Poster un message

En réponse à :
LA PAROLA, LA GIUSTIZIA E LA CARITA’, CONTRO LA VIOLENZA E LA MENZOGNA. ORA E SEMPRE RERSITENZA ...

QUESTA LOTTA VI RIGUARDA : LA LEZIONE DI ALBERT CAMUS. Corrispondenze per ’Combat’ 1944-1947. Una nota di Francesco Tomatis - a c. di Federico La Sala

(...) confessa Tarrou ne La peste , « ho capito come tutte le disgrazie degli uomini derivino dal non tenere un linguaggio chiaro » : al­lora « basta dire la verità perché la menzogna stessa si sgonfi ».
vendredi 24 décembre 2010
[...] « Attraverso i cinque conti­nenti, negli anni a veni­re, verrà ingaggiata una lotta senza quartiere tra la violenza e la parola. È vero che le possibilità di vittoria della prima sono mille volte superiori a quelle della seconda. Ma ho sempre pensato che se chi spera nella condizione umana è un pazzo, chi dispera degli eventi è un vile. E or­mai l’unico motivo d’onore sarà ingaggiare quella formidabile scom­messa che deciderà una buona volta se le parole sono più forti delle (...)

En réponse à :

> QUESTA LOTTA VI RIGUARDA : LA LEZIONE DI ALBERT CAMUS. --- Ha riflettuto sulla condizione umana nei momenti più bui del ’900 : i totalitarismi, la guerra, i sussulti finali del colonialismo (di Domenco Quirico - Camus, straniero per sempre. Cent’anni fa nasceva l’autore della Peste)

vendredi 22 février 2013

-  Camus, straniero per sempre. Cent’anni fa nasceva l’autore della Peste
-  Ha riflettuto sulla condizione umana nei momenti più bui del ’900 : i totalitarismi, la guerra, i sussulti finali del colonialismo
-  Il suo antidogmatismo lo portò a essere considerato un « nemico » da Sartre & C.
-  Il tentativo di farne un monumento da parte della destra è fallito

-  di Domenico Quirico (La Stampa, 22.02.2013)

      • Lo scrittore nacque a Mondovi in Algeria il 7 novembre del 1913. Morì in un incidente d’auto il 4 gennaio del 1960. Nel 1957 vinse il Nobel per la Letteratura

Assomigliava davvero a Humphrey Bogart, con il colletto del cappotto alzato, la sigaretta eternamente in bocca, lo sguardo grave e un mezzo sorriso alle labbra : avresti giurato di averlo già incontrato, sì, in qualche film in bianco e nero degli Anni 50, a fianco di Jeanne Moreau colla stanchezza dell’anima negli occhi. Ha fatto impersonare Caligola da Gérard Philippe, e mandato in scena Maria Casarés abbigliata da pasionaria del terrorismo rivoluzionario, ha fatto gridare al miracolo con Lo straniero, e afferrato la gloria con La peste. Eppure non era questo che voleva : « La volgarità delle intelligenze, le vigliaccherie compiacenti », il marchio di fabbrica della Parigi letteraria, gli davano « la nausea ». Appunto.

Camus. Questo frutto spinoso nato cento anni fa nella terra arida, stenta, dura d’Algeria (« il piccolo erg - la povertà estrema ed asciutta le tende nere dei nomadi, sulla terra secca e dura - ed io - che non posseggo nulla e non potrò mai possedere nulla, simile a loro... ») nella Parigi del dopoguerra era il maschio avvolto di femmine e di successo : « Leccare la vita come zucchero d’orzo... ». Sartre e la sua banda potevano ben pispolare la notte nelle cantine di Saint-Germain e imporre, di giorno, la polizia del loro pensiero unico allo sberrettante quartier generale del café Flore ; neppure loro avevano potuto impedire a Camus di imporsi come un maestro.

E oggi ? Già, già : Camus è « universale », tradotto e letto ovunque, persino Bush una volta lo ha citato. Ecco : è comodo, alla mano : pigiati dentro un solo Grande da Plèiade il sentimento tragico della vita, la necessità di forgiare la propria morale, la mistica del Mediterraneo e dell’Oriente, rivolta e accettazione, rovescio e diritto. Il giovane uomo nietzscheano che attraverso l’assurdo e la rivolta (merce sempre di buona domanda anche nei cataloghi editoriali) si arrampica fino a una filosofia della misura, apparentata alla antica nemesi greca. Scrittore perfetto per i garbi dei dettati, filosofo da liceali che non vogliono correre rischi al Bac, filosofo discount, moralista della Croce rossa. E ancora : nell’intimo democratico molle, sentimentale, perfino uno sgonnellatore di femmine. Nell’omaggio apparentemente universale quante spine acute, in Francia, mezzo secolo dopo quel 4 gennaio 1960 in cui morì in un incidente d’auto, da folgorante James Dean della letteratura.

