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INVALIDARE i "Quiz Invalsi, una schedatura illegale". Gli studenti :"Così boicotteremo i test ministeriali". Le prove verranno consegnate in bianco. E molti genitori terranno i figli a casa

INVALSI : OBBEDIRE E TACERE !!! COME SPEZZARE DEFINITIVAMENTE LA SCHIENA DRITTA A PROFESSORI E A STUDENTI. Notizie da Roma e da Firenze - a c. di Federico La Sala

La Scuola torna sulle barricate, e questa volta tocca al test Invalsi, la prova scritta di matematica e italiano, più un Questionario dello studente (con domande sulla sua famiglia e le sue condizioni di vita)
lundi 16 mai 2011 par Federico La Sala
ROMA. « Le scuole dove si segnalano iniziative contro le prove Invalsi sono Giulio Cesare, Socrate, Virgilio, Cavour, Albertelli, Orazio, Giordano Bruno, Aristotele, Visconti, Ripetta, Pinturicchio, Margherita di Savoia, Aristofane Augusto, Russell, Kant, Lombardo Radice, Pasteur » informa il collettivo Senza Tregua, che ribadisce « l’invito agli insegnanti a non discriminare gli studenti che sceglieranno di rifiutare i test ».
FIRENZE. [...] dopo mesi di battage sindacale - Cobas e Cgil lo (...)

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> INVALSI : OBBEDIRE E TACERE !!! --- Istruzione allo sbando. Disastro Gelmini, sbagliate le griglie del test Invalsi. --- Se penso a quei ragazzi, così seri e ordinati, mi vergogno per la scuola. La mia Scuola.

mercredi 22 juin 2011

Scuola, il fallimento del ministro. Nel gran giorno dei quiz per 600mila studenti i super esperti di viale Trastevere certificano il flop Pd e Cgil : passato il limite

Disastro Gelmini, sbagliate le griglie del test Invalsi

Istruzione allo sbando

di Francesca Puglisi (l’Unità, 22.06.2011)

Il caos provocato dalla griglia digitale errata pubblicata sul sito dell’Invalsi, per correggere le prove degli studenti, è solo l’ultimo segnale della débacle del ministero di Viale Trastevere e di un Governo ormai allo sbando. L’Invalsi è commissariato da mesi e con i lavoratori precari in rivolta. Così si ridicolizza una delle giornate più importanti di un intero anno scolastico : la prova d’esame. Il problema, purtroppo, è che non c’è più un solo pezzo di scuola che si stia salvando dalla Caporetto in cui continua a trascinarla il ministro Gelmini. Un ministro indisponibile a qualsiasi forma di confronto ; di fatto commissariata dal ministro dell’Economia che ha fatto del comparto scuola una cassa veloce per ripianare i conti pubblici ; in prima fila per difendere le sorti del premier ma mai quelle della scuola pubblica.

Alla sciatteria fa da contrappeso la continua arroganza di un governo che non perde occasione per denigrare i lavoratori della scuola e che, quando è costretto a occuparsi di educazione, oscilla fra la protervia e il ridicolo con proposte di fantomatiche commissioni di inchiesta sui libri di testo, che si immaginano stampati clandestinamente nei sotterranei di qualche tipografia bolscevica. O, come fa la Lega, che con una mano taglia 132mila posti di lavoro ai precari e con l’altra cerca di rabbonirli promettendo bonus di punti incostituzionali in graduatoria. Il tasso di crescita del reddito procapite di un paese aumenta dell’1,7% se si incrementa di 100 punti il punteggio “Pisa” degli studenti. Sostanzialmente è poco più della differenza tra il nord e il sud del Paese. Quindi se decidessimo di investire per far crescere le competenze dei ragazzi del sud con servizi 0-6 di qualità, diffondendo il tempo pieno, dimezzandone la dispersione, nel 2025 avremmo riallineato il reddito pro capite, chiudendo il problema dei divari territoriali che accompagna questo paese da 150 anni.

Nelle cento Scampia d’Italia è ora che fiorisca il germoglio della classe dirigente, non quello della malavita. In Campania invece si tagliano oltre 2200 insegnanti, di cui 150 nella scuola dell’infanzia, facendo crescere le già smisurate liste d’attesa per varcare la soglia di una scuola nell’età più fertile per apprendere. E Caldoro chiude, nonostante i fondi europei disponibili in cassa, il progetto “scuole aperte” inaugurato dal Centrosinistra, per sottrarre i ragazzi dalla strada nelle zone a più alta infiltrazione camorristica.

