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PER L’ITALIA, PER LA SICILIA, E PER LA CHIESA. IN RICORDO DELL’"URLO" DI KAROL J. WOJTYLA AD AGRIGENTO ....

CHIESA E MAFIA. LA VISITA DI PAPA BENEDETTO XVI IN SICILIA. E la differenza tra il vescovo Romeo e il vescovo Romero. Una riflessione amara dei Teologi di una Chiesa di frontiera a Milano - a c. di Federico La Sala

Abbiamo letto l’appello dei bambini di una Scuola di Palermo al Papa affinchè parli contro la mafia. A tal proposito, vogliamo inviarvi una riflessione, ecclesiologica e teologica assai amara e disillusa... Vorremmo sbagliarci, lo speriamo ancora...
domenica 26 settembre 2010 di Federico La Sala
[...] La visita pastorale, per così dire, in Sicilia, sarà la solita passerella clericale, che ossequierà potenti politici e mafiosi di tutte le risme e dei vari rispettabili livelli... sarà l’esclusione stessa di Cristo e del suo messagggio, e lo escluderà nei fatti stessi proprio mentre dirà di volerlo a parole e solennemente proclamare...
niente di nuovo ormai più sotto il Sole, di questo pontificato...
Quanto all’Arcivescovo di Palermo, che insinua velenosamente sulle cene dei (...)

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> CHIESA E MAFIA. --- CALABRIA. "No ’ndrangheta", migliaia a Reggio Calabria. "In questa terra c’è bisogno di coraggio".Dopo l’ultimo attentato al procuratore Di Landro, una grande e colorata manifestazione contro la criminalità organizzata (di Giuseppe baldassarro).

sabato 25 settembre 2010

CALABRIA

-   "No ’ndrangheta", migliaia a Reggio
-  "In questa terra c’è bisogno di coraggio"
Dopo l’ultimo attentato al procuratore Di Landro, una grande e colorata manifestazione contro la criminalità organizzata. La più imponente mai organizzata nella regione. Molti rappresentanti dela società civile, sindaci, imprenditori e cittadini

-  di GIUSEPPE BALDESSARRO

REGGIO CALABRIA - Sono diverse decine di migliaia le persone che hanno partecipato questa mattina alla manifestazione "No ’ndrangheta", promossa a Reggio Calabria da "il Quotidiano" dopo l’ultimo attentato al procuratore generale della città dello Stretto, Salvatore Di Landro. Un’iniziativa partecipata, politicamente e culturalmente trasversale, aperta a diverse realtà che si sono messe assieme per un giorno per dire che esiste una Calabria diversa, che ha voglia di ribellarsi alla sopraffazione mafiosa. L’iniziativa numericamente più importante mai realizzata nella regione contro la criminalità organizzata in Calabria. Studenti, sindaci da ogni parte della regione, con i propri gonfaloni, molti parlamentari calabresi, del Consiglio e della Giunta della Regione Calabria, cittadini e poi i movimenti le associazioni antimafia e ambientaliste, le categorie produttive, gli imprenditori ed i commercianti. Tutti i sindacati regionali, con Cgil, Cisl e Uil impegnate sul piano organizzativo, nelle scuole e sui luoghi di lavoro.

Diversi gli striscioni contro la ’ndrangheta, assieme a cartelli, magliette colorate. Un corteo colorato da tanti palloncino colorati con la scritta "No ’ndrangheta", slogan della manifestazione. E ancora magliette bianche, con la stessa scritta, indossate da bambini e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado. Macchie di colore a testimonianza dello spirito anche gioioso e colmo di speranza che ha accomunato coloro che hanno partecipato al corteo. Ma non sono mancati anche richiami a quella che è la realtà attuale, fatta di bombe, intimidazioni e collusioni della ’ndrangheta con ambienti imprenditoriali e politici, come confermato da numerose inchieste. Su uno striscione, esposto al centro di Piazza Duomo, nel corso degli interventi conclusivi, c’era scritto: "la ’ndrangheta è viva e marcia insieme a noi... purtroppo". Il corteo, partito da Piazzale della Libertà intono alle 10, ha raggiunto all’una piazza Duomo.

Qui dal palco si sono susseguiti alcuni interventi di vittime della criminalità organizzata calabrese. Tra questi quello del procuratore generale Salvatore Di Landro. Nessun intervento di politici che hanno assistito dalla piazza. Neppure il direttore del Quotidiano, Matteo Cosenza, ha voluto parlare dal palco, preferendo lasciare quanto più spazio possibile alle testimonianze delle vittime e della società civile. "C’è un pezzo di Calabria - ha detto Cosenza a margine dell’inizitiva - che vuole crescere, che vuole riscattarsi, che vuole conquistare serenità, tranquillità e fiducia nel futuro. Una Calabria che ha bisogno di coraggio e forse da questa manifestazione riuscirà ad averlo".

* la Repubblica, 25 settembre 2010


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