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LEGGE DI STABILITA’. AL GOVERNO DELLA CHIESA UN PAPA CHE PREDICA CHE GESU’ E’ IL FIGLIO DEL DIO "MAMMONA" ("Deus caritas est") E AL GOVERNO DELL’ **ITALIA** UN PRESIDENTE DI UN PARTITO (che si camuffa da "Presidente della Repubblica") e canta "Forza Italia", con il suo "Popolo della libertà" (1994-2010).

LE SCUOLE CATTOLICHE E "LA DIZIONE CORRETTA", SECONDO IL MAGISTERO DEL "LATINORUM" VATICANO. Una nota di Gianmaria Pica - a cura di Federico La Sala

Il vero tesoro delle scuole cattoliche. Oltre 250 milioni trovati in finanziaria c’è un fiume di denaro che arriva da Comuni e Regioni
dimanche 14 novembre 2010 par Federico La Sala
[...] La legge 62 del 10 marzo 2000 recita che le scuole paritarie “svolgono servizio pubblico”, cioè quello che dovrebbero fare le scuole statali. E dov’è la differenza tra statali e paritarie ? Nei soldi. La scuola paritaria, rispetto a quella statale, è a pagamento, cioè può decidere di aumentare quanto vuole la retta d’iscrizione. A questa facoltà si aggiunge anche il contributo pubblico. Ma non è tutto [...]
IL SOGNO "INFANTILE", DEVASTANTE E GOLPISTA, DI "FORZA ITALIA" E (...)

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> Le scuole cattoliche all’offensiva anti-Imu. Il giorno dopo la gran decisione del governo Monti di far pagare l’Imu anche alla Chiesa con un emendamento ad hoc al decreto-liberlizzazioni, è già controffensiva su tutti i fronti : politico, mediatico, giuridico.

dimanche 26 février 2012


-  FISCO RIFORME E POLEMICHE

-  Le scuole cattoliche all’offensiva anti-Imu

-  E Bertone sottolinea il ruolo della Chiesa per il welfare italiano

-  di FRANCESCO GRIGNETTI (La Stampa, 26/02/2012)

ROMA Il giorno dopo la gran decisione del governo Monti di far pagare l’Imu anche alla Chiesa con un emendamento ad hoc al decreto-liberlizzazioni, è già controffensiva su tutti i fronti : politico, mediatico, giuridico. In Campidoglio c’è il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, che presiede un convegno sul « welfare cattolico » che sembra fatto apposta. Sono presenti tutte le congregazioni religiose, ovvero i terminali da cui dipendono scuole, cliniche, alberghi, case di riposo, ostelli. Si sciorinano dati : sono 14.246 i servizi sanitari, sociosanitari e socioassistenziali direttamente o indirettamente collegati con la Chiesa, i quali « contribuiscono alla costruzione del welfare ». Sono oltre 420 mila tra laici e religiosi, i dipendenti e i volontari impiegati. Ricorda quindi a buon diritto, Bertone, quanto il welfare cattolico lavori « per la promozione e il riconoscimento della dignità di ogni uomo ». E pur senza citare la questione delle tasse, il cardinale rivendica un ruolo storico per l’Italia : « Una presenza capillare di opere benefiche e caritative ha contribuito in modo significativo alla maturazione nella società di una nuova sensibilità rispetto all’adozione di politiche assistenziali ».

Il sottinteso del discorso del cardinal Bertone è evidente : se la sente il governo di fare a meno di questo apparato cattolico che comunque esiste e supporta il welfare pubblico ? Soltanto in risparmi sulle scuole si calcola che lo Stato risparmi 5 miliardi di euro. Giunge a questo proposito un sonoro messaggio dal Quirinale che non manca di sottolineare quanto il mondo cattolico abbia concorso « allo sviluppo economico-sociale del Paese ed alla maturazione di valori, quali quelli della mutualità, della solidarietà e della convivenza pacifica, che trovano oggi consacrazione nella nostra Carta costituzionale ».

In Parlamento, intanto, si fa sentire l’area cattolica. Da Maurizio Gasparri (« Sarebbe errato penalizzare chi si occupa di poveri o di educazione ») a Pier Ferdinando Casini (« Decisione ineccepibile. Diverso è il caso egli enti assistenziali e delle scuole ») a Gianni Alemanno (« Non può e non deve essere un attacco agli istituti religiosi, perché senza di loro saremmo molto più deboli e più poveri »), a Paola Binetti (« Tassiamo senza chiederci se è possibile fare di tutta un’erba un fascio, senza chiederci quanto effettivo è il risparmio che la scuola paritaria consente di far fare allo Stato »), al democratico Giorgio Merlo (« C’è solo da augurarsi che non riparta la solita, noiosa litania anticlericale »). E intanto il senatore Salvatore Piscitelli (Coesione Nazionale) propone di cancellare l’emendamento o almeno posporlo al 2016.

Fissato il principio, la battaglia ora si sposta sull’interpretazione delle norme. Entro due mesi l’Agenzia delle Entrate dovrà stabilire se, come e quanto le scuole private cattoliche debbano pagare l’Ici. Così le case di cura o di riposo. « L’emendamento è chiaro e risolutivo - commenta il senatore Stefano Ceccanti, Pd - nel determinare il regime fiscale esclusivamente sulla base delle modalità dell’attività e non sulla natura dell’ente ». « Sulla delicata questione scolastica, andranno commisurati i contributi richiesti agli utenti con il costo effettivo del servizio per valutare se si tratti di attività commerciale o meno ».

Caso per caso sarà da verificare se un’attività sia effettivamente no-profit. E però don Alberto Lorenzelli, presidente della Conferenza Italiana dei Superiori Maggiori, è in grande apprensione : « Così rischiamo la chiusura perché solitamente le nostre scuole si trovano in complessi molto grandi e il contributo sarebbe proporzionale alla loro misura. Mi auguro che l’Imu riguardi solo gli spazi in cui ci sono vere realtà commerciali ».


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