Chissà se il ministro Gelmini o il premier Berlusconi, così generoso e pronto ad aiutare minorenni in difficoltà, hanno mai sentito parlare di Anthony Fontanarosa e Domenico Volpicelli. Due adolescenti campani che avevano in testa i sogni e le speranze di ogni giovane. Forse avrebbero potuto imparare teoremi di geometria o amare la letteratura italiana e conoscere a menadito la grammatica greca. Ma nessuno ha mai dato loro una possibilità. Erano i figli di chi ha la sventura sopra la porta di casa. Quando quest’anno sono morti per rapine fallite avevano 16 anni e le aule di scuola le avevano abbandonate da tempo. Ha detto il babbo di una delle vittime del crollo della scuola di San Giuliano di Puglia altro tragico esempio di emergenza nazionale irrisolta dal Governo per mettere in sicurezza le scuole che « un Paese civile dovrebbe offrire un sistema di istruzione di qualità a tutti. A molti, invece, offre solo funerali ».

L’ignoranza, come sostiene l’economista Erik Hanushek, ha un costo. La scuola oggi non riesce a colmare le disuguaglianze, quindi non basta difendere l’esistente, dobbiamo dare a questo Paese una prospettiva di cambiamento. Quello che non ha saputo fare la Gelmini con le sue riforme, fatte di maestri unici, di grembiulini e di cinque in condotta al tempo delle teste veloci dei nativi digitali. Oggi per mezzo milione di studenti iniziano gli esami di maturità. I primi a dover dare dimostrazione di averne siedono ai banchi del Governo del Paese. Se ne vadano.


Un anno a dire ai ragazzi : sono una cosa seria...

di Mila Spicola (l’Unità, 22.06.2011)

20 GIUGNO. Oggi prove Invalsi. 7.45 e siamo già tutti a scuola. Alunni e Docenti. Sono di assistenza in una classe non mia. Entrano i ragazzi, ordinatamente. È un anno intero che “inculchiamo” loro lo spirito con cui devono affrontare le prove Invalsi. « Sono la cosa più seria, fanno media, se vanno male siamo fritti, c’è la media aritmetica, meno di 5 e siamo nei guai », perché così fu lo scorso anno, quando fioccarono i 4 e i 5. Anche tra i bravi. Eseguono la prova in modo ammirevole, i nostri piccoli adulti. In silenzio, allo scadere del tempo consegnano, nessuno chiacchiera durante la prova. Mi faccio un giro tra i banchi, non di più. L’ordine tassativo è non aiutarli. Ore 11.15 consegnano ordinati per come erano entrati e vanno via. Drappelli di colleghi nei corridoi. Aspettiamo le griglie di correzione che deve inviare l’Invalsi. Sono le 12. « Eccole ». Ore 13.30 circa. Ci organizziamo. Io insegno arte ma sono in commissione con Anna, italiano, di una delle mie terze. Siamo in quattro con i fascicoli di quella terza : italiano, matematica e due assistenti. Ci dividiamo il blocco delle prove. Io leggo le risposte, Anna le spunta sulla prova del ragazzo. « B1 errata, B2 esatta, B3 base, B4 derivata, derivata, esatta, usata, non usata » ... Chi ha corretto sa a cosa mi riferisco. Non è difficile, è solo sfiancante. In un paio d’ore finiamo la correzione cartacea. Poi inseriamo al computer. Io sono brava e veloce al pc, lo sanno tutti. E dunque : turni a chi mi detta e io inserisco.

Alle 18 ho gli occhi cotti. Ogni alunno inserito si devono salvare i dati e si leggono subito i risultati. 8, 9, 10, 7, 8...Che strano..Anna ma sono tutti bravissimi !! S. , quella un po’ arrancante ha preso 9. « Che botta di culo ». Ops...scusate... Siamo stanche. Non è solo lei : i voti sono alti. Però non c’è tanto tempo per rifletterci. Siamo stanche. Io sono sveglia dalle 6. Ore 19 circa. Finiamo. Ma noi siamo il gruppo organizzato e ci battiamo il cinque, altri sono ancora lì.

21 GIUGNO. Ieri entro alle 14, per le ratifiche. Sono le 10 e squilla il cellulare. È Anna. « Tutto da rifare ». « Che dici ? Come da rifare ? Abbiamo sbagliato ». « No. Hanno sbagliato loro. È arrivata una circolare, qualcosa di sbagliato nell’inserimento, non so bene... Io sono già a scuola ». « Vengo ? ». « No, no..dai... Stiamo già correggendo, ne abbiamo pochi..alcuni le stanno rifacendo tutte ». « Pochi di che ? ». Solo per alcuni risultati compresi in un certo range c’è da correggere, gli altri no. Un piccolo blocco delle b e due del blocco secondo del terzo..no..aspè..il primo del blocco g...di matematica..« Non mi dir nulla, mi viene da vomitare ».

Arrivo a scuola un po’ prima e già un collega avanza nel corridoio con una fotocopia in mano. « Leggi questa poesia da Nobel ». È la circolare che ha inviato l’Invalsi. Ditemi se questo è modo. Ditemi, dopo un anno che ripeto che queste prove sono fatte male, se il destino doveva accanirsi su di noi, e farci vomitare di fatica su quei pallini... Se penso a quei ragazzi, così seri e ordinati, mi vergogno per la scuola. La mia Scuola.


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