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BIN LADEN E’ MORTO. La notizia si è diffusa rapidamente per tutta l’America. Bin Laden è ucciso. Dieci anni di paura. E oggi la festa.

FINITI GLI ANNI DI BIN LADEN. ANNUNCIO DI BARACK OBAMA. Osama Bin Laden è morto. Negli Usa l’entusiasmo è alle stelle. Una nota di Angelo Aquaro - a c. di Federico La Sala

BIN LADEN UCCISO IN PAKISTAN.. L’annuncio della comunicazione della Casa Bianca arriva a sorpresa. La parola chiave è quella: ucciso. Il mondo l’ha trovato: individuato. L’ha colpito. Non è rimasto ucciso dalla malattia che lo perseguitava. È stato ucciso.
lunedì 9 maggio 2011 di Federico La Sala
[...] Il corpo del capo di Al Qaeda è nelle mani degli americani. Il presidente non si sarebbe lanciato in un annuncio del genere se non avesse avuto le prove. E la prova è quel corpo che adesso Obama possiede. Dieci anni dopo. Tremila morti a Ground Zero. Migliaia di morti tra l’Iraq e l’Afghanistan. Le stragi di Bali, Madrid, Londra. Le stragi in mezzo mondo. Osama Bin Laden è morto. Barack Obama può annunciarlo al mondo. Le autorità americane precisano che "il cadavere viene conservato (...)

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> FINITI GLI ANNI DI BIN LADEN. ANNUNCIO DI BARACK OBAMA. --- Sull’esecuzione del genocida Bin Laden (di Michele Serra - L’amaca)

mercoledì 4 maggio 2011

L’amaca

di Michele Serra

in “la Repubblica” del 4 maggio 2011

Per un miscredente come me, desta una certa impressione accorgersi che nei commenti a caldo sull’esecuzione del genocida Bin Laden la sola voce che senza esitazione ha ammonito a "non esultare" di fronte alla morte di un uomo è stata quella della Chiesa romana.

Non sono tra quelli che hanno esultato. Per non farlo, non avevo necessità di altra autorità se non quella del mio giudizio e - non so dirlo altrimenti - del mio imbarazzo. Eppure nei commenti ufficiali, anche quelli dei politici per i quali voto, non ho trovato uguale immediatezza, e forza, nel ricordare che ogni morte, anche quella di Caino, suggerisce di chinare il capo e fare silenzio.

Non credo affatto che per vivere umanamente e per provare compassione sia indispensabile essere credenti. Proprio per questo, mi fa specie constatare che la Chiesa abbia così facilmente (e meritatamente) esercitato una sorta di monopolio della pietà e della compostezza. Voci laiche di uguale autorevolezza si sono udite, ma erano sperse e individuali. Né l’umanitarismo socialista né la compostezza borghese possiedono più un pulpito e un’organizzazione culturale e politica tali da essere in grado, in circostanze così decisive, di orientare gli animi, e dare sostanza collettiva ai sentimenti individuali. La voce della Chiesa non è la mia, ma l’ho udita, nelle ore della fine di Osama, con rispetto e gratitudine.


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