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VIAGGIO IN ISRAELE. Il presidente Napolitano accolto da Shimon Peres

CURARE LA DEMOCRAZIA: NAPOLITANO IN ISRAELE, ALL’UNIVERSITA’ DI TEL AVIV. "E’ per me di grande significato che sia una istituzione israeliana a riconoscere e premiare il mio impegno" - a c. di Federico La Sala

PREMIO "DAN DAVID". Il capo dello Stato insignito dell’onorificenza all’Università di Tel Aviv, presente Shimon Peres. "La democrazia non può considerarsi compiuta e vitale una volta per tutte, neppure in Italia. Richiede cure, verifiche critiche, riforme. Responsabilità a cui non mi sottraggo"
domenica 22 maggio 2011 di Federico La Sala
[...] "Il rafforzamento dei valori e delle istituzioni democratiche in Italia e in Europa è stato l’impegno di una vita - ha ricordato il capo dello Stato -, avendo io speso 43 anni come membro del Parlamento italiano, per dieci legislature, e come membro del Parlamento europeo, in due legislature". Una responsabilità "che ancora mi spetta esercitare e a cui non mi sottraggo - ha aggiunto Napolitano - operando e pensando per l’ulteriore marcia della democrazia" [...]
ANTONIO GRAMSCI, (...)

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> CURARE LA DEMOCRAZIA ---- In memoria di "Tre padri di sinistra (il socialista Tobagi, il comunista Rossa, il magistrato progressista Alessandrini) ammazzati dal terrorismo" (di Michele Serra - L’Amaca).

lunedì 16 maggio 2011

L’AMACA

di Michele Serra (la Repubblica, 15 maggio 2011, p. 30)

Se i figli delle vittime difendono i carnefici: Tobagi Alessandrini e Rossa stanno con Pisapia amico dei terroristi che uccisero i loro genitori”.

Vi prego di annotarvi questo titolo (prima pagina del “Giornale” di ieri) che è riuscito, dopo una vita che leggo i giornali, a farmi venire le lacrime agli occhi dal dolore. Avrei preferito scrivere: dall’ira, o dal disgusto. Ma era proprio dolore, dolore per la morte profanata, per gli affetti sconciati, per la verità brutalizzata, per quei tre padri e quei tre figli.

Tre padri di sinistra (il socialista Tobagi, il comunista Rossa, il magistrato progressista Alessandrini) ammazzati dal terrorismo rosso che odiava la sinistra democratica quasi quanto la odiano, oggi, quelli del “Giornale”. Tre figli rimasti di sinistra anche in memoria di quella lotta per difendere lo Stato e la democrazia, anche per onorare i loro padri. Che oggi si sentono rinfacciare di “difendere i carnefici dei loro genitori” - non so se riuscite a cogliere la leggerezza dell’accusa, ad apprezzare lo stile raffinato - perché votano a sinistra e non a destra, come farà mezza Milano, mezza Milano dunque “amica dei terroristi”. Perché comunisti, sinistra, terroristi, brigatisti, per questi avvelenatori della memoria, della storia, della politica, del giornalismo, sono la stessa cosa, lo stesso infame branco da spazzare via, come ripete del resto da vent’anni il loro capo.

Mi chiedo quanto irrisarcibile, incolmabile odio possa partorire un titolo così.


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