Inviare un messaggio

In risposta a:
RIPENSARE L’UNO E I MOLTI ("UNO"), L’IDENTITÀ E LA DIFFERENZA!!! CONTIAMO ANCORA COME SE FOSSIMO NELLA CAVERNA DI PLATONE. NON SAPPIAMO DISTINGUERE L’UNO DI PLATONE DALL’UNO DI KANT, E L’IMPERATIVO CATEGORICO DI KANT DALL’IMPERATIVO DI HEIDEGGER E DI EICHMANN ....

MATEMATICA E CIVILTÀ: UNA CRISI EPOCALE. Odifreddi dà alla matematica l’onore di grande motore della civiltà, ma ancora non sa «Che cos’è il numero, che l’uomo lo può capire? E che cos’è l’uomo, che può capire il numero?». La sua recensione di un saggio di Alex Bellos, con alcune note - di Federico La Sala

(...) rispondere a entrambi gli interrogativi, e di mostrare come le storie del numero e dell’uomo siano in realtà intrecciate in maniera inestricabile, e i progressi e regressi dell’uno siano andati di pari passo coi progressi e regressi dell’altro.
venerdì 25 febbraio 2011 di Federico La Sala
[...] stupisce quindi che il libro di Bellos sia in realtà una storia delle civiltà mascherata, osservata e raccontata dai complementari punti di vista del numero, delle cifre e del calcolo: tre aspetti di un’unica realtà, che costituiscono le versioni aritmetiche del pensiero, della scrittura e del linguaggio. Né stupisce che il libro mostri che, come le idee sono legate alla lingua in cui vengono espresse, e le parole sono legate alla scrittura con cui vengono registrate, così le varie (...)

In risposta a:

> MATEMATICA E CIVILTA’: UNA CRISI EPOCALE. ---- LA MATEMATICA DEL FUTURO. mostra: MATEMATICA SENZA NUMERI è dedicata ai bambini dai 3 ai 12 anni, e si svolge ad Explora, il Museo dei Bambini di Roma (di Roberto Natalini).

lunedì 28 febbraio 2011

LA MATEMATICA DEL FUTURO

di Roberto Natalini *

È stata inaugurata ieri, 25 febbraio, a Roma, presso Explora, il museo dei bambini di Roma, la mostra Matematica senza numeri”(*). Avendo partecipato come consulente scientifico all’elaborazione di questo evento, affiancato in questo compito dalle bravissime Cristiana Di Russo e Alice Sepe, rischio di essere parziale nel raccontarvi di cosa si tratta, per cui fate un’ampia tara su quanto segue.

Intanto cosa vuol dire fare una mostra di matematica? E per bambini dai 3 ai 12 anni per giunta? Beh, è proprio quello che ci siamo chiesti noi, quando lo staff di Explora, condotto da Patrizia Tomasich, ci ha proposto di organizzare qualcosa di questo genere insieme. La matematica è sempre un po’ difficile da raccontare. Ci sono le formule, i numeri, e quelle cose dai nomi complicati che non si ricordano mai. E c’è l’ansia con cui molti l’affrontano. Se volete fare una mostra in cui i bambini possano giocare anche senza animatori, non vi siano nei paraggi touchscreen o altre diavolerie elettroniche, e soprattutto volete che i bambini si divertano, ma si divertano davvero, allora l’impresa è tutt’altro che facile. E se vogliamo includere bambini in età pre-scolare, allora diventa davvero disperata.

Eppure a me sembra che i bambini siano meno impauriti degli adulti dalla matematica, spesso la trovano solo un po’ noiosa, quando associata ad attività ripetitive, come imparare le tabelline e simili. Allora abbiamo deciso di provare a fare cose che non si fanno a scuola. E per prima cosa abbiamo tolto i numeri. Non perché si debbano demonizzare, ma per provare a far vedere che esiste un’altra matematica, che anzi costituisce la maggior parte di quello che i matematici studiano veramente (vi sfido a trovare tanti numeri in un articolo di matematica moderno. Lettere greche quante ne volete, x e y come se piovessero, ma i numeri?). Bisogna allora tornare ai problemi e alle operazioni che si possono compiere per risolverli. Perché la matematica, come dice Enrico Giusti nel suo bel libro “Ipotesi sulla natura degli oggetti matematici”, nasce sempre da procedimenti pratici che utilizziamo per risolvere certi problemi (a volte interni alla matematica stessa). Per misurare un’area gli agrimensori egizi piantavano un paletto per terra e con una una fune tracciavano delle linee rette o dei cerchi e questa pratica, nel tempo, si è trasformata nei nostri oggetti geometrici elementari. Tutto nasce dai problemi, e dai gesti che facciamo per risolverli. E se ce lo scordiamo, perdiamo la possibilità di capire profondamente che cosa sia o meno matematicamente interessante.

E così abbiamo pensato di far giocare i bambini a fare gli architetti con le tassellazioni del piano e della sfera, scoprendo che un pallone da calcio non si può ricoprire usando solo esagoni, ma servono anche i pentagoni (e senza dimenticare le magiche tassellazioni di Penrose). Abbiamo pensato che giocando con gli specchi (e ce ne sono tanti) avrebbero potuto vedere meglio come si sfruttano le simmetrie. Che si sarebbero divertiti con rompicapi topologici e problemi con i grafi, per verificare la regola di Eulero sui nodi, passeggiando su una riproduzione in scala della città di Königsberg. O a rimontare un puzzle delle regioni d’Italia in cui nessuna regione confini con una dello stesso colore e usando solo quattro colori (ma basteranno?). O a giocare con un grosso rompicapo tridimensionale che si ottiene unendo dei policubi morbidi (si chiama cubo di soma e si trova in cubetti di 10 cm. di lato, i nostri hanno lati di 1 metro!). E altro ancora.

Questa idee all’inizio erano disegnini su pezzetti di carta, erano chiacchiere tra noi e il gruppo del museo Explora, erano cose-che-ci-sembrano-divertenti. Poi, in modo abbastanza misterioso per me, sono diventati oggetti tridimensionali, di legno, vetro, spago, e altri materiali a cui non saprei dare un nome. E dopo ancora sono diventate uno spazio in cui i bambini ridono e si divertono e capiscono molto più velocemente di quanto avrei mai immaginato.Che aspettate allora ad andarla a vedere questa mostra? Basta che vi procuriate un bambino (e se siete un bambino, allora vi serve un adulto che vi accompagni...).

(*) MATEMATICA SENZA NUMERI è dedicata ai bambini dai 3 ai 12 anni, e si svolge ad Explora, il Museo dei Bambini di Roma http://www.mdbr.it/, dal 25 febbraio al 31 dicembre 2011. Il progetto è stato realizzato grazie al Bando ex art. 4 Legge 6/2000 del MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ed in collaborazione con l’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “M.Picone” - Consiglio Nazionale delle Ricerche, per i contenuti scientifici. È stata realizzata inoltre grazie al contributo di Finmeccanica e della Fondazione IBM Italia.

* l’Unità, 26 febbraio 2011


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: