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UNITA’ D’ITALIA : COSTITUZIONE, BANDIERA, E NOME (1994-2011) !!! IL POPOLO D’ITALIA IPNOTIZZATO, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CHE GRIDA "FORZA ITALIA", E SILVIO BERLUSCONI CHE RIDE E RIDE A CREPAPELLE !!! A vergogna del nostro presente, a futura memoria ....

CHIAMARSI "ITALIANO", OGGI. CHE ’MERAVIGLIA’ : E’ COME DIRE "BERLUSCONIANO" !!! UN NOME DA ROSSORE. La necessità di una vera svolta. Una riflessione di Piero Stefani - a cura di Federico La Sala

RISCHIESTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI UN INTERVENTO-MESSAGGIO DI CHIARIFICAZIONE E PACIFICAZIONE AL PARLAMENTO E AL PAESE
jeudi 3 février 2011 par Federico La Sala
[...] Il fatto cruciale è che tutto il linguaggio della comunicazione, in modo diretto o indiretto, non riesce a ignorarlo o come persona o come stile di comportamento avversato e/o introiettato. Berlusconi si è impossessato dell’anima del paese. Questo è il vero motivo di incancellabile rossore. Essere all’opposizione politica è un rantolo di dignità, ma non sposta il baricentro della questione. Non ci si può dimenticare di lui. È lui che comanda il gioco. Prima o poi perderà ; ma il (...)

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> CHIAMARSI "ITALIANO", OGGI. E’ COME DIRE "BERLUSCONIANO" !!! UN NOME DA ROSSORE. ---- OGGI LA CRONACA CI RIVELA - LA VERITA’ MEDIATICA (di Carlo Galli) !!!

jeudi 27 janvier 2011


-  CARLO GALLI NON HA ANCORA CAPITO CHE, NEL 1994, CON IL PARTITO "FORZA ITALIA", E’ NATO ANCHE IL "NUOVO" PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

-  LA COSTITUZIONE, LE REGOLE DEL GIOCO, E IL MENTITORE ISTITUZIONALE ...
-  1994-2010 : LA LUNGA E BRILLANTE CAMPAGNA DI GUERRA DEL CAVALIERE DI "FORZA ITALIA" CONTRO L’ITALIA. Alcuni documenti per gli storici e i filosofi del presente e del futuro


La verità mediatica

di Carlo Galli (la Repubblica, 27 gennaio 2011)

La politica non è lo spazio né della Verità né della Menzogna. Non deve ospitare un Assoluto da custodire a ogni costo, né un Vuoto radicale di senso, in cui tutto è possibile ; né un Bene né un Male. Perché spesso l’uno si rovescia nell’altro.

Un’illustre tradizione che, in età moderna, nasce in parte da Machiavelli e dalla Ragion di Stato, collega la politica al Male e teorizza anche la liceità, per il potente, di mentire ; il potere politico è segreto, le sue vie e le sue ragioni sono nascoste al popolo, a cui la vera finalità dell’agire politico - la potenza - non va rivelata ; anzi, la si deve schermare, dissimulare, rappresentare falsamente come fosse orientata al Bene. Il potere è opaco, e tale deve rimanere ; non può essere indagato né criticato, perché trascende la comprensione della gente comune, dei cittadini.

La modernità politica si è affermata attraverso la lotta illuministica contro gli arcana imperii, contro il combinarsi di segreto, dissimulazione, menzogna, a cui ha opposto la luce della ragione pubblica, capace di indagare e rischiarare quelle tenebre. E ciò è avvenuto in nome della Libertà ; che è anche la libertà dei cittadini di non essere ingannati dal potere, e di vivere in uno spazio politico trasparente, pubblico e condiviso.

Ciò non significa che la menzogna non abiti la politica moderna. E non solo perché spesso i politici mentono ; ma per il motivo più radicale che anche la politica moderna si è creduta portatrice di Verità - di una Verità di liberazione contro l’antica oppressione - , e che in nome delle sue certezze assolute si è sentita legittimata a ogni comportamento - la menzogna, ma anche ben di più - per difenderle e affermarle : la spietatezza dei totalitarismi novecenteschi ne è testimonianza. Ma anche senza entrare negli inferni totalitari - in cui Verità e Menzogna si rovesciano continuamente l’una nell’altra - la menzogna ha contagiato perfino le democrazie : la politica moderna ha un nucleo di segreto - la difesa dello Stato, la sua potenza - a cui, nonostante sia in contraddizione con la democrazia, non sa rinunciare, anche a costo della menzogna di Stato, della falsa rappresentazione del reale. Lo si è visto nel contesto imperiale degli Usa - che dal Vietnam all’Iraq hanno mentito per giustificare le loro guerre - e anche nel più modesto spazio italiano, in cui la politica degli omissis rispondeva alla medesima logica di salvaguardia, attraverso la menzogna, del presunto Bene superiore dello Stato. La tragedia della politica sta proprio qui : nella dialettica fra segreto del potere e libertà dei cittadini.

L’età contemporanea ci mostra che la Menzogna si sposa alla politica anche nel fabbricare mediaticamente un mondo di favola e nell’elargirlo a platee di cittadini ridotti a spettatori, che non possono esercitare il diritto di critica, di fare domande, di avere risposte ; è Menzogna anche l’illusionismo che trasforma il discorso pubblico in una fiction.

Ma oggi la cronaca ci rivela un nuovo rapporto fra politica e menzogna ; quello delle bugie private, a proposito di reprensibili comportamenti personali, che assumono rilevanza politica proprio perché la politica è stata identificata con un uomo, un corpo, una vicenda personale. Questa privatizzazione della Menzogna, con effetti pubblici, unisce al tragico il farsesco ; ma viola ugualmente l’unica Verità a cui la politica democratica possa aspirare : quella che nasce in una comunità politica dal libero confronto di cittadini liberi dall’inganno e dalla manipolazione.


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