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LEGGE DI STABILITA’. AL GOVERNO DELLA CHIESA UN PAPA CHE PREDICA CHE GESU’ E’ IL FIGLIO DEL DIO "MAMMONA" ("Deus caritas est") E AL GOVERNO DELL’ **ITALIA** UN PRESIDENTE DI UN PARTITO (che si camuffa da "Presidente della Repubblica") e canta "Forza Italia", con il suo "Popolo della libertà" (1994-2010).

LE SCUOLE CATTOLICHE E "LA DIZIONE CORRETTA", SECONDO IL MAGISTERO DEL "LATINORUM" VATICANO. Una nota di Gianmaria Pica - a cura di Federico La Sala

Il vero tesoro delle scuole cattoliche. Oltre 250 milioni trovati in finanziaria c’è un fiume di denaro che arriva da Comuni e Regioni
dimanche 14 novembre 2010 par Federico La Sala
[...] La legge 62 del 10 marzo 2000 recita che le scuole paritarie “svolgono servizio pubblico”, cioè quello che dovrebbero fare le scuole statali. E dov’è la differenza tra statali e paritarie ? Nei soldi. La scuola paritaria, rispetto a quella statale, è a pagamento, cioè può decidere di aumentare quanto vuole la retta d’iscrizione. A questa facoltà si aggiunge anche il contributo pubblico. Ma non è tutto [...]
IL SOGNO "INFANTILE", DEVASTANTE E GOLPISTA, DI "FORZA ITALIA" E (...)

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> LE SCUOLE CATTOLICHE E "LA DIZIONE CORRETTA", SECONDO IL MAGISTERO DEL "LATINORUM" VATICANO. --- La scuola come dio vuole (di Luca Kocci)

dimanche 5 mai 2013

La scuola come dio vuole

di Luca Kocci (il manifesto, 4 maggio 2013)

Il programma per la scuola che il cardinal Bagnasco consegna al governo Letta-Alfano appena insediato si articola in un unico punto : più soldi alle scuole cattoliche. Con buona pace della Costituzione che, è vero, stabilisce che i soggetti privati possano aprire delle scuole a condizione che non vi siano « oneri per lo Stato » ; ma in realtà, sostiene il presidente della Conferenza episcopale italiana nella sua interpretazione revisionista dell’articolo 33 della Carta, i padri costituenti non volevano intendere che lo Stato non dovesse finanziarie le scuole private. Quindi, conclude Bagnasco, è « pretestuoso » invocare la Costituzione per difendere la scuola statale e criticare il sostegno economico a quella paritaria. Come sta facendo, per esempio, il Comitato bolognese “Articolo 33”, che ha promosso un referendum consultivo - si voterà il prossimo 26 maggio - per bloccare i finanziamenti del Comune di Bologna alle scuole dell’infanzia paritarie private e destinarli interamente a quelle comunali e statali.

Sembrava aver cominciato bene il suo intervento di ieri, Bagnasco, al convegno “La Chiesa per la scuola”, promosso dalla Cei e in corso fino a questa mattina all’Hotel Ergife di Roma, a due passi dalla sede centrale dei vescovi italiani. « Una società che non investa energie economiche e umane nella scuola, nella formazione e nell’innovazione, finisce per subordinare l’uomo al lavoro e al denaro, come appare in modo drammatico nella finanziarizzazione dell’economia e nella conseguente subordinazione del lavoro alla finanza », aveva detto il presidente della Cei, lamentando anche « l’insufficiente sostegno delle istituzioni, come mostrano non da ultimo i tagli al personale e ai fondi stanziati per le attività e la strumentazione. Da qui il disagio vissuto da tanta parte degli insegnanti, spesso scoraggiati e disillusi perché scarsamente valorizzati e non pienamente riconosciuti nel loro importante e delicato compito formativo ».

Poi però è risultato chiaro a chi e a cosa si riferiva : alla scuola « paritaria » cattolica, penalizzata, secondo Bagnasco, dalle scarse risorse che lo Stato le destinerebbe, in spregio del « principio di sussidiarietà ». La Costituzione « riconosce alla famiglia il dovere e il diritto di educare e istruire i figli secondo una linea educativa liberamente scelta », sostiene il presidente della Cei. « Si tratta di una grave manipolazione perché questa affermazione non è affatto contenuta nella Costituzione », rileva Antonia Sani, coordinatrice dell’associazione “Per la scuola della Repubblica”.

Da qui discenderebbe il diritto per i genitori di mandare i propri figli nelle scuole cattoliche, mantenute dallo Stato. La stampella normativa - e su questo punto è difficile dar torto a Bagnasco - è la legge 62 del 2000, fortemente voluta dall’allora ministro della Pubblica istruzione Luigi Berlinguer, la quale stabilì che « il sistema nazionale di istruzione è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali ». Nonostante queste disposizioni, protesta Bagnasco, « permangono svariate difficoltà applicative della legge » per quanto riguarda « l’incertezza della disponibilità finanziaria » e « la lentezza nell’erogazione dei fondi ». La parità, chiede il cardinale, « deve divenire effettiva ». Quindi lo Stato deve allentare i cordoni della borsa. Del resto Bagnasco parla ad un governo amico, zeppo di cultori della sussidiarietà - dai ciellini Lupi e Mauro allo stesso Letta -, per incoraggiarlo ad essere più generoso del precedente, che pure nella legge di stabilità riuscì a trovare 223 milioni di euro per le scuole paritarie, tagliandone contestualmente 700 milioni alla statale.

« Senza oneri per lo Stato è l’unico punto fermo della Costituzione, sagacemente previsto dai nostri padri costituenti, che va ribadito », spiega Antonia Sani. « Se fosse integralmente rispettato, e non calpestato dalle convenzioni e dalla legge istitutiva delle scuole private paritarie, si potrebbe rispondere alle esigenze di tutti quei cittadini che oggi si vedono costretti a frequentare scuole private, spesso a indirizzo religioso, a causa dell’insufficienza e dell’inadeguatezza di tanti edifici pubblici ».


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