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ESTETICA (E NON SOLO) E DEMOCRAZIA. PER LA CRITICA DELLA FACOLT└ DI GIUDIZIO E DELLA CREATIVIT└ DELL’ "UOMO SUPREMO" (KANT).

CREATIVIT└: KANT E LA CRITICA DELLA SOCIET└ DELL’UOMO A "UNA" DIMENSIONE. Una sollecitazione a svegliarsi dal sonno dogmatico. Una nota di Federico La Sala

(...) ╚ solo con Kant - scrive Hogrebe - che emerse veramente ci˛ che pu˛ essere definito un problema della costituzione; il problema cioŔ di fornire una serie di regole e di definirle come il quadro nell’ambito del quale sono in generale empiricamente possibili le operazioni cognitive (...)
domenica 16 giugno 2019
"UN UOMO PI┘ UNA DONNA HA PRODOTTO, PER SECOLI, UN UOMO"
LE DUE MET└ DEL CERVELLO. Il linguaggio del cambiamento
źSe una societÓ basata sul mito della produttivitÓ ha bisogno di uomini a metÓ - fedeli esecutori, diligenti riproduttori, docili strumenti senza volontÓ - vuol dire che Ŕ fatta male e che bisogna cambiarla╗ (Gianni Rodari, Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie, Einaudi, Torino 1973, p. 171). (...)

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> LA CRITICA DELLA SOCIET└ DELL’UOMO A "UNA" DIMENSIONE. -- "Dello spirito di famiglia" - il cap. XXVI "Dei delitti e delle pene" (di Cesare Beccaria).

sabato 30 marzo 2019

DELLO SPIRITO DI FAMIGLIA. Il cap. XXVI del "DEI DELITTI E DELLE PENE"

