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IL GRANDE INCIUCIO ... E L’ALTO TRADIMENTO PIU’ GRANDE. NEL 1994 IL MINISTERO DELL’INTERNO AUTORIZZA E REGISTRA IL SIMBOLO DEL PARTITO "FORZA ITALIA". CHE GRANDE SILENZIO : IL "GIOCO" COMINCIA... E CONTINUA (2014) ANCORA !!!

ESAME DI MATURITÀ, PER POLITICI, INTELLETTUALI, FILOSOFI, E ISTITUZIONI. Una traccia proposta dagli studenti e dalle studentesse, dai e dalle "prof", di tutta l’Italia - a c. di Federico La Sala

QUESTA LA TRACCIA : ***STORIA D’ITALIA (1994-2014). "DUE PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA" GRIDANO : FORZA ITALIA !!! LA DOMANDA E’ : CHI E’ "PULCINELLA" ? CHI IL MENTITORE ISTITUZIONALE ?!
mercredi 25 juin 2014
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA (ART. 1),
UNA E INDIVISIBILE (ART. 5).
LA SUA BANDIERA E’ IL TRICOLORE (ART. 12) ...
E IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E’ IL CAPO DELLO STATO E RAPPRESENTA L’UNITA’ NAZIONALE (ART. 87)
*** * ***
Per materiali allegati alla traccia, si veda nei due seguenti ’contenitori’ (cliccare sotto, sulle parole evidenziate in rosso) :
RIPENSARE L’UNO E I MOLTI ("UNO"), L’IDENTITA’ E LA DIFFERENZA !!!
CONTIAMO ANCORA (...)

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> ESAME DI MATURITA’ -- QUALE LA DIFFERENZA TRA "MOSÈ " E "MOSE"... --- Un politico che viene indagato per corruzione io lo indagherei per alto tradimento. Uno che prende tangenti tradisce la fiducia, l’onore su cui aveva giurato. Renzi grida al ladro, ma sui corrotti ferma tutto

vendredi 6 juin 2014


-   Renzi grida al ladro, ma sui corrotti ferma tutto
-  Il suo governo rinvia il decreto con i poteri a Cantone
-  e fa slittare la discussione sulla nuova legge per contrastare le tangenti

di Wanda Marra (il Fatto, 06.06.2014)

"Il problema della corruzione non sono le regole che non ci sono, sono quelle che non si rispettano. Un politico che viene indagato per corruzione io lo indagherei per alto tradimento. Uno che prende tangenti tradisce la fiducia, l’onore su cui aveva giurato”. Matteo Renzi, dopo l’ennesima retata di arresti, quella sul Mose, usa parole forti, nella conferenza stampa dopo il G7 di Bruxelles. Però mentre annuncia “per le prossime ore, i prossimi giorni” nuove norme sull’anticorruzione chiarisce : “Non possiamo dire sempre che il problema sono le regole, sono i ladri”.

Una notazione quasi antropologica, che però tradisce le difficoltà di mettere mano a una situazione deflagrante. Prima l’Expo, adesso il Mose. Tant’è vero che il decreto previsto per oggi, quello che doveva dare i “super poteri” a Raffaele Cantone, non entrerà nel Cdm. La situazione è troppo complessa. E una cosa è fare annunci in campagna elettorale, una prendere di petto un problema endemico in Italia come la corruzione.

RENZI in questi giorni si è definito arrabbiato. Eppure sembra piuttosto preso alla sprovvista. Quello che poteva andare bene per l’Expo non va bene per tutto. Spiega Cantone : “Se il Mose finisce con due anni di ritardo, non succede niente. Ma l’Expo ha una scadenza ben precisa”. E questo mette l’accento su uno dei punti in discussione : alle società colpevoli si possono togliere gli appalti, o almeno si possono commissariare ? O in nome dell’urgenza è il caso di far arrivare i lavori in fondo ? Il testo a Palazzo Chigi sarebbe quasi pronto a livello tecnico, ma politicamente i nodi sono da sciogliere. E il premier domenica parte per la Cina e per quando torna ha già pronto il decreto Pa, che dovrebbe andare in Cdm il 13 giugno.

Cantone ieri si è affrettato a dichiarare che non ci sono conflitti tra lui e il premier. Eppure l’impressione è che voglia garanzie difficili da ottenere. Intanto, slitta anche la legge anti corruzione, che era calendarizzata per la prossima settimana. Ieri il sottosegretario Cosimo Ferri ha annunciato in Commissione Giustizia al Senato che il governo presenterà un suo ddl. Questo - a norma di regolamento - basta a far slittare tutto di un mese. L’intento - ufficialmente - sarebbe migliorativo. Per ora quel che si vede è solo un allungamento dei tempi. E i rumors a Palazzo Madama raccontano di uno scambio : Forza Italia otterrebbe che nel falso in bilancio non venga prevista la possibilità di procedere in automatico, in cambio del sì alla riforma del Senato.

Ieri intanto è arrivata anche la posizione ufficiale del governo (e del Pd) sul sindaco di Venezia arrestato, Giovanni Orsoni. Affidata al sottosegretario, Luca Lotti, fidatissimo del premier-segretario : “Orsoni, non è iscritto al Pd, non ha tessera, è un sindaco indipendente". Per Lotti "le responsabilità sono individuali, non hanno un colore di partito, ma questo non significa scaricare nessuno". Una dichiarazione che arriva non a caso con 24 ore di ritardo, visto che Orsoni sì non è iscritto, ma dal Pd era sostenuto. La Boschi si spinge più in là : “Se le accuse saranno provate, ne trarremo le conseguenze, come fatto col caso Genovese”.

A BOTTA CALDA molti Democratici erano pronti se non proprio a difendere Orsoni (come ha fatto Fassino) quanto meno a concedergli il beneficio del dubbio. Malumore tra i renziani per le molte “mele marce” del Pd, un partito che in buona parte hanno trovato, ma del quale oggi fanno parte. Spiega il segretario del Veneto, Roger De Menech : “Serve trasparenza per i finanziamenti dei privati alla politica, che significa da una parte tracciabilità, dall’altra renderli tutti pubblici”. Mentre ci tiene a mettere l’accento sul fatto che i vertici del Pd veneto sono stati tutti rinnovati. Per restare in tema di Veneto, da notare che c’è il ballottaggio di Padova : il leghista Bitonci contro il Democratico, Rossi. Renzi non andrà a iniziative elettorali : era molto difficile prima, figuriamoci adesso.


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