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’Ndrangheta. Vendetta sulle donne ...

COSENZA: A SAN LORENZO DEL VALLO, DUPLICE OMICIDIO. Mamma e figlia uccise in un agguato, a colpi d’arma da fuoco.

Le due donne erano, rispettivamente, la cognata e la nipote di Aldo De Marco, un commerciante che il 17 gennaio scorso ha ucciso, al termine di una lite per un parcheggio, Domenico Presta, di 22 anni, figlio di un latitante (...)
giovedì 17 febbraio 2011 di Federico La Sala
DUPLICE OMICIDIO
’Ndrangheta, vendetta sulle donne
Madre e figlia uccise nel Cosentino
Agguato a San Lorenzo del Vallo. Le vittime, di 45 e 25 anni, sono imparentate con un commerciante che a gennaio uccise il figlio 22enne del boss latitante Franco Presta. I killer si sono introdotti in casa e hanno fatto fuoco. Ferito anche un ragazzo *
COSENZA - Mamma e figlia sono state uccise questa sera in un agguato a colpi d’arma da fuoco a San Lorenzo del Vallo, nel Cosentino. Alcuni uomini si (...)

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> COSENZA: A SAN LORENZO DEL VALLO, DUPLICE OMICIDIO. --- Ucciso dalla ’ndrangheta due mesi dopo moglie e figlia - Gaetano De Marco ha pagato con la vita l’affronto fatto da suo fratello alla ’ndrangheta.

giovedì 7 aprile 2011

CRIMINALITA’

-  Cosenza, ucciso dalla ’ndrangheta due mesi dopo moglie e figlia

A San Lorenzo in Vallo, muore per mano di due sicari Gaetano De Marco, fratello di Aldo, il commerciante che il 17 gennaio ha ucciso il figlio di un boss. Il 16 febbraio, Gaetano era scampato al commando omicida che aveva fatto irruzione in casa sua assassinando le due donne. Il procuratore di Castrovillari: "Ferocia senza fine, vogliono sterminarli" *

D COSENZA - Dopo essersi visto sterminare la famiglia, poco meno di due mesi fa, anche Gaetano De Marco ha pagato con la vita l’affronto fatto da suo fratello alla ’ndrangheta. L’uomo è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco questa mattina lungo la strada che conduce da Spezzano Albanese a San Lorenzo del Vallo, nel cosentino.

Gaetano De Marco era il fratello di Aldo, il commerciante che lo scorso 17 gennaio, a Spezzano Albanese, ha ucciso a colpi di pistola Domenico Presta, 22 anni, figlio di Franco Presta, boss latitante, per dissidi su un parcheggio. Da quel delitto, secondo gli inquirenti, è partita una spirale di sangue. Aldo De Marco, costituitosi dopo il delitto, è ora rinchiuso in un carcere calabrese, mentre la moglie e i figli vivono sotto costante sorveglianza lontano dalla regione.

Da una prima ricostruzione dei carabinieri, Gaetano De Marco è stato ucciso da due uomini in sella a uno scooter poi ritrovato, assieme alla pistola usata per l’esecuzione, ad alcune decine di metri dal luogo dell’omicidio di De Marco, nei pressi del cimitero. Scooter e pistola entrambi incendiati. I sicari, volto coperto dal casco, hanno incrociato l’auto guidata da De Marco nei pressi di uno slargo. Dopo avere fatto inversione, lo hanno affiancato e hanno iniziato a sparare. Raggiunto da numerosi colpi, De Marco è morto sul colpo. Nessuno è stato in grado di fornire particolari sugli assassini, se non che viaggiavano su una moto.

La moglie di Gaetano De Marco, Rosellina Indrieri, 45 anni, e sua figlia Barbara, 26, erano state trucidate in casa 1 a colpi di fucile da un vero e proprio commando della morte, a San Lorenzo in Vallo, il 16 febbraio scorso. In quell’agguato rimase ferito un altro figlio di Gaetano De Marco, Silos, di 24 anni, mentre il capofamiglia si salvò perché, ubriaco, dormiva in un’altra stanza e non fu notato dagli assassini. Subito dopo, a Gaetano De Marco vennero applicate misure di sicurezza, che non gli hanno tuttavia evitato la vendetta della ’ndrangheta.

Dopo l’omicidio di stamane, i due figli superstititi di Gaetano De Marco "non sono più a San Lorenzo del Vallo", spiega il comandante provinciale di Cosenza dei carabinieri, colonnello Francesco Ferace. "Sono tanti i familiari di Gaetano De Marco - aggiunge l’ufficiale - esposti, a questo punto, a un potenziale pericolo. Noi cerchiamo di proteggerli tutti e abbiamo parlato con ciascuno di loro. Ci sono attività investigative in corso di cui, naturalmente, non posso parlare".

"Gaetano De Marco - ricorda ancora il colonnello Ferace - era stato più volte invitato alla prudenza ed è stato sottoposto a misure di sicurezza e di protezione da parte nostra, compatibilmente con il suo intendimento e il suo desiderio di essere protetto e tutelato e, comunque, in modo contestuale a una vita che per lui continuava. Il fatto che questo sia avvenuto a distanza di più di due mesi dal duplice omicidio vuol dire che le attività poste in campo dai carabinieri e dalla polizia gli hanno comunque consentito di scamparla per due mesi. Gaetano De Marco, evidentemente, non è stato sufficientemente attento e prudente, nonostante le raccomandazioni. E, alla prima occasione, è andato incontro alla vendetta".

"Ci troviamo di fronte a una ferocia senza limiti. A questo punto ci si può aspettare di tutto - dichiara il Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Franco Giamantonio -. Questa serie di omicidi potrebbe non essere finita e a questo punto ci si può aspettare di tutto. Evidentemente vogliono distruggere l’intera famiglia".

* la Repubblica, 07 aprile 2011


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