Bisogna sveltamente aspirare l’ossigeno della saggezza di Finkielkraut per non dubitare : « Camus è consacrato da un’epoca che gli volta le spalle, il nostro tempo non ama che se stesso ed è se stesso che celebra quando crede di commemorare i grandi uomini ». Meno male ! C’è un antidoto a questa melassa che gli hanno steso sopra. Chi considera un merito non attirare rischi di attizzare l’ira e lo scandalo : su pena di morte, colonizzazione (lo accusarono essere traditore e colonialista, contemporaneamente !) stalinismo, Camus, sempre inclassificabile in famiglie ghenghe e parrocchie, un uomo in rivolta, eroismo che piace, ma anche ferito, umile, il che piace ancor di più perché innesca la compassione.

Prendiamo, ad esempio, l ’a n t i c o l o n i a l i s m o : il suo umanesimo stende un velo consensuale perfino sulla guerra di Algeria, un pied-noir che diventa figura di conciliazione, utilissimo. In quei deserti, dall’altra parte del mare, che nella sua penna si animava di colline odorose fiorite di tamerici e di assenzio, con le antiche colonne in rovina « colore dei pini », oggi infuriano profeti ben più spietati e letali che i nazionalisti di Ben Bella. Sì, gli anniversari sono sempre un guaio con Camus. Quest’anno una mostra a Aix, sotto il bel sole di Provenza che tanto amava, è già avvolta di polemiche tignose, dimissioni, licenziamenti.

Nell’anniversario, tre anni fa, della morte fu Sarkozy, allora presidente, nel suo furore di assimilare epoche storie e grandi a suo uso e consumo, che cercò, con gran fracasso, di panteonizzarlo, sì, di tumularlo in questo santuario laico, labirinto oscuro e umido, da sempre teatro di inquietanti vai e vieni cimiteriali. Dove la Francia si dà battaglia, e si ricompone talvolta, a colpi di ossa cadaveri e tombe. Mossa forse definitiva per farne un edulcorato pascolo per citazioni, di marmorizzarlo : ah ! il gusto insaziato e insaziabile della Francia per i funerali degli illustrissimi presi, in se stessi, come opere d’arte, da Napoleone a Hugo. Manovra fallita per il provvidenziale no di un figlio del marmorizzabile.

E anche allora, nel fiume dei turiferari da anniversario gocciolarono rivoli di sodo veleno. A instillarlo è l’eterna Algeria, circonlocuzione complessa (dopo mezzo secolo !) di una Storia poco condivisa ; e i rancori gauchistes, dei salottini apparecchiati per l’anatema. Non hanno ancora perdonato, allo scrittore, il rifiuto « di mettere tra la vita e l’uomo un volume del Capitale ». Che eresia !

E se Camus fosse lì, appunto per ricordarci, instancabilmente e fastidiosamente, che più gli uomini cedono ai dogmatismi e più diventa loto necessario il distacco, il disinteresse di qualcuno ? È ammirevole che abbia riflettuto sull’uomo e sulla sua condizione nei momenti più bui del secolo : i totalitarismi, la guerra, i sanguinosi sussulti finali del colonialismo.

In fondo, come accadde a Montaigne, nelle guerre di religione. L’orrore e il sangue lo fortificavano nella sua missione di osservatore e di testimone. Era uno dei pochi attenti, in una Francia in preda al dubbio e alla follia. Senza pretendere niente altro che rappresentare e descrivere è proprio lui che ci forma, proponendoci una immagine esatta di noi. Anche grazie a lui siamo passati attraverso le maglie della rete che in tutte le epoche gettano su di noi i Piani, i Sistemi, le Rivoluzioni. A questi cacciatori pericolosi l’uomo qual è, l’uomo dello Straniero, l’uomo di Camus resterà sempre sconosciuto e straniero. « Ogni sforzo umano - disse - è relativo, noi crediamo appunto alle rivoluzioni relative ». E può bastare questo per dar colore a un anniversario.


Ce forum est modéré à priori : votre contribution n'apparaîtra qu'après avoir été validée par un administrateur du site.

Titre :

Texte de votre message :
(Pour créer des paragraphes, laissez simplement des lignes vides.)

Lien hypertexte (optionnel)
(Si votre message se réfère à un article publié sur le Web, ou à une page fournissant plus d'informations, veuillez indiquer ci-après le titre de la page et son adresse URL.)
Titre :

URL :

Qui êtes-vous ? (optionnel)
Votre nom (ou pseudonyme) :

Votre adresse email :