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EVANGELO ED EVANGELIZZAZIONE. Perché Gesù parlava in parabole ? Dietro la domanda, una questione attualissima e gravissima ...

CARLO M. MARTINI E IL PROBLEMA DEL "DIRE DIO" OGGI. Una sua lezione sulle "sorprese del linguaggio di Gesù" - a c. di Federico La Sala

"La peculiarità del linguaggio parabolico appare fortemente legata alla persona stessa di Gesù. Precisando meglio, diremo che tale peculiarità deriva dalla conoscenza di Dio che Gesù possiede e dalla sua attenzione per l’uomo (...)
lundi 3 septembre 2012
[...] quella che affrontiamo non è semplicemente una questione esegetica. La posta in gioco è ben più alta.
Dietro la domanda : « Perché Gesù parlava in parabole », sta infatti una questione attualissima e gravissima : quella del « linguaggio religioso », del come parlare adeguatamente di Dio oggi. Il mondo occidentale sente
fortemente questa fatica. Spesso il linguaggio usato per parlare di Dio è stentato e fiacco, a volte imbarazzato, a volte generico ; ci si divide facilmente in verticalisti (...)

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> CARLO M. MARTINI E IL PROBLEMA DEL "DIRE DIO" OGGI. ---- MILANO : CREDENTI E NON IN FILA PER IL CARDINALE. Fiume di folla per l’omaggio a Martini-

dimanche 2 septembre 2012


-  Fiume di folla per l’omaggio a Martini
-  I funerali presieduti da Scola. Maxischermi in piazza Duomo

di Bianca Maria Manfredi e Salvatore Lussu *

Milano, e non solo Milano, ha voluto rendere omaggio a quello che per 22 anni è stato il suo arcivescovo. Oltre 150 mila persone, più dell’intera popolazione di Bergamo, fra ieri e oggi hanno reso omaggio alla camera ardente del cardinale Carlo Maria Martini, che è stata allestita nel Duomo. Considerando che resterà aperta fino alle 23 e poi domani mattina dalle 7 alle 11.30, sarà presto superata quota 200 mila. Tanta gente comune, alla quale vanno aggiunti i tanti personaggi pubblici, tra cui il presidente del Consiglio Mario Monti, che non hanno voluto mancare.

Un fiume di folla di credenti e non credenti, come una serpentina, ha attraversato per tutto il giorno piazza Duomo davanti alla cattedrale. In mezzo, c’era chi ostentava una copia dell’Unità. Qualcun altro, invece, sgranava il rosario. Tutti accomunati dalla stima e dall’affetto per Martini. Fra gli altri, hanno reso omaggio al cardinale il ministro per i rapporti con il parlamento Piero Giarda, la presidente Rai Anna Maria Tarantola e Pippo Baudo.

L’ex arcivescovo Dionigi Tettamanzi ha presieduto i vespri e poi si è fermato a lungo in preghiera a fianco della bara. E in serata lo ha fatto anche l’attuale arcivescovo, Angelo Scola. Monti è arrivato in cattedrale intorno alle 17, accompagnato dall’arciprete del Duomo monsignor Luigi Manganini. Si è fermato a parlare con la sorella di Martini, Maris, e con gli altri parenti. Poi ha detto una preghiera davanti alla bara e si è ancora fermato un attimo a lato prima di andare in arcivescovado per un saluto al cardinale Scola. Un incontro durato circa un quarto d’ora. Monti sarà presente anche, domani, alla celebrazione delle esequie presiedute dall’arcivescovo, che pronuncerà l’omelia. Il cardinale Angelo Comastri, rappresentante del Papa, invece, leggerà un messaggio di Benedetto XVI.

Alle esequie sono attese migliaia di persone (fra gli altri i ministri Lorenzo Ornaghi, Renato Balduzzi e Andrea Riccardi, oltre a decine di parlamentari, inclusa Rosy Bindi) e per questo sono stati allestiti dei maxischermi in piazza Duomo. Ci saranno il presidente della Regione, Roberto Formigoni, e il sindaco Giuliano Pisapia che oggi ha visitato la camera ardente. Di Martini, ha ricordato Pisapia, "rimangono le parole e gli scritti". "Riflettere sempre rileggendoli - ha aggiunto - sarà importante per governare bene questa città, perché Milano torni ad essere accogliente, capace di essere generosa con tutti e di rispettare i diritti e i doveri di tutti".

