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UNITA’ D’ITALIA, FOLLIA, ED EMERGENZA LOGICO-POLITICA EPOCALE.

IN ITALIA, UN PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA: SI PARLA, SI VEDE, E SI SENTE "DOPPIO"! E DA TEMPO!!! Ma Nessuno di Chi di dovere cerca di correre ai ripari!! Alcuni appunti sul tema - a c. di Federico La Sala

PER L’ITALIA E PER LA COSTITUZIONE. CARO PRESIDENTE NAPOLITANO, CREDO CHE SIA ORA DI FARE CHIAREZZA. PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
martedì 1 febbraio 2011 di Federico La Sala
L’ITALIA, IL "BIPOLARISMO PRESIDENZIALE", E I COSTITUZIONALISTI IN COMA PROFONDO (1994-2011). - con allegati
FESTA NAZIONALE, IL 17 MARZO. IL CARNEVALE DELLA FOLLIA ISTITUZIONALE (1994-2011). L’UNITA’ D’ITALIA E LA "FOLLIA INCOSTITUZIONALE" DI "DUE PRESIDENTI" DELLA REPUBBLICA. - con allegati
PER L’ITALIA E PER LA COSTITUZIONE. CARO PRESIDENTE NAPOLITANO, CREDO CHE SIA ORA DI FARE CHIAREZZA. PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI...
LUNGA VITA ALL’ITALIA!!!
L’OCCUPAZIONE DELLA LEGGE E DELLA LINGUA (...)

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> IN ITALIA, UN PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA ---- «Tu ci sarai?» 12 marzo 2011, manifestazione promossa da Articolo 21, Anpi, Libertà e Giustizia (di Alessandra Rubenni - «Destra e sinistra scendano in piazza a difesa della Carta»).

venerdì 25 febbraio 2011

«Destra e sinistra scendano in piazza a difesa della Carta»

Contro il premier e gli attacchi alla Costituzione, la manifestazione del 12 marzo promossa da Articolo 21, Anpi, Libertà e Giustizia. E che registra adesioni anche da destra, Farefuturo compreso, ma senza simboli di partito.

di Alessandra Rubenni (l’Unità, 25.02.2011)

In una mano la Costituzione, nell’altra il Tricolore. Dal pienone al Palasharp di Milano, il 5 febbraio scorso, alla piazza delle donne, l’agenda delle mobilitazioni contro il governo Berlusconi continua, nel segno della difesa della nostra Carta. Appuntamento il 12 marzo con il C-day, «A difesa della Costituzione». Per dire «basta» a chi mira a «oscurare i diritti della persona» e a una riforma della giustizia «per introdurre leggi a uso e consumo» del Cavaliere nazionale, come dicono i promotori della nuova adunata.

Niente bandiere né simboli di partito, punto d’arrivo la stessa piazza che il 13 marzo si è riempita all’inverosimile per la protesta delle donne. A quasi un mese di distanza, si replica con la giornata promossa da un cartello di associazioni, a cominciare da Articolo 21, con Cgil, Anpi, Libertà e Giustizia, Valigia Blu, Libera, Giuristi Democratici, Popolo Viola, Unione degli Universitari, ma anche Farefuturo (almeno in parte) come annuncia il direttore Filippo Rossi su Ffwebmagazine, il magazine della fondazione presieduta da Gianfranco Fini, come pure l’Idv. A sostenere la manifestazione, anche l’Unità che sul suo sito web ha chiesto: «Tu ci sarai?». Interrogativo al quale hanno risposto in migliaia, pronti a scendere in piazza.

Ancora prima come spiega il portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti questa mobilitazione, che si inserisce fra le tante che nelle scorse settimane hanno riempito le piazze di tutta Italia, è nata da diversi appelli e da un’idea di Vincenzo Vita, un senatore Pd, insieme a un esponente di destra, come Fabio Granata, deputato di Fli. «È la prima volta si unisce un mondo così variegato, che non sarà mai un partito né una coalizione di governo. Speriamo si uniscano a noi tanti semplici cittadini, ai quali chiediamo per un giorno di riconoscersi semplicemente nella Costituzione, contro il tentativo di chi vuole oscurarla e sottrarre diritti alla collettività», scandisce Giulietti.

La manifestazione principale, dunque, si svolgerà a Roma, con il corteo che partirà alle 14 da piazza della Repubblica per dirigersi verso piazza del Popolo. Con uno slogan che riprende quello del 13 febbraio: «Se non ora quando?». In contemporanea, i cortei e sit-in che si stanno organizzando a Firenze, Torino, Trieste, Pavia, ma anche a Sud, Bari, Lecce, Palermo, e all’estero, a partire da Londra e Praga, che per il tamtam puntano su facebook. Tutti i dettagli disponibili si trovano sul sito www.adifesadellacostituzione.it ( nei prossimi giorni anche su www.cday.it), che si arricchirà di informazioni man mano che la macchina organizzativa procederà nella messa a punto.

«Di fronte a un presidente del Consiglio che dice “questa volta nessuno mi potrà fermare”, usando tono e parole da resa dei conti più adeguati ad un film d’azione degli anni ’80 che ad un civile dibattito istituzionale, le possibilità sono poche», scrivono gli organizzatori. Ma ora, «si tratta di immaginarci da qui a trent’anni» e di immaginare quale Italia vogliamo consegnare ai nostri nipoti.


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