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EUROPA, COSTITUZIONE, E MESSAGGIO EVANGELICO. LA ’CROCE’ (lettera alfabeto greco = X) DI CRISTO NON HA NIENTE A CHE FARE CON IL CROCIFISSO DELLA TRADIZIONE COSTANTINIANA E CATTOLICO-ROMANA

STRASBURGO : PER LA CORTE EUROPEA, IL CROCIFISSO E’ "UN SIMBOLO ESSENZIALMENTE PASSIVO". Un grande ’schiaffo’ : valutato, alla luce della teologia politica degli affari, dalla Santa Sede una sentenza storica, e dal Ministro Gelmini una grande vittoria. Sul tema, una piccola rassegna stampa - a cura di Federico La Sala

Il crocefisso può restare appeso nelle aule delle scuole pubbliche italiane. Questo è quanto ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo (...)
mardi 22 mars 2011 par Federico La Sala
[...] La Santa Sede esprime ’soddisfazione’ per la sentenza della Corte Europea sull’esposizione del crocifisso nelle scuole. Si tratta, afferma il direttore della sala stampa vaticana, di una sentenza ’assai impegnativa e che fa storia’. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto : ’oggi ha vinto il sentimento popolare dell’Europa’. Ma il giudice ’anticrocifisso’ Luigi Tosti ha commentato : questa decisione ’mi sembra abbastanza grottesca. Ci sono state pressioni fortissime sulla (...)

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> STRASBURGO : PER LA CORTE EUROPEA, IL CROCIFISSO E’ "UN SIMBOLO ESSENZIALMENTE PASSIVO". ---- La condanna di Pannella : “Le icone di altri fedeli non si possono esporre” (di Giacomo Galeazzi - Intervista).

samedi 19 mars 2011


-  La condanna di Pannella : “Le icone di altri fedeli non si possono esporre”
-  « Si sono manifestati una sorta di feticismo e il ritorno del tradizionalismo »

di Giacomo Galeazzi (La Stampa, 19.03.2011)

I credenti non dovrebbero rallegrarsi per questa sentenza ». Il crocifisso può restare appeso nelle aule delle scuole pubbliche italiane e il leader dei Radicali, Marco Pannella critica l’« impapocchiamento » di Strasburgo secondo cui la presenza in classe di questo simbolo non lede il diritto dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni e il diritto degli alunni alla libertà di pensiero, di coscienza o di religione.

Perché non condivide la sentenza ?

« Mi sembra evidente che anche in questo campo siamo ormai passati da una patria europea alla vecchia Europa delle vecchie patrie tradizionali e tradizionaliste. Ciò detto, vorrei far notare che la corte di Strasburgo parte dall’affermazione che non sono provate l’importanza e la funzione dell’esposizione di un importante simbolo di una importante religione su adolescenti e giovani. Quindi credo che ci sia legittimamente da chiedersi perché mai una delle suddette patrie (per conto dell’ideale patria vaticana) abbia sollevato scandalo e rabbiosa opposizione alla precedente sentenza che nel 2009 disponeva la rimozione del crocifisso dalle aule. Mi chiedo sinceramente se un autentico credente cristiano possa essere davvero fiero o felice del fatto che si riconosce a Cesare la possibilità di imporre a tutti i suoi sudditi il massimo simbolo della propria fede con la motivazione che in realtà quel simbolo non comporta alcun effetto su una parte di coloro ai quali è rivolto ».

Per il fronte pro-crocifisso è una vittoria a tutto campo ?

« La Corte afferma di non aver trovato prove che la presenza di un simbolo religioso in una classe scolastica possa influenzare gli alunni. In sostanza quel che resta è una volta ancora il fatto che si riconosce a Cesare il diritto di imporre (o altrimenti vietare) il simbolo del mistero della fede. Non c’è di che rallegrarsi per i giovani che credono in Gesù Cristo. A patto che i credenti provino (sia pure non più in questa inappellabile sede) che in effetti “Cristo o suoi equivalenti simbolici o storici” debbano ancora manifestarsi nella storia umana poiché per la loro religione il preannunciato avvento sulla terra di Dio non si è ancora manifestato e preghino di conseguenza ».

Il crocifisso, definito simbolo passivo, provoca indottrinamento oppure no ?

« Si sostiene che la presenza del crocifisso pur conferendo alla religione maggioritaria una visibilità preponderante nell’ambiente scolastico non sia sufficiente a indicare che sia in atto un processo di indottrinamento. E che nel curriculum didattico non esiste un corso obbligatorio di religione cristiana e che l’ambiente scolastico italiano è aperto ad altre religioni. Altri giudicheranno il valore dell’impapocchiamento che connota questo pronunciamento ».

Cosa non la convince ?

« La corte europea finge di ritenere che concretamente esista nella scuola pubblica italiana il diritto o la facoltà di esibire altri simboli religiosi, per esempio la “Menorah” ebraica. E ciò a prescindere dal fatto che per la stessa Onu vadano riconosciuti pari diritti a religiosità teiste o non teiste. D’altra parte mi si consenta con gravità una battuta : non è questa l’unica manifestazione di una sorte di grave feticismo che attualmente ha per oggetto embrioni o zigoti ». [GIA. GAL.]


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