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CEI. CHIESA, STATO E QUESTIONE MORALE - E L’ETICA DEL VERO CRISTIANO.

I VESCOVI E LA RAPPRESENTAZIONE FALSA DELLA REALTA’. Il cardinale Bagnasco ha aperto il Consiglio Cei : "L’Italia è sgomenta". Una nota, con (a seguire) un chiarimento di Mons. Raffaele Nogaro - a cura di Federico La Sala

"La Chiesa non reca salvezza se rimane collegata agli interessi di classe, di razza e di Stato. Non porta salvezza se è complice dell’ingiustizia e della violenza istituzionali. La Chiesa non può rimanere in rapporto con i poteri oppressivi, col rischio di diventare egoista e indifferente, priva di amore e vergognosamente timorosa" (R. Nogaro)
mercredi 26 janvier 2011 par Federico La Sala
[...] Lo scotto da pagare ricade soprattutto sui giovani. Perchè se prevale « una rappresentazione fasulla dell’esistenza, volta a perseguire un successo basato sull’artificiosità, la scalata furba, il guadagno facile, l’ostentazione e il mercimonio di sè », sono loro le prime vittime. E vantaggi, in realtà, non ce n’è per nessuno, perchè « dalla situazione presente, comunque si chiariranno le cose nessuno ricaverà realmente motivo per rallegrarsi, nè per ritenersi vincitore » [...]
[...] (...)

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> I VESCOVI E LA RAPPRESENTAZIONE FALSA DELLA REALTA’. ---- Cattolici, l’appello di Bagnasco : “Più impegno in politica”. L’operoso Ferragosto del centro per Monti.

samedi 11 août 2012

Cattolici, l’appello di Bagnasco : “Più impegno in politica”

di Orazio La Rocca (la Repubblica, 11 agosto 2012)

In politica e nella vita pubblica « i cattolici siano sempre più numerosi e ben formati, come da tempo esortano Benedetto XVI e i vescovi italiani ». Nuovo forte richiamo del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova, a favore della presenza cattolica nella vita politica del Paese.

L’appello - lanciato ieri per la festa di San Lorenzo - arriva dopo una serie di analoghi interventi fatti da Bagnasco negli ultimi mesi in occasione delle assemblee vescovili e dei consigli Cei. Appelli e prolusioni che hanno quasi disegnato l’identikit del politico cattolico doc. E vale a dire, una figura « moralmente ineccepibile », fedele al Vangelo, aperta al dialogo, sempre attenta al « bene comune », ma mai disposta a « mercanteggiare » sui valori cristiani. Valori comunemente definiti dalle gerarchie cattoliche « non negoziabili » come la difesa della vita dal concepimento fino alla fine naturale, la promozione della famiglia basata sul matrimonio tra un uomo e una donna, libertà di insegnamento.

Punti rilanciati nell’omelia di ieri pubblicata - significativamente - quasi per intero dall’Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede diretto da Giovanni Maria Vian, con un titolo altrettanto significativo, « Controcorrente per fedeltà al Vangelo ». La presenza dei cattolici in politica, puntualizza tra l’altro il cardinale Bagnasco, « non è codificata in formule specifiche, fatta salva la consapevolezza che sui principi di fondo non si può mercanteggiare, che i valori non sono tutti uguali, ma esiste una interna gerarchia e connessione ; che l’etica della vita e della famiglia non sono la conseguenza, ma il fondamento della giustizia e della solidarietà sociale ».

E come “modelli”, il porporato indica « i grandi statisti cattolici che hanno portato la propria indiscutibile statura umana e cristiana che il Paese, l’Europa e gli scenari internazionali esigevano, allora come oggi ». « L’appello del cardinale va raccolto sino in fondo e con coerenza », ha commentato Giorgio Merlo, deputato del Partito democratico e vice presidente della Commissione di vigilanza della Rai, secondo il quale « l’impegno politico dei cattolici, ovviamente laico pluralistico, non deve essere marginale e può avere un ruolo determinante anche in vista della prossima campagna elettorale ».

Apprezzamenti anche dall’ex ministro Maurizio Sacconi del Pdl : « Ha richiamato i cristiani all’impegno pubblico ricordando che l’etica della vita e della famiglia sono il presupposto di ogni politica per il bene comune ». Per Paola Binetti, deputata Udc, è un intervento che « va accolto integralmente, specialmente sulla difesa della valori, della promozione umana e della famiglia ».


