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FESTA NAZIONALE, IL 17 MARZO. IL CARNEVALE DELLA FOLLIA ISTITUZIONALE (1994-2011): NON UNO, "DUE PRESIDENTI" DELLA REPUBBLICA GRIDANO: FORZA ITALIA!!! VIVA IL POPOLO DELLA LIBERTA’!!! VIVA L’ITALIA!!! LA DOMANDA E’: CHI E’ PULCINELLA? CHI IL MENTITORE ISTITUZIONALE?!

FESTA NAZIONALE: L’UNITA’ D’ITALIA E LA "FOLLIA INCOSTITUZIONALE" DI "DUE PRESIDENTI" DELLA REPUBBLICA. Il 17 marzo festa nazionale: sì al decreto, ma la Lega non aderisce. Una nota - con appunti di commento di Federico La Sala

L’ITALIA SENZA PIU’ "PAROLA" E SENZA PIU’ ONORE!!! CARO PRESIDENTE NAPOLITANO, CREDO CHE SIA ORA DI FARE CHIAREZZA. PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI ...
sabato 19 febbraio 2011 di Federico La Sala
[...] il Consiglio dei ministri ha deciso: il 17 marzo sarà festa nazionale. Ma la decisione non è stata indolore: i tre ministri leghisti non hanno aderito. E al termine della riunione Roberto Calderoli è stato molto netto: "Fare un decreto legge per istituire la festività del 17 marzo, un decreto legge privo di copertura [...], in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale e in più farlo in un momento di crisi economica internazionale è pura follia. Ed (...)

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> FESTA NAZIONALE ---- LA FESTA PER I 150 ANNI. Unità d’Italia, bufera sulla Lega. Anche in Emilia Romagna gli esponenti del Carroccio disertano l’inno. A rischio la cerimonia a Montecitorio di domani.Berlusconi: "Rispettare lo Stato".

mercoledì 16 marzo 2011


-  LA FESTA PER I 150 ANNI

-  Unità d’Italia, bufera sulla Lega
-  Berlusconi: "Rispettare lo Stato"

-  Anche in Emilia Romagna gli esponenti del Carroccio disertano l’inno.
-  A rischio la cerimonia a Montecitorio di domani.
-  Il Pd attacca: sarebbe una vergogna se non ci fossero *

La Lega resta al centro della bufera per le celebrazioni sull’Unità d’Italia. Dopo il caso della Lombardia, i leghisti anche in Emilia se ne vanno dall’aula al suono dell’inno. Inoltre, il Carroccio potrebbe non presentarsi domani a Montecitorio per partecipare alla seduta comune del Parlamento convocata per la festa dei 150 anni. "E’ necessario un rigoroso rispetto dell’unità dello Stato nazionale", ha detto Silvio Berlusconi descrivendo il senso delle celebrazioni che prendono ufficialmente il via questa sera. "Senza la memoria del nostro passato, della nostra storia, della nostra cultura, senza la memoria delle vicende storiche che hanno portato all’unità d’Italia - ha affermato il premier in un messaggio pubblicato sul sito del governo - saremmo tutti più deboli, poveri e soli di fronte al futuro".

La Lega per ora preferisce non commentare. "Lasciatemi in pace". Ha risposto così, stizzito, Roberto Maroni, ai giornalisti che in Transatlantico alla Camera gli hanno chiesto se il Carroccio sarà domani in Aula. Il ministro leghista, a Montecitorio per rispondere al question time, è stato interpellato più volte sul tema. A chi gli domandava "Sarete in Aula domani per festeggiare l’unità d’Italia?", Maroni, senza fermarsi, ha risposto: "Certamente...". Poi, dopo il question time, l’esponente del Carroccio ha liquidato con un "lasciatemi in pace" i giornalisti che lo hanno avvicinato nuovamente per ottenere una risposta meno evasiva.

La polemica si infiamma. La Russa non vuole alimentare lo scontro. "Non c’è obbligo di presenza, ma c’è l’obbligo di rispetto", dice il ministro della Difesa. Bersani non ha dubbi: "Se disertassero sarebbe una vera vergogna". Il Pd va all’attacco dei leghisti per le assenze alle celebrazioni: assenze giudicate "volgari", comportamenti da "buffoni", che sono "incompatibili" con le cariche istituzionali ricoperte. Tanto da chiedere le dimissioni degli esponenti leghisti che non parteciperanno alle celebrazioni. "Se non se la sentano di rappresentare il Paese - afferma Antonio Misani, membro della segreteria del Pd - rinuncino allora agli incarichi e ai lauti stipendi di cui godono. E’ troppo facile fare i buffoni uscendo dalle aule per non ascoltare l’inno o insultando il tricolore. Il Paese è stanco del banchetto di un gruppo di cialtroni che giocano con la dignità delle istituzioni. Si deve essere orgogliosi di poter rappresentare l’Italia tutta intera", mentre la decisione di assentarsi "è un atto offensivo nei confronti dell’incarico che ricoprono e del giuramento fatto".

Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, stigmatizza le possibili assenze: "Si tratterebbe dell’ennesimo episodio di rappresentanti leghisti che siedono sui banchi di istituzioni che mantengono salda la nostra democrazia, ma che contemporaneamente vogliono dimostrare ai loro militanti che loro di quell’Unità non fanno parte. Se domani, come traspare dalla parole del capogruppo Reguzzoni, una rappresentanza significativa della Lega non sarà presente alla cerimonia e al discorso del presidente della Repubblica, quello sarà un gesto di non ritorno".

Anche l’Idv annuncia battaglia. "E’ ora di finirla con questa pantomima ridicola diventata ora intollerabile: se la Lega non ritiene di festeggiare si assuma le proprie responsabilità politiche ed esca dal governo", dice il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.

* La Stampa, 16/03/2011


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