di Cesare Beccaria*

Queste funeste ed autorizzate ingiustizie furono approvate dagli uomini anche pi˙ illuminati, ed esercitate dalle repubbliche pi˙ libere, per aver considerato piuttosto la societÓ come un’unione di famiglie che come un’unione di uomini. Vi siano cento mila uomini, o sia ventimila famiglie, ciascuna delle quali Ŕ composta di cinque persone, compresovi il capo che la rappresenta: se l’associazione Ŕ fatta per le famiglie, vi saranno ventimila uomini e ottanta mila schiavi; se l’associazione Ŕ di uomini, vi saranno cento mila cittadini e nessuno schiavo.
-  Nel primo caso vi sarÓ una repubblica, e ventimila piccole monarchie che la compongono; nel secondo lo spirito repubblicano non solo spirerÓ nelle piazze e nelle adunanze della nazione, ma anche nelle domestiche mura, dove sta gran parte della felicitÓ o della miseria degli uomini. Nel primo caso, come le leggi ed i costumi sonol’effetto dei sentimenti abituali dei membri della repubblica, o sia dei capi della famiglia, lo spirito monarchico s’introdurrÓ a poco a poco nella repubblica medesima; ei di lui effetti saranno frenati soltanto dagl’interessi opposti di ciascuno, ma non giÓ da un sentimento spirante libertÓ ed uguaglianza.
-  Lo spirito di famiglia Ŕ uno spirito di dettaglio e limitato a’ piccoli fatti. Lo spirito regolatore delle repubbliche, padrone dei principii generali, vede i fatti e gli condensa nelle classi principali ed importanti al bene della maggior parte. Nella repubblica di famiglie i figli rimangono nella potestÓ del capo, finchÚ vive, e sono costretti ad aspettare dalla di lui morte una esistenza dipendente dalle sole leggi. Avezzi a piegare e da temere nell’etÓ pi˙ verde e vigorosa, quando i sentimenti son meno modificati da quel timore di esperienza che chiamasi moderazione, come resisteranno essi agli ostacoli che il vizio sempre oppone alla virt˙ nella lan-guida e cadente etÓ, in cui anche la disperazione di vederne i frutti si oppone ai vigorosi cambiamenti?
-  Quando la repubblica Ŕ di uomini, la famiglia non Ŕ una subordinazione di comando, ma di contratto, e i figli, quando l’etÓ gli trae dalla dipendenza di natura, cheŔ quella della debolezza e del bisogno di educazione e didifesa, diventano liberi membri della cittÓ, e si assoggettano al capo di famiglia, per parteciparne i vantaggi, come gli uomini liberi nella grande societÓ.
-  Nel primo caso i figli, cioŔ la pi˙ gran parte e la pi˙ utile della nazione, sono alla discrezione dei padri, nel secondo non sussiste altro legame comandato che quel sacro ed inviolabile di somministrarci reciprocamente i necessari soccorsi, e quello della gratitudine per i benefici ricevuti, il quale non Ŕ tanto distrutto dalla malizia del cuore umano,quanto da una mal intesa soggezione voluta dalle leggi. Tali contradizioni fralle leggi di famiglia e le fondamentali della repubblica sono una feconda sorgente di altre contradizioni fralla morale domestica e la pubblica, e per˛ fanno nascere un perpetuo conflitto nell’animo di ciascun uomo.
-  La prima inspira soggezione e timore, la seconda coraggio e libertÓ; quella insegna a ristringere la beneficenza ad un piccol numero di persone senza spontanea scelta, questa a stenderla ad ogni classe di uomini; quella comanda un continuo sacrificio di se stesso a un idolo vano, che si chiama bene di famiglia, che spesse volte non Ŕ il bene d’alcuno che la compone; questa insegna di servire ai propri vantaggi senza offendere le leggi, o eccita ad immolarsi alla patria col premio del fanatismo, che previene l’azione. Tali contrasti fanno chegli uomini si sdegnino a seguire la virt˙ che trovano inviluppata e confusa, e in quella lontananza che nasce dall’oscuritÓ degli oggetti sÝ fisici che morali. Quante volte un uomo, rivolgendosi alle sue azioni passate, resta attonito di trovarsi malonesto!
-  A misura che la societÓ si moltiplica, ciascun membro diviene pi˙ piccola parte del tutto, e il sentimento repubblicano si sminuisce proporzionalmente, se cura non Ŕ delle leggi di rinforzarlo. Le societÓ hanno come i corpi umani i loro limiti circonscritti, al di lÓ de’ quali crescendo, l’economia ne Ŕ necessariamente disturbata. Sembra che la massa di uno stato debba essere in ragione inversa della sensibilitÓ di chi lo compone, altrimenti, crescendo l’una e l’altra, le buone leggi troverebbono nel prevenire i delitti un ostacolo nel bene medesimo che hanno prodotto.
-  Una repubblica troppo vasta non si salva dal dispotismo che col sottodividersi e unirsi in tante repubbliche federative. Ma come ottener questo? Da un dittatore dispotico che abbia il coraggio di Silla, e tanto genio d’edificare quant’egli n’ebbe per distruggere. Un tal uomo, se sarÓ ambizioso, la gloria di tutt’i secoli lo aspetta, se sarÓ filosofo, le benedizioni de’ suoi cittadini lo consoleranno della perdita dell’autoritÓ, quando pure non divenisse indifferente alla loro ingratitudine. A misura che i sentimenti che ci uniscono alla nazione s’indeboliscono, si rinforzano i sentimenti per gli oggetti che ci circondano,e per˛ sotto il dispotismo pi˙ forte le amicizie sono pi˙ durevoli, e le virt˙ sempre mediocri di famiglia sono le pi˙ comuni o piuttosto le sole. Da ci˛ pu˛ ciascuno vedere quanto fossero limitate le viste della pi˙ parte dei legislatori.

* Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, Letteratura italiana Einaudi.


Sul tema, nel sito, si cfr.:

DONNE, UOMINI E VIOLENZA: "Parliamo di FEMMINICIDIO". Dalla democrazia della "volontÓ generale" alla democrazia della "volontÓ di genere". L’importanza della lezione dei "PROMESSI SPOSI", oggi.

CREATIVIT└: KANT E LA CRITICA DELLA SOCIET└ DELL’UOMO A "UNA" DIMENSIONE. Una sollecitazione a svegliarsi dal sonno dogmatico.

Federico La Sala


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