L’operoso Ferragosto del centro per Monti

di Francesco Lo Sardo (Europa, 10 agosto 2012)

La geometrica perfezione dell’incrocio di date attorno alla “Cosa catto-lib” in gestazione già la dice lunga. Sul suo versante “destro”, se così si può dire, domenica 19 agosto, a Rimini, il Meeting di Cl movimento ecclesiale il cui braccio socio-economico è la Compagnia delle opere - viene aperto dal cattobocconiano Mario Monti, accolto con tutti gli onori. Sul versante “sinistro”, lo stesso giorno, a Trento, all’indomani del convegno su De Gasperi di Pieve Tesino, il presidente della provincia Lorenzo Dellai riunirà molti dei convenuti tra cui l’aclista Olivero, il cislino Bonanni e il ministro Riccardi, per fare il punto in un incontro dell’associazione “Il popolo trentino”.

Cos’hanno in comune i ciellini della Cdo - orfani di Berlusconi e Formigoni - riuniti a Rimini attorno a Monti col cattolico-democratico Dellai - un politico perfetta espressione di quelle istanze del territorio evocate dal sociologo De Rita - con le Acli, la Cisl, la comunità di Sant’Egidio di Riccardi e, volendo proseguire nell’elenco, con l’Mcl, la Confcooperative, la Coldiretti, la Confartigianato ?

Le sette grandi sorelle dell’associazionismo cattolico e le figure alla Riccardi (e a maggior ragione alla Corrado Passera) hanno in comune il retroterra di Todi : il summit benedetto dalla Cei di Bagnasco da cui arrivò la spallata a Berlusconi nell’autunno 2011 che, il 21-22 ottobre prossimi, tirerà le fila di un lungo lavoro di cui le tappe di Rimini e Trento segnano il giro di boa.

Nell’intervallo tra il parallelo tavolo Rimini-Trento del dopo Ferragosto e la sintesi di Todi si collocano due passaggi chiave : questi nel più tradizionale perimetro della politica romana. Il 7-9 settembre Chianciano ospiterà una kermesse dell’Udc in cui Casini - per l’ennesima volta, forse quella decisiva visto che il tempo stringe - scioglierà il partito e farà personalmente un passo indietro per mettersi a disposizione nell’impresa di costruzione di una grande lista catto-liberalriformista (forse guidata da Passera o Emma Marcegaglia, o da un consolato-ticket dei due) per le elezioni 2013.

Il 30 settembre Fini, con Fli, farà altrettanto. Passando per la cruna dell’ago dello scioglimento in un più vasto contenitore, la coppia Pier-Gianfranco potrà meglio traghettarsi nella Terza repubblica : in emulsione col complesso e articolato sentire del cattolicesimo democratico e liberalriformista che dalla base sindacale - passando dalla Cattolica e incuneandosi in Bocconi - pulsa nel cuore della raffinata tecnocrazia sociale di Monti e Passera. Anche Montezemolo, come Fini e Casini, farà un passo indietro e s’è già messo a disposizione : in cambio, il listone sarà anche espressione delle competenze selezionate in questi mesi dalla sua Italiafutura.

Obiettivo di questo centro, a bilanciamento e in alleanza col Pd, è la prosecuzione dell’agenda Monti. Elettoralmente si strutturerà in autonomia da Monti : di cui, dopo il voto, reclamerà l’entrata in campo come premier. Così sarà, piaccia o non piaccia. Perché le sole sette grandi sorelle cattoliche hanno un loro bacino elettorale di dieci milioni di voti : in cerca d’interpreti e contenitori. Ha scritto il direttore di Avvenire Marco Tarquinio : « Diverse situazioni politiche e di leadership hanno reso tormentate la militanza partitica e le scelte di voto di tanti cattolici impegnati : nel passato, nel presente e, si spera, non nel futuro ». E la soluzione, come dice uno dei cervelli di Todi - il catto-bocconiano Roberto Mazzotta - non è un neo-partito cattolico ma « un accorpamento forte su un progetto che coincida, sostanzialmente, con il proseguimento dell’agenda Monti ». Fino al 2018. La Cosa catto-lib, appunto.


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