Nei suoi anni da arcivescovo, Carlo Maria Martini si è trovato spesso a dover celebrare dei funerali ’eccellenti’ : quelli del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, di padre David Maria Turoldo, delle vittime della bomba di via Palestro, dei 118 morti nella tragedia di Linate dell’otto ottobre 2001. Al funerale di Eugenio Montale nel 1981, fece riferimento a un passaggio del Vangelo di Luca sulla morte di Cristo : "Era verso mezzogiorno quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra". "Qualcosa di questo buio doloroso - disse - noi torniamo a sperimentare ogni volta che una voce a noi cara, che ha detto parole che interpretavano i nostri pensieri, si spegne". Parole che esprimono anche il sentire delle migliaia di persone che ieri e oggi hanno voluto rendergli omaggio

CREDENTI E NON IN FILA PER IL CARDINALE di Salvatore Lussu - Credenti e non credenti, tutti in fila. Per lui, per il Cardinale. L’amore che Milano sta tributando a Carlo Maria Martini ha una forma materialmente visibile : è un serpentone calmo e continuo, che sembra non volersi arrestare. Sono decine di migliaia di giovani, vecchi, di laici e di religiosi che da ieri si mettono in coda fuori dal duomo, pazienti, per dare un ultimo saluto al vescovo che per 23 anni ha ricoperto il ruolo di guida spirituale della città. Questa mattina, fanno sapere dalla Curia, sono già arrivati in 30 mila, dopo i circa 60 mila di ieri.

In tanti vogliono anche riportare a casa qualcosa che rappresenti e ricordi il momento, il fugace attimo di vicinanza alla bara che ospita il cardinale : ecco allora l’ immagine scattata con la macchina fotografica o, lo si è visto fare anche a diversi religiosi, tra cui una suora, con il cellulare. Una selva di scatti per quel feretro collocato davanti all’altare centrale. Una scena che si era vista già ieri, quando la salma di Martini è rimasta esposta per tutta la giornata, ma che è proseguita anche oggi, dopo che alle sei del mattino il corpo è stato chiuso nella bara che lo custodirà sotto il crocifisso di S.Carlo, in una delle navate della cattedrale. "Per me lui era una persona santa, come ce ne sono tante nella Chiesa - dice ad esempio Sandro, dopo aver scattato una foto al feretro - e conserverò questa immagine come qualcosa di prezioso". Ma, come detto, non sono solo i credenti a fare la fila.

"Sono venuta perchè Martini è stato il cardinale della mia giovinezza anche se non sono una di chiesa - spiega una signora di mezza età con una gonna beige e una maglietta gialla. Uno che ha contribuito al colloquio tra persone diverse merita rispetto, comunque la si pensi". e c’é chi ricorda episodi non prettamente religiosi "mi ricordo - racconta davanti alle telecamere un signore sui sessanta anni - che era sempre in mezzo alla gente ed è stato tra i primi ad intervenire per vedere cosa era successo e portare conforto dopo un attentato anni fa qui a Milano".

Fuori dal Duomo, intanto, c’é un serpentone di gente che, ordinata, attende il proprio turno per entrare, poi un passaggio veloce, magari inginocchiandosi per qualche istante davanti alla bara. In molti non trattengono la commozione. Ma è una commozione composta, come era nello stile del cardinale. "La compostezza, quasi la ieraticità, era un suo tratto - dice Giovanna mentre aspetta in coda - ma questo non faceva che dare più forza alle sue parole". I fedeli avranno ancora un giorno per salutare Martini : domani il duomo sarà aperto ancora fino alle 11,30, poi nel pomeriggio le esequie e l’estremo saluto della città.

* ANSA. 02 settembre 2012, 20:56


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