di GIUSEPPE: "IL PADRE - l’assente inaccettabile", e tutti gli esponenti della Gerarchia della Chiesa Cattolica - dal primo (con il motto "Totus Tuus") all’ultimo - sono tutti diventati figli di "mammasantissima" ... e noi, uomini e donne, con loro!!! Fino a quando zoppicheremo con i due piedi?: questa Ŕ una domanda - giÓ di molti secoli prima di Cristo - del profeta Elia (1 Re: 18, 21), ma - come sa - rilanciata da Sigmund Freud, nel XX secolo dopo Cristo ????????!!!!!!!!!!! M. cordiali saluti Federico La Sala (www.ildialogo.org/filosofia, Martedý, 09 settembre 2003)


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