Inviare un messaggio

In risposta a:
INDIVIDUO E SOCIETA’ E COSTITUZIONE, IERI COME OGGI. USCIRE DALLO STATO DI MINORITA’, APRIRE GLI OCCHI: C’E’ DIO E "DIO", PATRIA E "PATRIA", E FAMIGLIA E "FAMIGLIA" .....

ROMOLO AUGUSTOLO: L’ITALIA NON E’ NUOVA A QUESTI SCENARI. C’E’ CAPO E "CAPO" E STATO E "STATO": MUSSOLINI E LENIN A CONFRONTO. L’analisi di Gramsci (già contro derive staliniste!), una bussola per non naufragare e una lezione di vita e di libertà - a c. di Federico La Sala

ANTONIO GRAMSCI (1924): "Roma non è nuova a questi scenari polverosi. Ha visto Romolo, ha visto Cesare Augusto e ha visto, al suo tramonto, Romolo Augustolo".
venerdì 21 dicembre 2012
[...] Benito Mussolini ha conquistato il governo e lo mantiene con la repressione piú violenta e
arbitraria. Egli non ha dovuto organizzare una classe, ma solo il personale di una amministrazione.
Ha smontato qualche congegno dello Stato, piú per vedere com’era fatto e impratichirsi del mestiere
che per una necessità originaria. La sua dottrina è tutta nella maschera fisica, nel roteare degli occhi
entro l’orbite, nel pugno chiuso sempre teso alla minaccia... [...]
IMMAGINARIO E (...)

In risposta a:

> ROMOLO AUGUSTOLO: L’ITALIA NON E’ NUOVA A QUESTI SCENARI. --- D’Orsi sfata il mito di un Gramsci quasi liberale (di Massimiliano Panarari).

martedì 30 dicembre 2014

D’Orsi sfata il mito di un Gramsci quasi liberale

di Massimiliano Panarari (La Stampa, 30.12.2014)

Non da oggi, qui da noi, la storia delle dottrine politiche è anche un campo di battaglia che sconfina spesso nell’attualità. E, a volte, si colora pure di tinte gialle o noir. Ecco perché Antonio Gramsci, sul quale si appuntano inesauribili polemiche e querelle, e pure «misteri», sparizioni e «oggetti smarriti», val bene una nuova seria ricognizione che preferisce nettamente la storia documentaria a quella indiziaria (e nulla vuole spartire con una sorta di detective story).

Angelo d’Orsi, profondo conoscitore del pensiero del padre teorico del comunismo italiano, ha curato un’esaustiva Inchiesta su Gramsci (Accademia University Press, pp. 219, €18), raccogliendo i testi di 26 specialisti, per cercare di mettere alcuni punti fermi nel dibattito storiografico. Che è complesso - innanzitutto per la natura plurima e «problematica» dei testi gramsciani (articoli per la stampa, materiale carcerario e documenti di partito, per di più spesso non integralmente suoi) - ma da cui andrebbero rigorosamente espunti i «corpi estranei» del revisionismo e dell’opinionismo, responsabili della diffusione di una sequela di «leggende metropolitane» (tra le quali gli studiosi coinvolti indicano quella di un Gramsci sulfureo cattivo maestro, il sospetto intorno a un Piero Sraffa agente sotto copertura del Comintern, se non direttamente di Stalin, e la dicotomia tra un Gramsci buono e un Togliatti malvagio).

L’obiettivo del volume collettaneo - in cui tutto il corpus gramsciano è passato sotto la lente di ingrandimento (dalle interpretazioni postmoderniste alla larghissima ricezione internazionale, sino alla linguistica) - è anche quello di rigettare ai mittenti il tentativo, reputato inaccettabile, di un’ermeneutica liberale del marxista eterodosso Gramsci, che mirerebbe a svuotarne la carica irriducibilmente critica e alternativa.

Come pure quello di sgombrare il campo dalla tesi del Quaderno o dei (due) Quaderni di «fuoriuscita dal comunismo» fatti sparire, anche se a Franco Lo Piparo, suo principale alfiere, pur nel dissenso fermo e totale, viene concesso l’onore intellettuale delle armi (e un intervento all’interno del libro).


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: